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Ricchezze medie e mediane

Quando un governo socialista vuole tassare ulteriormente gli elettori, può per esempio guardare la ricchezza media del paese. La ricchezza media è un modo molto stortato per misurare la ricchezza visto che solo in pochi casi felici rispecchia davvero la ricchezza della persona media.

Se prendiamo per esempio la Svizzera, che ha la ricchezza media più alta del mondo per adulto, secondo il Global Wealth Databook 2014, con 580mila USD, e lo paragoniamo alla ricchezza mediana del paese, che e di “soli” 106mila USD, si capisce che ci sono pochi soggetti estremamente ricchi che trascinano la media diciamo verso alto. La media è 440% più alto della mediana. Continua a leggere…

Primo attacco russo aereo all’Ucraina

Secondo Wikipedia  sette SU-25 Frogfoot sono stati abbattuti da forze russe o separatiste, tutti nel periodo dal 2 luglio al 29 agosto 2014.

Di questi sette uno è riuscito a tornare alla base, con danni definiti “substantial”, quindi in teoria riparabile. Se hai pezzi e tecnologia e parecchio staff esperto. Degli altri sei, cinque si sono schiantati con danni definitivi e non riparabili.


Solo quello abbatutto sopra Horlivka il 16 luglio pare si sia schiantato con danni “substantial” dopo essere colpito da un missile proveniente da un MANPADS e non da per esempio un R-27 su un MiG. Continua a leggere…

Mini e Monti fanno la cacca sull’Ucraina e i paesi baltici

Sto guardando l’intervista Lilli Gruber OttoeMezzo a Fabio Mini, Mario Monti, e Lucio Caracciolo, di cui nessuno abbia necessità d’essere introdotto. L’intervista si intitola “Una Guerra in Europa?”

Praticamente si parla della nuova strada che dovrebbe prendere l’Europa se vogliamo includere paesi geograficamente europei, ma confinanti con un paese storicamente e attualmente aggressivo.

È evidente che né Mini né Monti considerano Ucraina un paese europeo, negando che oggi in Europa è in corso una guerra. Il terzo intervistato, Caracciolo, mette i fatti a posto chiarendo che non possiamo considerare l’Ucraina un paese asiatico, e che quindi oggi abbiamo una guerra in Europa con già migliaia di morti e centiana di migliaia di profughi.
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Come funziona lo psyop russo

Stanotte il più grande giornale svedese, lo storico giornale socialdemocratico Dagens Nyheter, ha pubblicato un articolo sui psyop russi “I soldati di Putin in rete”. Potete sicuramente tradurlo online se non vi fidate del mio riassunto.

Il giornalista svedese è riuscito a entrare in contatto con due ex-psyop russi, un ragazzo e una ragazza, che attratti della paga di 40mila rubli al mese, ca 530 euro – molto sopra la media nazionale, dovevano fare propaganda commentando su migliai di blog, e aprendo account finti su facebook e twitter per sfruttare i social media.
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Su whataboutismo, utili idioti e psyops in genere

Dai commenti sul post sulla guerra in Ucraina si possono trarre alcune conclusioni su come trattare con i diversi livelli di tattica usata dalla Russia oggi per diffondere la loro propaganda.

Ovvero, bisogna sempre e comunque solo discutere dei fatti e non rispondere ai tentativi di parlare di altre cose che diminuiscono i fatti, e cioè l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia e l’annessione della Crimea, l’attacco a Mariupol da parte dei terroristi, crimini contro la convenzione di Ginevra etc.
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La guerra contro l’UE

L’offensiva dei russi verso ovest viene negata da praticamente tutta la blogosfera che spesso dipingono la Russia e Putin come vittime, e ignorata dai media seri che fanno capriole complicatissime per evitare di prendere posizioni.

È alta commedia anche se spaventoso leggere quanti credono, per esempio nei sopra non-menzionati blog, o nei commenti agli articoli nei media seri, nella mano segreta americana in tutte le vicende ucraine, o leggere di Farage che sostiene che dobbiamo lasciar stare Putin perchè sta dalla nostra parte nella lotto contro il terrorismo islamico.

È alta commedia anche se spaventoso leggere di quanti credono nella menzogna che gli ucraini sono fascisti, mentre Svoboda in realtà non ha preso abbastanza voti per entrare nel parlamento.

È terribile leggere le notizie su questa guerra che più assimetrica non si può. I filo-russi che lanciano offensive con missili Grad a una città con il 50% della popolazione di origine russa, chiamandolo “il miglior monumento a tutti i nostri caduti”.

