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Il gas diventa liquido

ship_lngIl cosiddetto Documento di consultazione per una Strategia Nazionale sul GNL, uscito in giugno, è una specie di approfondimento dell’illeggibile Strategia Energetica Nazionale (SEN) uscito qualche anno fa, ed è decisamente più godibile.

Il nuovo nero della sicurezza energetica si chiama appunto GNL. Zitto zitto da Stavanger a Stoccolma, a Rotterdam e fino a Marsiglia sono già operativi, o con FID già approvato (financial investment decision), i terminali punti nodali dell’infrastruttura molto particolare del ssLNG, lo small-scale LIquefied Natural Gas. Continua a leggere…

Già, l’Italia non ha bisogno di aiuto

Ed ecco le parole di Monti che non volevamo mai sentire, perché equivalgono al fischio di partenza per la Golgata versò il bailout: Italia non ha bisogno di aiuto. Riferito da tutti i giornali in modi diversi, ma comunque è fatta.

Spagna.

Portugal.

Grecia.

Irlanda. Continua a leggere…

Bond e PIGS

Venerdi notte, dopo la chiusura dei mercati, è arrivata la notizia che S&P ha fatto un downgrade dell’Italia, da stabile a negativo. Il rating non c’entrerebbe niente con la capacità dell’Italia di ripagare il debito, o gli interessi sul debito, ma piuttosto con la mancanza di volontà di riformare l’industria in modo da aumentare la produttività e deregolare il mercato del lavoro. Così ce lo spiega S&P, ma è tutto a condizione che la crescita continui in media 1,3% all’anno per i prossimi quattro anni (2011 – 2014). Altrimenti ci potrebbero essere ulteriori downgrade.

Un mese fa avevo preso i dati Bloomberg sulle obbligazioni, ora ho rifatto il grafico.

Le linee tratteggiate rappresentano il livello degli interessi di un mese fa.

–agg. ore 7.50 GMT -3.00 : Bond duennale Italia +3,3%, decennale  +1,15%.—

I bond italiani non si sono mossi.  Ma fra poche ore dovrebbero cominciare a salire ora che S&P è stata così gentile a ricordarci che anche il nostro angolino sulla terra ha qualche problema. È anche un’ottima occasione per il governo di tagliare gli eventuali incentivi rimasti  sulle energie rinnovabili.

I bond greci invece sono peggiorati visibilmente in trenta giorni.

La decennale è a incredibili 16,57%, e la duennale a più di 25%. La Norvegia ha deciso l’altro giorno di non aiutare più un paese dove i soldi finiscono in qualche buco nero invece di arrivare ai destinatari, solo l’ultimo sintomo di quanto è messa malissimo la Grecia. Se IMF e BCE non accendono la luce verde per altri 12 miliardi di euro, i soldi nelle casse dello stato sono finite il 18 luglio.

Nel frattempo la Merkel continua a dire che i greci devono lavorare di più, e IMF, ora però senza il dollarofobo (piccola concessione ai complottisti) Strauss-Kahn alla guida, gli fa pressione per privatizzare asset dello stato. In questi casi, privatizzazione è solo una specie di cerotto troppo piccolo. In pratica significa svendere aziende dello stato sottocosto, in un processo che coinvolge tangenti sostanziosi alle persone giuste e 100mila ex-dipendendi statali disoccupati senza una rete di protezione. E si riesce a farlo solo una volta.

Fitch, una delle agenzie di rating, dice che i bond greci sono pura spazzatura.  Come se non lo sapessimo. Una domanda che gira in rete è quella di quanto vale il mercato CDS – credit default swaps – sulla Grecia, chi li ha venduti e chi li possiede. Nessuno lo sa. L’ultima crisi finanziaria è stata causata da CDS sui mutui, forse questa crisi verrà finalmente causata da CDS sui debiti sovrani? Chi è l’AIG di questo round, Deutsche Bank?

 The cost of insuring Greece debt against default rose 13 basis points to 1,335, down from a record 1,375 on May 9.

Quindi ora costa 1,335 1,343 milioni di euro all’anno per cinque anni (se parliamo del bond di cinque anni) per assicurare 10 milioni di euro di debito sovrano. Per l’Italia il costo è di 159 162, cioè 0,162 milioni i Euro sono necessari per assicurare 10 milioni per cinque anni.

Anche l’Irlanda è peggiorata di un paio di punti. Forse il mercato dei bond si aspetta pure li una ristrutturazione prima di quanto atteso. Non hanno la possibilità di finanziarsi da soli a questi livelli. Con gli interessi così alti un paese è totalmente nelle mani di amici “benintenzionati”. Ci sarà una serie di pacchetti di salvataggio dalla parte della BCE, per ridare alla banca centrale irlandese i soldi che questa è costretta a iniettare nelle banche del paese. Irlanda in realtà è un problema molto più grande della Grecia, perché le somme prestate dalla Germania e dalla GranBretagna sono molto più grandi rispetto a quelle prestate alla Grecia.

Uno sguardo veloce ai dati BIS  ci dice di quali paesi le banche hanno prestato soldi alle banche irlandesi, in totale ca 650 miliardi di dollari.

Banche inglesi al 23%, tedesche 18%, americane 10%. Interessi forti a mantenere l’Irlanda in piedi quindi. Ovviamente anche la BCE ha prestato soldi all’Irlanda, intorno ai 130 miliardi di euro mi pare, sia comprando direttamente i bond irlandesi in modo che le banche irlandesi possano comprare i propri bond, sia prestando direttamente al governo. Prima o poi anche la BCE darà l’allarme che i soldi sono finiti visto che comunque i prestiti emessi da loro sono basati parzialmente su bond di stati insolventi.

In confronto i soldi prestati alle banche greche sono patate piccole: 160 miliardi di dollari.

Per tornare ai bond, il fatto che pure quelli spagnoli finora sono stati così stabili è un mistero, visto che si parla dei problemi in quella parte dell’Europa da più di un anno.

La manifestazione in Spagna l’altro ieri, guardabili in diretta su ustream, era veramente impressionante e triste. Le cifre ufficiali per la disoccupazione sono di 21%, oppure fino a 50% per quella giovanile, in linea con la Tunisia o la Libia. Ho tirato fuori la mia palla di cristallo, che dice che al più tardi questo estate gli interessi sui bond governativi faranno un massiccio salto in su (o anche domani, chi lo sa), rendendo impossibile anche alla Spagna di finanziarsi da sola. Qua non si tratta certo della Grecia, e anche l’Irlanda è piccola al confronto. Ci saranno infinite riunioni e negoziazioni tra la comunità europea e l’IMF prima di decidere su come stabilizzare la Spagna, ovvero renderla schiava per sempre dandole prestiti a buon mercato. E costringendo anche alla Spagna di svendere asset dello stato, mandando via i dipendenti statali senza rete di protezione etc.

Alla fine anche la Spagna avrà il suo bail-out deal, in mezzo a massicce proteste in tutta Europa. Dopo finlandesi e norvegesi toccherà ai tedeschi dire di no?

Anche l’Euro perderà terreno domani. Euro più debole -> dollaro più forte -> petrolio più economico.  Solo per ricordarci come funziona.

Solare: Vince la Spagna

Guardando da vicino i dati dell’EIA sull’energia solare sembrano decisamente meno tristi, rispetto ai grafici che paragonano le rinnovabili con i fossili. Siamo di fronte a crescite esponenziali.

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