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Fuga dei capitali dai mercati emergenti

Molto interessante il grafico trovato sul blog di attualità quartz.com, che quantifica i flussi di capitali verso i mercati emergenti, che potrebbe darci una dritta sul perché le borse statunitensi hanno continuato a galleggiare mentre tutti i mercati emergenti sono in crollo:

net capital flows emerging markets

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Borse asia giù, Stati Uniti su

Le borse asiatiche hanno fatto la giornata negativa, qua il Hang Seng composite:

hang seng 11 gen 16.jpg

Il testa-spalle perfetto continua a confermarsi nella discesa. I trader cinesi ogni giorno rischiano di essere bloccati, quindi niente di strano nella discesa. Anche una eventuale giornata positiva si trasforma facilmente in negativo quando tutti ballano con piccoli passi vicinissimi all’uscita di sicurezza, ovvero i primi 15 minuti di borsa aperta.

Lo SP500 invece sembra confermare per oggi un rimbalzo dopo il Bollinger Band crash degli ultimi giorni borsistici:

sp500 11 gen 16.jpg

Oggi il VIX dovrebbe riprendersi, continuo a guardare il UVXY per una possibile posizione minuscola. Ancora meglio sarebbe se desse segno di voler testare i 2000 prima di riscendere verso i minimi locali di agosto.

Borsa di nuovo ferma in Cina

Le borse hanno aperto seriamente male quest’anno. E da circa un anno ogni giornata rossa viene attribuita al Grande Freno Cinese.

Il Hang Seng Composite per esempio oggi ha rotto quello che secondo me è il testa-spalle più perfetto che io abbia mai visto:

hang sen composite 7 gen 16

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Dal Brent alla Cina, con sosta americana

b010d-pawnshopSta crollando un po’ tutto.

La mia call sul petrolio a breve periodo si è rivelata sbagliata. Le mie posizione sono piccolissime e per ora le tengo aperte nonostante le perdite. Africa Oil è ad alto rischio ma un potenziale raddoppiatore, vorrei solo essere entrata ai livelli di oggi. Surge Energy è una new entry con dividendo mensile di 0.025 CAD e ai 3.21 CAD di oggi lo yield è sopra i 9%. Vedremo.

I traders sono evidente molto pessimisti sul prezzio del petrolio. Ho scaricato da barchart le futures sul Brent e hanno fatto un -6 dollari su tutta la linea rispetto a solo due settimane fa. Continua a leggere…

L’inquinamento cinese risolverà il problema del greggio crollato

beijing by day

Find Wally, Beijing edition

Il video più virale di tutti i tempi non è una micidiale cretinata come quello del vestito orrendo bluette/marroncino (sul quale è facilissimo e alla portata di tutti applicare un qualsiasi programma che analizza i colori, fate voi con google-fu, invece di rompere su facebook) ma un bellissimo documentario stile TED talk, cinese.

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Combattiamo i BIC

Per fortuna qualcuno ha avuto la prontezza di salvare l’ultimo video della campagna della commissione sovieto-europea, poi subito rimossa dalla commissione perché le persone vere che l’hanno visto hanno reagito con spavento e rabbia, con qualche sprazzo di divertimento.

Il video fa parte della campagna per l’allargamento dell’Europa, ovviamente con l’intento di aggiungere al più presto la Turchia. Così europea, così diversa…

Un’altro ovviamente: Come avrete sicuramente notato, nel video noi europei dobbiamo combattere solo tre dei quattro BRIC. Tra capoeira, kung fu e kalaripayattu manca il kosacco. Perché noi della Russia abbiamo bisogno. Qualsiasi indebolimento monetario dell’euro sforzato dalla nostra cara BCE deve rallentare solo il Brasile, la Cina e l’India, questi grandissimi stronzi che ci hanno rubato la crescita.

 

 

Iran, economia di scambi per necessità o strategia nuova?

Sanzioni sono una spada a doppio taglio. Soprattutto se riguardano un paese del quale si è dipendente per una materia prima come il petrolio.  Ieri il Brent è andato a toccare i 120 dollari.

Intraday una settimana:

Intorno alle 13 il prezzo è schizzato su, per poi oscillare tra 118,50 e 119. Continua a leggere…

Ripensando BDY

Pochi giorni fa è arrivata la notizia, per me tramite Izabella Kaminska di Alphaville , che Glencore è riuscita a noleggiare una nave per commodity senza che l’operatore della nave guadagnasse qualcosa. Anzi, ha dovuto persino aggiungere 2000$ al giorno al costo di Glencore per il carburante. Un Panamax costa sui 25 mila dollari al giorno in carburante.

La nave si trovava nel Pacifico, senza nessuna possibilità di trovare un cargo, e quindi sarebbe conveniente portarla a -2000$ al giorno in Europa dove potrebbe aspettare altri cargo.

Anche D/S Norden A/S ha per la prima volta in 25 anni noleggiato un Supramax pagando solo carburante, ma zero in noleggio.

Il Baltic Dry Index rispetto al picco in ottobre ha perso il 70%, ora è a 648 punti. Spesso si dice, e anch’io l’ho detto, che i livelli bassi dipendono in parte dalla quantità di navi nuove ordinate negli anni di boom, e che lentamente vengono completate.

Livelli bassi, ok, ma non bassissimi. Che l’OCSE è in pieno declino lo sapevamo già da tempo. Ma un’Asia totalmente senza domanda è un fattore nuovo. Ora si comincia a sussurare che avranno problemi le banche prestitrici, che potrebbero affrontare perdite di 100 miliardi di dollari. Perché le bancarotte ci saranno. Googelando “shipping banks” viene fuori DNB, Nordea, Unicredit, ma anche HSBC e RBS.

f (PILCina) = 0 ?

E quando sarà negativo che succede?

Martedi nero

Giovedi sapevo di avere ragione. Venerdi pure, anche quando i mercati hanno überreagito di gioia. Poi pensavo che le borse avrebbero messo qualche settimana a capire cosa significa il hair cut di 50, o meglio, minimo 50% sul debito greco.

Cioè un grandissimo credit crunch. In italiano: scenario deflazionistico, o semplicemente molto meno soldi in giro da spendere sulla borsa. Continua a leggere…

Cina: preparatevi al tuono dei cannoni

Intorno alla Cina ci sono acque molto ricche di pesci ma potenzialmente anche ricche di petrolio e gas. Sia il South China Sea in condivisione col Vietnam e le Filippine, che l’East China Sea con interessi del Giappone, del Taiwan e della Corea vengono da anni contesi dai paesi della regione, appunto in contrasto con la Cina.

Oggi sul Global Times, un giornale grande con legami forti al partito comunista, viene spiegato come intende reagire la Cina se i paesucci intorni al gigante non la smettono di dare fastidio.

If these countries don’t want to change their ways with China, they will need to prepare for the sounds of cannons.

Conflicts and disputes over the sovereignty of the seas in East Asia and South Asia are complicated. No known method exists to solve these issues in a peaceful way.

In realtà si tratta di molestie da parte dei cinesi, che in misura crescente mandano pescherecci ma anche “pescherecci” in acque territoriali di altri paesi, che poi si sentono giustificati a sequestrare tutti questi pescherecci. L’ultimo episodio sono 25 piccole barche sequestrate dalle Filippine.