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Domanda, conta ancora solo l’OCSE

Parlando del Brent il 3 febbraio ho scritto “Se ha la forza per stabilirsi sopra i 114$ continuerà nel canale rialzista.” Bene, ora è a 118$. Ha rotto la resistenza con forza il 3 febbraio, e il prossimo passo è rompere la resistenza a 120 dollari.

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Un paio di notizie per mercoledi mattina

Ovvero notizie dal mondo che mi hanno particolarmente interessato tra ieri e oggi.

Cina: Prontamente due giorni dopo l’annuncio della IEA sulle SPR, sono stati diminuite o addirittura abolite le tasse d’importazione su una trentina di prodotti e materie prime, tra l’altro gasolina. Mi sembra ovvio che stanno cercando di fermare il flusso di materiali verso l’estero, migliorando il bilancio importando di più, e anche combattendo l’inflazione. Per esempio il diesel non sarà più tassato.

• Sempre la Cina sta investendo pesantemente in Canada. Soprattutto se gli Stati Uniti non costruirà la (in)famosa pipeline Keystone XL ci sarà molto più petrolio per i cinesi. Solo il 22% delle riserve mondiali sono aperte a investimenti privati (il resto è nelle mani dei governi) e di questi, 52% sono le sabbie di Alberta. Per ora l’unico mercato esterso sono gli US. Ma ora Sinopec comincia la costruzione, insieme alla Enbridge, di una pipeline da Alberta fino alla costa pacifica.

“They are sitting there saying if you need money, we’ve got money; if you need expertise, we’ve got that; whatever you need we’ve got,” Snelgrove said.

Ovviamente gli americani sono preoccupati di fronte all’avanzamento cinese, ma ci sarebbe abbastanza petrolio per tutti. Investendo, i cinesi fanno crescere la torta da dividere, e, aspetta un po’, aprono la prima filiale estera del loro $300 miliardi sovereign wealth fund China Investment Corp a Toronto. Il fondo ha già investitio 1,5 miliardi di dollari + 800 milioni di dollari negli ultimi due anni. Oltre a quello, la Sinopeco ha comprato 9% della Syncrude per 4,6 miliardi di dollari, e 1,7 miliardi per una parte delle Athabasca Oil Sands.

Svezia: La storica azienda automobilistica SAAB sta fallendo. Sono mesi che waltzerano sulle pagine dei giornali perché i fornitori non vengono pagati, mesi che il mitomano Victor Muller, che ha comprato l’azienda solo per salvare la sua azienda olandese Spyker racconta bugia su bugia. I fornitori hanno continuato a lavorare, fidandosi dello storico marchio. Venerdi scorso finalmente è arrivata la non-notizia che non potevano più pagare gli operai. Mancano 35 milioni di corone per gli stipendi. Muller nel frattempo è rimasto solo nel consiglio d’amministrazione. Ha cominciato a trattare con il criminale finanziere russo Vladimir Antonov, uno dei piú grandi azionisti di Spyker, ma non voluto dalla banca europea d’investimenti e dal governo svedese. Un salvataggio parziale è arrivato da un’impresa che ha comprato la metà degli azioni della società immobiliare della SAAB per 255 milioni di corone. La metà non venduta è la sicurezza chiesta dal tesoro svedese per un prestito di 280 milioni di corone, dei quali la SAAB ha già ricevuto 217. I debiti ai fornitori ammontano a 75 milioni di corone. I conti non tornano e la gente non compra le macchine SAAB.

Danimarca: È fallita già la seconda banca danese. Qualche mese fa è successo alla Amagerbanken, ora è la Fjordbank Mors, che non riesce a rispettare i requisiti sulla quantità di capitale. Quando è morta la Amagerbanken, la società di rating Moody’s ha abbassato il rating sulle banche danesi. Bisogna ricordarsi che Moody’s e gli altri abbassano il rating sempre solo dopo un crollo, mai prima. Qualcuno potrebbe offendersi. Probabilmente questo ha reso più difficile avere finianziamenti da banche estere, e anche tra banche danesi. Nessuno vuole rimanere con il jack nero. Secondo un giornale danese ben 10 banche danesi potrebbero crollare entro l’anno, con giganteschi ripercussioni diretti sulla popolazione, visto che in Danimarca vige il Bankepakke 3 (perfettamente traducibile direi) che dice che nessuna banca verrà salvata dallo stato.

• Occio alla Svezia. Si dice in rete che ha cominciato lo scoppio della bolla immobiliare. Le vendite di case in tutto il paese stanno rallentando, la gente non si indebita più alla stessa velocità, gli agenti immobiliari tolgono e rimettono più volte lo stesso oggetto per nascondere il fatto che non è stato venduto subito. La solidissima Svezia, l’economia tigre, soffrirà parecchio perché gli svedesi sono tra i più indebitati al mondo. E questo senza avere neanche uno stipendio in banca. I relativamente ricchi operai SAAB per esempio sono in fila alla banca, ora che sono senza lavoro, perché non hanno mai messo via i soldi per le emergenze. I soldi della cassa integrazione ci saranno, ma nel frattempo non possono pagare la luce, perché non hanno neanche 1000 euro in banca. È una malattia svedese, la totale fiducia nel sistema che si prenderà cura di te.

• In Grecia stanno preparando quello che sembra un intervento militare, in quanto vogliono mandare i tanker a proteggere il potere, cioè le banche. Mandano l’esercito perché non ci sono abbastanza poliziotti per fare il lavoro. Dall’Athens News:

“A return to the drachma would mean that the next day banks would be surrounded by people trying to get their money out. The army would have to use tanks to protect (the banks) because there wouldn’t be enough police to do it.”

La Grecia non ha né petrolio, né oro, quindi non ci sarà nessun tipo di intervento da parte della NATO per proteggere la popolazione civile, quando la gente deciderà di attaccare le banche per riuscire a comprare oro prima che sia troppo tardi.

• Ultima cosa: Ovviamente il greggio e la benzina hanno già cominciato a riprendersi. Qualcuno si è messo a fare i conti, che anche con 2 milioni di barili in più al giorno per un mese, non tornano. Scommettiamo che non verranno mai neanche rilasciati i 60 milioni di SPR? Altro che WTI a $90.

Cinque veloci sui grani

Su Financial Times il 4 febbraio si leggeva che il US Grain Council stima le importazioni cinesi di granoturco per il periodo 2011-12 a 9 milioni di tonnellate. Stime precedenti della USDA (dipartimento dell’agricoltura americana) erano di 1 milione di tonnellate. 9 milioni è molto ma molto più di quei 1,3 milioni che la Cina ha importato nel periodo 2010-11. Continua a leggere…

Afghanistan: c’era un motivo

Come per magia, 10 anni dopo l’inizio della guerra, un piccolo gruppo di funzionari del Pentagon e geologi americani ha scoperto un enorme giacimento di minerali base in Afghanistan. Continua a leggere…

Solare: Vince la Spagna

Guardando da vicino i dati dell’EIA sull’energia solare sembrano decisamente meno tristi, rispetto ai grafici che paragonano le rinnovabili con i fossili. Siamo di fronte a crescite esponenziali.

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