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Storia di un QE passato

Karl_XII_1706

Karl XII nel 1706

Per la cronaca, il primo visitatore a essere annunciato al re Carlo XII quando questo è tornato a corte a Stoccolma nel 1715, è stato il geniale diplomatico Georg Heinrich von Görtz, grande amico del re, ministro per le finanze, e tuttofare in generale.

Il nostro amatissimo re eroe, a differenza del suo capacissimo padre Carlo XI, il re amministratore, aveva a quel punto passato molti anni lontano da casa coinvolto in varie guerre. Gli ultimi sei anni aveva passato nell’impero Osmano*, imparando turco e diventando amico del sultano. Dei turchi avrebbe dopo detto: Continua a leggere…

Fisiocrazia/ON

Questo inverni i greci sono andati giù pesanti sulle proprie foreste. Tagliano gli alberi in misura crescente da usare nelle stufe, perché gli olii combustibili usati per scaldare le case greche costano il doppio di qualche anno fa. Gli ecosistemi forestali non sono ancora minacciati, ma nel 2011 sono stati denunciati 1500 casi di abbattimenti illegali. Già ai prezzi attuali ogni anno si perdono il 10% dell’area forestale, e il futuro delle foreste sembra molto incerto in mezzo a disoccupazione di massa e economia in contrazione galoppante.

L’ambiente relativamente buono di cui gode la Grecia con ca 30% del territorio nazionale coperte da foreste, nonostante l’alta densità della popolazione di 84 persone/km2 è quindi minacciato dalla neopovertà. Il paese non è mai stato tra quelli che attraggono con forza materie prime a basso costo per la produzione industriale di prodotti i cui prezzi finali di gran lunga superano il valore delle materie prime che li compongono. Creando l’attivo della bilancia commerciale. Come la nazione industriale Italia e i suoi notevoli 35% di foreste con 200 persone pro km2. O la nazione industriale Svezia, 69% del territorio nazionale coperto di foreste con 21 persone/km2, e un bisogno di riscaldamento che supera ampiamente quello della Grecia.

L’ambiente buono di questi tre paesi, nei loro rispettivi limiti geografici e fisici, è stato reso possibile da due secoli di uso di combustibili fossili. Solo così abbiamo potuto liberare le nostre foreste da millenni di deforestazione per scaldare le case e liberare terreni per sfamare la popolazione in crescita. La Svezia oggi ha ca il 60% più foresta di cento anni fa. In Italia le foreste negli ultimi 25 anni sono cresciuti del 20%. Il merito è sia dei guadagni di efficacia dell’agricoltura nazionale, sia dallo spostamento di agricoltura nazionale in paesi dove terreno e manodopera costano meno che da noi. In Svezia l’esportazione di prodotti forestali è diventato uno dei pilastri dell’economia.

Durante gli ultimi 200 anni le regioni industrializzati del mondo hanno vissuto di combustibili fossili, sviluppando teorie economiche distaccate dai limiti fisici che ci impone la superficie terrestre produttiva.

Ora le nazioni, dai quali eravamo abituati a comprare ferro e petrolio e rame e riso a basso costo, la Cina, l’India, il Brasile, e perché no, l’Australia, anche lei intesa come fornitore e sostenitore dell’economia dell’impero britannico, vogliono sviluppo. Lo stesso sviluppo che abbiamo avuto noi, rinunciando alla fisiocrazia e scambiando inequamente proprio con questi paesi le materie prime che poi gli venivano rivendute in forma di aumentata entropia.

La Grecia sta già spolverando la fisiocrazia, come primo paese del vecchio occidente. Rinunciano al fossile, cercano di vivere dai flussi e fondi che il sole ci ricrea ogni anno. Ma scopriranno presto che l’iraggiamento solare, falde aquifere, terreni ecologicamente produttivi che bastavano a 1 milione di persone non bastano per 10 milioni.

OT: ESM e la Svezia

Giornata buia oggi.

La Svezia ha preso un’ulteriore passo per unirsi all’euro. Nel referendum 2003 gli svedesi hanno erroneamente votato No, e quindi con un po’ di pazienza e macchinazioni, passo per passo, il paese viene avvicinato alla rovina economica tramite varie porte sul retro. Continua a leggere…

Da domani Nord Stream

Ed ecco l’orso che si sta svegliando. Domani verrà inaugurata ufficialmente la prima pipeline gas nel Baltico tra la Russia e la Germania.

