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Troppo lardo per la lotta?

L’articolo wikipedia che parla delle proteste greche purtroppo non ci dice molto sulla distribuzione di età, sesso e ceto sociale dei manifestanti. Un riferimento dice “giovani e over 40 con famiglie”, un altro che i manifestanti erano distribuiti su tutte le età e disponibilità economiche.

Se io dovessi indovinare sulla demografia di chi sta cercando di manifestare pacificamente in piazza Syntagma, direi che è più presente la classe media, quella che ha tutto da perdere. Infatti, gli scioperi riguardano:

Greek unions, including those whose members dominate the country’s health, transportation, education, and government jobs began a 48-hour strike…

Journalists and a number of artists also stopped working in solidarity with the protest. Continua a leggere…

Too fat to fight

Alla fine del video sull’obesità nel post precedente, diventa chiaro che la storia sull’obesità non finisce con il nastro trasportatore, o il crollo del sistema sanitario. Il problema riguarda anche la polizia e i vigili del fuoco che avranno difficoltà a reclutare giovani adatti ai lavori di vigilanza e sicurezza, e riguarda immediatamente la difesa del paese. Al minuto 1:05 ci viene spiegato che il 27% dei giovani che cercano di entrare nelle forze armate americane è troppo grasso.

Cercando di verificare questo ultimo spaventoso dato, ho trovato il sito Mission: Readiness, una NGO di militari in pensione che lavorano per assicurare la sicurezza del paese. Sul sito si trova un documento  del dipartimento di difesa, dal titolo geniale “Ready, Willing and Unable to serve”.

Il problema va molto oltre i 27% di giovani grassi. Ben 75% dei giovani americani non è in grado di entrare a far parte delle forze armate. I motivi sono incapacità di finire il high school (25%) e le fedine penali di tutto rispetto (10%). I 16% di giovani normopeso con diploma high school e senza passato criminoso che non vengono accettati o non sono stati in grado di completare i test di matematica e lettura delle forze armate, o sono afflitti da altri problemi di salute: vedono male, sono astmatici, sentono male, oppure sono drogati sin dall’infanzia grazie a una delle diagnosi acronimici di moda.

Bisogna sottolineare che quando si parla di high school non è certo il liceo classico, ma piuttosto due anni della più basica scuola tecnica. A 16 escono dalla scuola senza fare addizioni, sottrazioni, tabelline e divisioni, e non capiscono un semplice testo.

Neanche la recessione riesce a riempire le file di giovani dei ceti più poveri che tradizionalmente cercano di migliorare la vita lavorando e studiando nel militare:

“We cannot rely on a continuation of what may be the worst recession since the Great Depression to ensure that America has enough qualified men and women to defend our country.”

Dallo stesso sito si può scaricare un altro report dal titolo spiritoso: “Too fat to fight”. Il testo semplicemente vuole fare un appello al congresso per togliere dalle scuole il cibo ad alto contenuto calorico ma senza nutrienti.

“Once again, America’s retired military leaders are alerting Congress to a threat to national security. The basic fact is that too many young American men and women are too fat to fight.”

Ok, rimangono 25% di giovani tra i 17 e 24 anni che potrebbero difendere il paese, se avranno voglia. A quanto pare sono gli stessi 25% che dovrebbere completare studi più avanzati, trovare lavoro e creare famiglie, pagare tasse, mandare avanti il paese.

Sembra proprio che l’obesità degli americani sarà il più grande movimento per la pace mai visto.

Peak salute

Prima: Per motivi multipli ultimamente non riesco a dedicare il tempo necessario per scrivere regolarmente sul blog. Mi dispiace.

Comunque, questa mattina su  ZH ho trovato un’articolo con video che parla dell’epidemia di obesità che sta colpendo gli Stati Uniti. Il problema non è certo una novità, solo che ora si sono accorti di alcuni problemi legati all’obesità che prima non venivano considerati perché l’obesità era legato a fasce sociali deboli e senza voce politica.

Il video è un documentario prodotto dalla HBO, e fa parte di una serie di quattro. Il primo:

A nessuno è estraneo l’immagine dell’americano così ciccione che non riesce ad attraversare il supermercato, o Disneyland Orlando per esempio, senza l’aiuto di un golf cart elettrico. A questo punto 69% degli americani sono sovrappeso o obesi. Ca il 30% degli americani hanno un BMI sopra 30, la soglia per obesità.

Ma fino a un decennio fa il problema riguardava le zone urbani e rurali più povere, come il Bronx a New York e il cosiddetto profondo sud. Oggi quella relazione lineare tra povertà e obesità non esiste più. In tutte le fasce di guadagno gli americani sono ingrassati, ma le fasce abbienti sono ingrassati più in fretta, fino a praticamente distribuire la ciccia come una bella coperta democraticamente su tutto il paese.

Ovviamente con pesantissimi ripercussioni sull’economia del paese, con reazioni ipocritiche dei politici al seguito. Ormai le città sono incamminabili, i sobborghi non posseggono né marciapiedi né piste ciclabili. La famiglia media americana guarda più di 8 ore di televisione al giorno, di cui la metà è pubblicità per bibite zuccherati oppure cereali – cioè qualche specie di croccantini di glutine arricchito con fruttosio (“con fruttosio!”), uno zucchero molto più pericoloso del saccarosio,  oli vegetali, aromi sintetici, vitamine sintetici, e coloranti sintetici.

E a perderci sono tra l’altro le case assicuratrici, che per preservare i loro margini di guadagno devono chiedere premi più salati agli obesi, perché questi, a differenza dei normopesi, misurato come BMI – body mass index, in effetti si ammalano abbastanza spesso. Diabete 2 che porta a problemi circolatori con cecità e amputazioni, trapianti di vari organi interni rovinati da strati di grasso, cuori che non reggono, arti che non reggono e che devono essere sostutuiti, e infine problemi di fertilità.

L’obesità costerebbe ca 150 miliardi di dollari all’anno. La metà di questi viene pagata dalla sanità pubblica, Medicaid e Medicare. Questo per una generazione che era normale da bambini. Ormai però il 19% dei bimbi americani sono obesi, creando grosse preoccupazioni per il futuro:

Skyrocketing health care costs we don’t have solutions for…

Our position in the world…we have been weakened by this overweight problem that we have…

Ah già. Sono ormai così grassi che non riescono a lavorare.

We’re going to have a productivity crisis.

Semplicemente non ci saranno persone abbastanza sane da assumere. E le aziende, come gli assicuratori, chiedono ai sovrappeso contributi maggiori per tutelarsi.

Siccome l’Europa segue sempre i trend statunitensi, possiamo aspettarci anche qua costi maggiori per chi decide di pesare sui conti pubblici. Se in forma di imposte sui cibo-spazzatura o in forma di ticket salatissimi dipende da quanto sarà forte il lobby alimentare.

Visto che è difficile qualificare il cibo-spazzatura, io scommetto sul ticket, o forse una combinazione di ticket e imposta. Perché se oggi i 5 milioni di obesi italiani costano 8, 3 miliardi all’anno, i 20 milioni del 2025 costeranno 33 miliardi.