Il corriere e tuttti gli altri che chiamano “ribelli” questi terroristi, una connotazione abbastanza positiva, per dire che sono piccoli ma cocciuti e lottano contro uno grande ma debole che deve perdere.

Nessuno che scrive che i piccoli cocciuti sono per la maggior parte legosoldati spesso ceceni con expertise degli armi avanzati che stranamente sembrano di possedere in numero crescente.

Anch’io ogni tanto ne trovo uno dietro casa

Foto di centinaia di “rebelli” in uniformi senza contrassegni, inidentificabili, e poi dobbiamo credere che sono ribelli? Solo uno stato riesce a fornire queste quantità di armi sofosticate, uniformi, e soldati formati.

La vera guerra è tra Ucraina e la Russia. Un po’ troppo assimetrica, anche illegale. E così che invece di radere al suolo l’Ucraina in due settimane come ha detto Putin che avrebbe preferito fare, sostiene questi terroristi che uccidono anche i propri pur di fare un monumento ai caduti. Gli ucraini che per combattere i filo-russi sono costretti a sparare a città ucraine, perché il nemico si trova li dentro. Così ogni giorno cresce la rabbia nella popolazione russa, che sia chiaro, non voleva certamente nessuna guerra. Nessuno la voleva. Tranne Putin.

È caduto l’aeroporto di Donetsk finalmente. L’esercito l’aveva già abbandonato qualche giorno prima, ma un gruppo ucraino indipendente è rimasto a difenderlo fino all’ultimo.

Questi indipendenti dalla stampa italiana non vengono chiamati filo-ucraini, figuriamoci “ribelli”. No, sono dissertori. Poi NESSUNO in tutto questo paese ha protestato contro il trattamento di questi soldati alla caduta del aeroporto. È totalmente vietato dalla convezione di Ginevra umiliare prigioneri di guerra, ancora più vietato picchiarli e in pubblico costringerli a mangiare parte della propria uniforme. Ogni singolo giornalista che ha riportato questo fatto senza specificare che si tratta di crimine di guerra per me è colpevole di crimine di guerra. Perché non può essere che tutti questi iscritti all’albo non abbiano letto la convenzione, che non la sappiano a memoria?

Marine le Pen e i suoi fascisti in Francia hanno appena ricevuto 9 milioni di euro in sostegno del partito dai russi ed è possibile che avranno altri 30. Quanto ricevono i leghisti qua da noi? Salvini è già stato in Russia e si esprime spesso pro-Russia.

Questo mentre Putin i il suo governo continua a cercare di destabilizzare la democrazia anti-oligarchi ucraina chiamandoli continuamente fascisti e junta.

Che sia chiaro a tutti che questo è uno stato che si considera europeo, che ha cercato di avvicinarsi all’Europa, per avere finalmente le sicurezze legislative e burocratiche che solo Europa avrebbe potuto dare. Non gli è stato permesso. Togliere gli oligarchi, vabeneok, togliere lo stato totalitario e combattere la corruzione, no.

E ora i nuovi eletti di sinistra in Grecia, che hanno decisamente meno esperienza dei metodi russi, e che rifiutano l’austerity germanica, mostrano i loro veri colori. Il nuovo ministro per gli esteri Nikos Kotsias si fa fotografare con il neo-nazi russo Dugin, amico di Putin, consulente della Duma, membro chiave del partito United Russia. Membro chiave perché è lui che inventa la politica omofoba e anti-semita.

Dugin vuole ricreare l’impero russo unificando tutti i territori dove si parla russo, questo include la Georgia e l’Ucraina (e Königsberg), ed è il cervello dietro l’annessione della Crimea. Per i greci, dalla padella alla brace.

Lo scivolone del rublo

Lo scivolone del rublo è senza precedenti.

Neanche nel 2008 con il crash del petrolio si è svalutato tanto. Parlo qua del cambio EUR/RUB che per gli italiani è quello di impatto immediato.

Durante la seconda metà del 2008 fino alla fine di febbraio 2009 il rublo aveva perso il 30% del potere d’acquisto rispetto all’Euro:


La crisi ora è ancora più grave. Il 16 dicembre il rublo ha toccato il fondo con il 53% di svalutazione rispetto all’euro, iniziando i conti quest’estate. Ora (aggiornamento il 18 dicembre) siamo a 36%, quindi più in linea con la crisi di 7 anni fa.