Presenti: Merkel, Medvedev, il premier francese Fillon e il premier olandese Rutte. Dopottutto è un impresa russo-tedesco-franco-olandese. La seconda parte è ancora in costruzione ma sarà pronta per la fine dell’anno prossimo.

Quando sarà tutto pronto ci resterà da vedere se l’elettricità in Svezia costerà meno, come ci ha ripetutamente promesso la lobby per il gas fossile in Svezia. La Svezia sotto l’influenza di questa lobby ha raddoppiato il consumo da 0,7 a 1,4 Mtoe in soloi due anni. Per ora importa tutto dal piccolo produttore Danimarca, che ha piccato con 9,4 Mtoe nel 2005, diminuendo la produzione di 22% fino al 2010, a 7,4 Mtoe. Prezzi in discesa allora improbabili, visto che il resto dell’Europa che già oggi riceve gas dalla Russia lo paga più della Svezia. Continua a leggere…

La polveriera che trascinerebbe l’UE nelle profondità

Probabilmente il caporedattore del giornale moderatamente moderato che conta come ultrà-destra in Svezia è in vacanze, perché il giornalista economico più apprezzato, da tutti direi, ha scritto un articolo senza peli sulla lingua, come se fosse un blogger arrabbiato qualsiasi. Andreas Cervenka si chiama, e l’articolo parla dell’Italia, e più nello specifico

che il futuro dell’Europa sta nelle mani di un maniaco sessuale con una bomba nucleare finanziaria. Continua a leggere…

Un paio di notizie per mercoledi mattina

Ovvero notizie dal mondo che mi hanno particolarmente interessato tra ieri e oggi.

Cina: Prontamente due giorni dopo l’annuncio della IEA sulle SPR, sono stati diminuite o addirittura abolite le tasse d’importazione su una trentina di prodotti e materie prime, tra l’altro gasolina. Mi sembra ovvio che stanno cercando di fermare il flusso di materiali verso l’estero, migliorando il bilancio importando di più, e anche combattendo l’inflazione. Per esempio il diesel non sarà più tassato.

• Sempre la Cina sta investendo pesantemente in Canada. Soprattutto se gli Stati Uniti non costruirà la (in)famosa pipeline Keystone XL ci sarà molto più petrolio per i cinesi. Solo il 22% delle riserve mondiali sono aperte a investimenti privati (il resto è nelle mani dei governi) e di questi, 52% sono le sabbie di Alberta. Per ora l’unico mercato esterso sono gli US. Ma ora Sinopec comincia la costruzione, insieme alla Enbridge, di una pipeline da Alberta fino alla costa pacifica.

“They are sitting there saying if you need money, we’ve got money; if you need expertise, we’ve got that; whatever you need we’ve got,” Snelgrove said.

Ovviamente gli americani sono preoccupati di fronte all’avanzamento cinese, ma ci sarebbe abbastanza petrolio per tutti. Investendo, i cinesi fanno crescere la torta da dividere, e, aspetta un po’, aprono la prima filiale estera del loro $300 miliardi sovereign wealth fund China Investment Corp a Toronto. Il fondo ha già investitio 1,5 miliardi di dollari + 800 milioni di dollari negli ultimi due anni. Oltre a quello, la Sinopeco ha comprato 9% della Syncrude per 4,6 miliardi di dollari, e 1,7 miliardi per una parte delle Athabasca Oil Sands.

Svezia: La storica azienda automobilistica SAAB sta fallendo. Sono mesi che waltzerano sulle pagine dei giornali perché i fornitori non vengono pagati, mesi che il mitomano Victor Muller, che ha comprato l’azienda solo per salvare la sua azienda olandese Spyker racconta bugia su bugia. I fornitori hanno continuato a lavorare, fidandosi dello storico marchio. Venerdi scorso finalmente è arrivata la non-notizia che non potevano più pagare gli operai. Mancano 35 milioni di corone per gli stipendi. Muller nel frattempo è rimasto solo nel consiglio d’amministrazione. Ha cominciato a trattare con il criminale finanziere russo Vladimir Antonov, uno dei piú grandi azionisti di Spyker, ma non voluto dalla banca europea d’investimenti e dal governo svedese. Un salvataggio parziale è arrivato da un’impresa che ha comprato la metà degli azioni della società immobiliare della SAAB per 255 milioni di corone. La metà non venduta è la sicurezza chiesta dal tesoro svedese per un prestito di 280 milioni di corone, dei quali la SAAB ha già ricevuto 217. I debiti ai fornitori ammontano a 75 milioni di corone. I conti non tornano e la gente non compra le macchine SAAB.