Avrà serie ricadute sull’industria italiana, sia per la domanda dimezzata di beni di consumi, sia perché non può più esportare macchinari molto richiesti in russia visto che non riescono a farsi pagare.

E il minor costo del gas dei contratti take-or-pay indicizzati al petrolio non verrà passato ai compratori/consumatori. Un po’ perché le aziende compratrici diciamo alla fine della catena terranno le quantità comprate al minimo possibile per aumentare la possibilità di fare margini su spread locazionali e temporali in borsa, e un po’ per le sovrastrutture fiscali imposte sulle materie prime energetiche, che riducono l’effetto prezzo.

La maggiorazione della svalutazione rispetto al 2007/08 non c’entra solo con il petrolio però. C’entra anche, e forse di più, con le sanzioni imposte dagli Stati Uniti e dall’Europa alla Russia, e all’impossibilità di concludere operazioni finanziari e investimenti in occidente.

Poi a livello europeo si sono accorti che un rublo in libera caduta potrebbe danneggiare pure le banche e finalmente stanno discutendo di ammorbidire le sanzioni, così IlSole24. Fortuna quindi che a Bruxelles non hanno mai amesso che si tratta di una guerra tra Ucraina e la Russia, ma solo di una sfortunata guerra civile. Putin continua a lamentarsi del fatto che la NATO ha circondato la Russia, e non intende quindi avvicinarsi all’occidente per quanto riguarda l’invasione. Bisognerebbe fargli vedere una mappa della Russia, con evidenziato quali sono i paesi NATO, e di quanti pochi km di confine si tratta.

sarc on/ Se l’Italia non fosse parte di NATO, a questo punto con gli stessi argomenti potrebbe tranquillamente invadere la Corsica /sarc off

Chi ci sta veramente mettendo la pelle in questi giorni ovviamente non è la Oligarchi&Co, ma il signor Smirnov, che ha tutti i suoi risparmi in rubli, nella banca locale. Questi rubli che non hanno neanche il permesso di essere scambiati contro un iPhone, anche se dovessero bastare.

Il target delle sanzioni hanno da sempre i loro asset in dollari o franchi e vivono comunque tra l’Italia, la Svizzera e la Francia.

E pensare che il il rublo alle spalle ha un’economia che esporta petrolio, con una banca centrale che detiene almeno il 12% degli asset in oro.

South Stream e la strana vicenda della Bulgaria

Si da il caso che avevo ragione su South Stream. In maggio quest’anno avevo scritto che la pipeline che avrebbe raggirato l’Ucraina non sarebbe mai stata costruita. Questo perché secondo me con l’Europa come garante dei pagamenti del gas non vi è più motivo perché l’Ucraina si inventi qualche scusa per rubarlo dai russi.

In effetti la South Stream non viene più costruita, come ci informano molteplici articoli nei media seri e ponderati come ilsole.

Ma Putin e Gazprom non intendono minimamente rinunciare al mercato europeo, dicono solo di essersi rotti delle politiche europee. La UE ha delle regole ferree sulla concorrenza, che ha costretti anche le grosse aziende italiane all’unbundling. Per dire, se lavori per uno dei grossi nella logistica, non puoi neanche mangiare nella mensa di quelli che lavorano nella produzione.

Quindi l’UE voleva unbundlare la Gazprom, e quelli ci hanno fatto un gesto osceno, cancellando anche il progetto di eccellenza e contratti per 2.4 miliardi alla Saipem.

Cosa fa la Gazprom allora? Costruisce una pipeline che porterà il gas russo in Europa attraverso la Turchia, per poi arrivare al confine con la Grecia:
 

 
La mappa l’ho presa da dal sito della RT, il canale propaganda russo in lingua inglese.

La capacità sará di 63 miliardi di metri cubi, di cui 14 andranno alla Turchia. Se il numero 63 suona familiare è perché la South Stream avrebbe avuto esattamente quella taglia. 

Oltre alla Saipem sono grandi perditori i paesi balcanici e l’Austria, che perdono il diritto di farsi pagare il transito. Bulgaria in primis che perde 400 milioni di euro all’anno. Austria ha sempre voluto il progetto, facendo resistenza all’UE.

Ma è la Bulgaria uno dei paesi con maggiore colpa nella vicenda. Avevano già cominciato la costruizione quando l’UE ha deciso di fargli causa, proprio per i motivi concorrenziali che in Europa portano all’unbundling. E la Bulgaria ha ceduto, portando la Russia a dire che la Bulgaria non si comporta come uno stato sovrano. E che invece di piangersi addosso dovrebbero chiedere i mancati introiti all’UE…

E così, in meno di un’anno, l’UE è riuscita ad accollarsi responsabilità economica per due dei paesi più poveri del ex-cortina di ferro.

Ma cercando di capire in fondo i motivi del fermo pipeline, non ci si può non chiedere se in realtà non si tratta del cowboy Putin incavolato per la disponibilità della Bulgaria di agire come base per esercitazioni NATO, proprio ora che le tensioni est-ovest si stanno intensificando.

Certo, anche la Turchia è NATO, ma si sta sempre più allontando da ovest, e non escludo che esca dalla NATO. Ucraina (e ora anche Bulgaria) docet: a essere vicini alla Russia ci sono dei vantaggi economici non irrilevanti.

Nel frattempo però bisogna capire dove andranno a finire quei ca 50 miliardi di metri cubi che arriveranno al confine turco-greco.

La mobilitazione militare russa continua indisturbata

Ho trovato cinque articoli miei dove scrivo in qualche modo della mobilitazione militare russa. In settembre 2010 ho linkato alcuni video del canale propaganda russo in lingua inglese, RT. Allora si trattava dell’Artico, ma anche attività inaudite intorno a una nave americana.

Prima, in agosto 2010, avevo scritto che Putin aumentava la spesa destinata alla difesa del 60%. Teorizzavo anche li che la mobilitazione avrebbe servito a difendere appunto pipeline e strutture, ma non per atti di aggressività inprovocate.

Dopo qualche anno di tranquillità con poche notizie di violazioni di spazi aerei e altro c’è stata la storica esercitazione militare, luglio 2013, che ho paragonato a quella usata per initimidire la Polonia ca 30 anni fa. 

Ho scritto:

Quindi la volontà e evidentemente la necessità di poter mobilitare enormi masse di truppe è ora più grande che durante la guerra fredda.

E infatti, a nove mesi da li la Crimea è diventata russa.

Con tutta quell’attività verso il sud per un attimo ho dimenticato l’interesse russo storico per il Baltico, ma come ci avevano promesso 30 anni fa sono tornati a farci una visita. E’ stato interessantissimo seguire la vicenda, ma soprattutto devo dire la meta-vicenda: per una decina di giorni le news erano popolate da signori e signore serissimi in uniforme, alternati a professori esperti di geopolitica e/o armamenti, che facevano gioire tutta la parte della popolazione per non parlare di politici realisti, da tempo come me angosciati dello stato pessimo dell’apparato militare svedese. Ovviamente la vicenda ha costretto il nuovo governo di sinistra ad aumentare la spesa militare di almeno 120 milioni di euro, divisi su quattro anni.

Back to Russia: In settimana ci sono state di nuovo esercitazioni russe. Questa volta a mo di attacco alla NATO con armi nucleari. Niente di nuovo in se, tranne per l’estensione e l’aggressività che sono decisamente in aumento rispetto al passato.

Sono stati coinvolti, come dice il Barents Observer, l’intera triade di bombardieri strategici, sottomarini, e gli ICBM, cioè degli robot da terra per missili di lunghissimo raggio. Gli ICBM hanno una gittata come dice wikipedia “limitata da accordi politici”. Un missile ha lasciato Plesetsk per colpire l’obiettivo Kamchatka pochi minuti dopo. 5700 km.

Tragitto del missile lanciato da Plesetsk

Un missile Topol-M in realtà ha una gittata oltre i 10.000 km e arriva fino agli Stati Uniti. In ogni caso può colpire territorio NATO senza alcun problema – distanza per Milano per esempio è di 3.500 km da Plesetsk, e anche con: “extremely high accuracy of target destruction.”

Con la Nukemap di Alex Wellerstein si possono fare delle ipotesi sulle capacità distruttive di una bomba, scegliendo il target e il “rendimento” (800 kt).

A Milano morirebbero 483mila persone con più di 600mila feriti.

Topol-M su Milano

Si può scegliere anche l’opzione “radioactive fallout” per tracciare esattamente quanto del territorio nazionale verrebbe distrutto.

Chiaramente Milano non sarebbe mai un target credibile per una bomba del genere. Ma non conosco i target strategici italiani. 

Per non farci mancare niente, dei caccia norvegesi sono stati costretti a salire da Bodø venerdì quando 4 TU-95 si sono avvicinati da nordest. Già mercoledì scorso era successo la stessa cosa. Quella volta 6 TU hanno accostato tutta la costa norvegese. Quattro di loro sono tornati indietro, ma gli ultimi due hanno continuato fino al Portogallo, dove solo sopra l’Atlantico hanno interrotto per tornare indietro.