Danimarca: È fallita già la seconda banca danese. Qualche mese fa è successo alla Amagerbanken, ora è la Fjordbank Mors, che non riesce a rispettare i requisiti sulla quantità di capitale. Quando è morta la Amagerbanken, la società di rating Moody’s ha abbassato il rating sulle banche danesi. Bisogna ricordarsi che Moody’s e gli altri abbassano il rating sempre solo dopo un crollo, mai prima. Qualcuno potrebbe offendersi. Probabilmente questo ha reso più difficile avere finianziamenti da banche estere, e anche tra banche danesi. Nessuno vuole rimanere con il jack nero. Secondo un giornale danese ben 10 banche danesi potrebbero crollare entro l’anno, con giganteschi ripercussioni diretti sulla popolazione, visto che in Danimarca vige il Bankepakke 3 (perfettamente traducibile direi) che dice che nessuna banca verrà salvata dallo stato.

• Occio alla Svezia. Si dice in rete che ha cominciato lo scoppio della bolla immobiliare. Le vendite di case in tutto il paese stanno rallentando, la gente non si indebita più alla stessa velocità, gli agenti immobiliari tolgono e rimettono più volte lo stesso oggetto per nascondere il fatto che non è stato venduto subito. La solidissima Svezia, l’economia tigre, soffrirà parecchio perché gli svedesi sono tra i più indebitati al mondo. E questo senza avere neanche uno stipendio in banca. I relativamente ricchi operai SAAB per esempio sono in fila alla banca, ora che sono senza lavoro, perché non hanno mai messo via i soldi per le emergenze. I soldi della cassa integrazione ci saranno, ma nel frattempo non possono pagare la luce, perché non hanno neanche 1000 euro in banca. È una malattia svedese, la totale fiducia nel sistema che si prenderà cura di te.

• In Grecia stanno preparando quello che sembra un intervento militare, in quanto vogliono mandare i tanker a proteggere il potere, cioè le banche. Mandano l’esercito perché non ci sono abbastanza poliziotti per fare il lavoro. Dall’Athens News:

“A return to the drachma would mean that the next day banks would be surrounded by people trying to get their money out. The army would have to use tanks to protect (the banks) because there wouldn’t be enough police to do it.”

La Grecia non ha né petrolio, né oro, quindi non ci sarà nessun tipo di intervento da parte della NATO per proteggere la popolazione civile, quando la gente deciderà di attaccare le banche per riuscire a comprare oro prima che sia troppo tardi.

• Ultima cosa: Ovviamente il greggio e la benzina hanno già cominciato a riprendersi. Qualcuno si è messo a fare i conti, che anche con 2 milioni di barili in più al giorno per un mese, non tornano. Scommettiamo che non verranno mai neanche rilasciati i 60 milioni di SPR? Altro che WTI a $90.

Svezia, tante risorse ma zero petrolio

Io sono arrivata da poco nel mondo dei blogger. L’idea era di scrivere di energia in generale, perché a Rio (dove mi trovo attualmente) è un tema che pervade tutto. Non solo perché attorno a noi tutti lavorano nel settore petrolifero, ma perché per i brasiliani, la prima cosa che fanno quando finalmente raggiungono lo stato di “classe media” è di comprare macchina, elettrodomestici, tenere la luce accesa, in parole povere, consumare energia. Continua a leggere…

Costo carburante in Svezia

Ogni giorno qualcuno arriva sul mio blog googelando “costo carburante svezia“.

Immagino che si tratta di persone che pianificano le vacanze, e benvenuti! Ottima scelta.

Paese bellissimo. Capitale meravigliosa.

Alba a Nybroviken

E eccovi il link per avere subito tutti i prezzi della benzina a portata di mano: http://www.bensinpriser.se/

Beijing – Åmål o Il motore Stirling #2

Solo oggi ho visto un articolo del 7 maggio (svedese) che parla dell’azienda Cleanergy, di cui ho già parlato in un post precedente.

L’articolo dà una breve introduzione all’azienda e poi prosegue raccontando che l’AD Anders Koritz è appena tornato dalla Cina, dove ha incontrato il ministro cinese per l’energia rinnovabile. Continua a leggere…

200 anni di sviluppo per Stirling

Il futuro: Un motore a combustione esterna

Il motore Stirling ha già due secoli di ricerca e sviluppo alle spalle, ma è soltanto negli ultimi anni che ha trovato la nicchia che lo renderà davvero famoso: Produzione di elettricità da energia solare.

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