La conclusione della NATO è che i caccia russi sono una minaccia…per il traffico aereo civile. Volano con i transponder spenti e non sono rilevabili dagli aerei normali.

Ovviamente chiunque abbia letto i giornali negli ultimi anni potrebbe invece trarre la conclusione che le capacità russe dimostrano anche intenzione.

Violazioni acque territoriali svedesi con sottomarini russi

Aggiornamento ore 18:00: Zerohedge ha pubblicato un articolo per chi vuole più informazioni.

Con un governo di sinistra in Svezia ci sono solo due certezze, uno: che aumentano esponenzialmente le idiozie nella gestione della spesa pubblica, e due:  che aumentano esponenzialmente le violazioni delle estremamente difficilmente navigabili acque territoriali svedesi da parte di sottomarini russi.

Questa volta si tratta di Kanholmsfjärden. Ecco la mappa:

Arcipelago di Stoccolma; il puntatore Google Maps indica il Kanholmsfjärden

Hai voglia.

Molti dettagli non ci hanno regalato i media, solo che le informazioni più importanti vengono da una fonte (militare?) fidata. 
Ma sembra certo che la difesa (difesa?) svedese stia cercando o cacciando un minisottomarino che si sta nascondendo sul fondo marino non meglio specificato dove, ma forse appunto in mezzo al Kanholmsfjärden un paio di ore di navigazione da Stoccolma.
Questi minisottomarini fanno parte del massiccio investimento russo in tecnologie sottomarine degli ultimi anni, investimenti molto più importanti che durante l’era sovietica.
Sono piuttosto segreti e non esistono molte immagini, potrebbe trattarsi di questi annunciati l’anno scorso, ma sempre senza foto. I minisottomarini stanno nella pancia di navi molto grossi e vengono rilasciati tramite portelli. Questi ultimi modelli possono portare missili e sistemi completi di torpedo. Durante la guerra fredda erano muniti di crawler per “camminare” sul fondo mare.

Ora, il sottomarino cercato è rotto. Prima ancora dell’avvistamente da parte di un privato non identificato, è stata intercettata una richiesta di soccorso in russo su un canale radio usato solo per i soccorsi. Questo il 16 ottobre.

Di seguito sono stati intercettati altri messaggi, ma criptati. Si sa solo che partivano dall’punto del arcipelago svedese descritto sulla mappa sopra, e Kaliningrad, dove si trova la maggior parte della flotta baltica russa nonché le forze speciali Spetsnaz.

In questi giorni era presente in queste acque la nave russa NS Concord.  Si tratta di un tanker petrolio di 57mila tonnellate di proprietà russa e bandiera libica, con destinazione mare del Nord, cioè fuori dal Baltico. Fino a ieri sera era possibile vederla su MarineTraffic, ma hanno forse spento i loro sistemi AIS perché non si lascia più rintracciare.

posizione NS Concord ieri 18 ottobre 2014

Giornali svedesi dicono che dopo la pubblicazione della posizione della nave sui social media, questa ha preso una rotta verso est, quindi potrebbe anche trovarsi in acque fuori dal range dei sistemi privati che usa MarineTraffic.

In ogni caso ha abbandonato la rotta che avrebbe dovuto fare per il trasporto del petrolio. È una nave abbastanza recente, e se si tratta della nave madre, sicuramente ricostruita per ospitare i sottomarini.

Esperti militari svedesi speculano sul fatto che questi sottomarini sono talmente segreti che i russi non li possono salvare, meglio farli morire li sul fondo piuttosto che svelare segreti militari. Una violazione sottomarina che avrebbe dovuto rimanere segreta è ben diversa dai segnali politici di supremazia che ogni tanto ci regalano volando con caccia sopra territorio nazionale svedese. Le alternative sono posizionamento di mine, di attrezzatura SIGINT, o aggiornamento di sistemi già esistenti dalla guerra fredda.

Intanto gli svedesi hanno mandato due navi, la HMS Visby e la HMS Stockholm, a sorvegliare le acque, in caso i poveracci sotto acqua decidessero di uscire dal sub e salire in superficie.

Come diceva il vice-ammiraglio Alexej Kalinin nel 1981 quando il sottomarino U137 venisse accompagnato dalla marina svedese: “Addio e arrivederci”.