O R O N E R O

Whenever you find yourself on the side of the majority, it is time to pause and reflect. Mark Twain

Archivio per la categoria ‘Grafici’

Carbone, un giro di grafici

Pubblicato da oronero su 13 giugno 2011

Nell’ultimo anno la corsa alla caloria economica l’ha vinto il carbone, anche se per poco. Un anno fa avevo indovinato abbastanza bene, e cioè che il carbone sarebbe cresciuto molto. È ancora abbastanza economico, molto abbondante, e facile da trasportare. Tutti i dati BP.

Infatti, dal 2000 al 2010 il consumo è cresciuto di 48%, produzione di 58%,  con un sorprendente salto 2009-2010 nel consumo di ben 7,6% o 250 Mtoe. (In confronto, il gas naturale è cresciuto tante anche lui, di 7,4%, ovvero 197 Mtoe.)

L’unico anno nell’ultimo decennio in cui è diminuito era il 2009, per il resto c’era sempre crescita, anche se stava rallentando dal 2004. Chissà se guardando il carbone si poteva capire molto prima che il mondo stava entrando in recessione. Carbone come Cassandra.

Perché se guardiamo il 2008 è proprio misero quel piccolissimo punto di crescita. Come se già nel primo semestre avessero sentito che il mondo stava rallentando. Poi il crollo e la contrazione nel 2009. Che quindi da li doveva aumentare era chiaro a tutti.

Ma quel salto così grande dal 2009 al 2010 era difficile da prevedere.

Come si può vedere, la crescita è asiatica. Cina +10,1%, India +10,8% e Giappone +13,7%.

Cina è il consumatore più grande, seguito dagli Stati Uniti, India e Giappone:

Gli Stati Uniti è l’unica nazione dei quattro più grandi che sul periodo 2000 – 2010 ha diminuito il consumo, e cioè di 7,8%.

La Cina e gli USA sono anche i produttori più grandi, seguiti dall’Australia che però consuma solo il 18% di quello che produce, non tutto quanto.

Ora che la produzione di petrolio è piatta, se non in diminuzione, i paesi emergenti, in forte crescita, dovranno trovare energia economica da qualche parte. Questa energia economica non è né nucleare, né rinnovabile, ma gas e carbone.

Quando guardo le riserve noto che ora la BP le calcola a 861 milioni di tonnellate, con un Reserves-to-production (R/P) ratio di 118 anni. Nel 2007 le cifre erano 909 milioni e R/P di 147 anni. Questa perdita di 30 anni di riserve in soli 4 anni dovrebbe dipendere dal fatto che hanno revisionato i numeri per l’antracite rispetto ai carboni meno nobili, sub-bituminosi e lignite. Dalla fine del 2006 l’antracite infatti è diminuita del 15%, mentre lignite&co è aumentato del 6%. In tutto le riserve sono diminuite del 5%.

Questo è grave per l’industria. Il carbone che serve per le applicazioni siderurgiche è proprio l’antracite, che ovviamente sta salendo di prezzo. Nel 2009 l’Italia la qualità più alta l’ha pagata 184 USD/tonnellata metrica, mentre ancora nel 2005 veniva pagata sui 94 USD/tonnellata il primo semestre e 117 USD nel secondo semestre. (Dati: Ministero dello sviluppo economico)

Se guardiamo il grafico per il consumo, diviso per categorie, vediamo che finalmente hanno dichiarato il consumo delle rinnovabili, non solo l’idroelettrico:


Negli anni precedenti i numeri per le rinnovabili riguardavano solo la capacità installata. In totale il consumo di energia è cresciuto del 5,7%. Pessima la crescita delle rinnovabili non-idro con quei 15,5%.

15% di crescita ha sicuramente arricchito qualche investitore, ma migliorato il mondo, no. Le rinnovabili sono sempre una strisciolina quasi invisibile in alto della colonna. 15% di crescita significa andare da 1,2% sul consumo totale, a 1,3%.

La crescita asiatica è accompagnata da carbone e gas, mentre la decrescita americana è accompagnata dalle rinnovabili. Può essere? Bravi comunque gli Stati Uniti, che da soli consumano più energia rinnovabile che tutta l’Asia messa insieme.

Per finire, devo indovinare qualcosa anche per il 2011. Direi 6% di crescita per il carbone. Abbiamo un appuntamento fra un anno.

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Il problema etico dei grafici

Pubblicato da oronero su 4 maggio 2011

È più giusto questo:

oppure questo?:

Come vedete, nel secondo grafico ho accorciato l’ordinata parecchio e non va più da 0 a 100 ma da 60 a 95 mila. Di conseguenza l’aumento della produzione di idrocarburi liquidi degli ultimi anni sembra miracolosamente ripartito a febbraio/marzo 2009, e chissà stabilendo addirittura un nuovo paradigma? Con picchi più alti (sigma 2) e media più alta e bassi più alti del vecchio paradigma, partito pare, nel settembre 2003.

Può darsi che il nuovo paradigma della produzione del petrolio regga per qualche anno, ma ricordiamoci che stiamo sempre parlando di una risorsa finita.

Sono pochissimi i casi dove mi permetterei di dire che una attività possa aumentare la sua produzione, cambiando paradigma forse ogni vent’anni.

Adesso che ci penso, l’attività deve coinvolgere esseri umani, ma non può coinvolgere assolutamente nessun tipo di risorsa, perché sono tutti finibili.

Canto a cappella, qualcuno?

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Grafici Esportazione OPEC

Pubblicato da oronero su 4 marzo 2011

Ho sottoposto il famoso profilo del WTI da gennaio 2002 a dicembre 2010 (quindi pre-crisi mediorientale) ai grafici esportazione – produzione OPEC. I dati sono di JODI.

Così ognuno si può fare un idea sulle possibilità dei singoli paesi OPEC di aumentare l’esportazione.

Una situazione sospetta sarebbe dove l’enorme aumento del prezzo con inizio gennaio 2007 non ha portato a un aumento della produzione, oppure a un ultimo sforzo di produrre di più in un trend negativo.

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Neve, vento, freddo, chi ci guadagna

Pubblicato da oronero su 7 dicembre 2010

Chiunque abbia interessi nel gas dovrebbe aggiornarsi regolarmente sulla questione macroclima.

Oltre alle famosi previsioni meteorologiche a 5 giorni, che leggiamo un po’ come l’oroscopo, volentieri ma senza darci tanto peso – qua a Rio non beccano neanche la previsione in tempo reale, fuori c’è il sole, e il meteo dice che piove – esiste questa cosa decisamente più utile per capire se ci sarà neve in montagna per le vacanze. Prendendo poi in considerazione tutte le altre informazioni, il macroclima darebbe una dritta anche a chi non sa per esempio se andare long o short sul gas. Leggi il seguito di questo post »

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Qualità del greggio agg., diesel

Pubblicato da oronero su 23 ottobre 2010

Nella serie: aggiornamento dei grafici, ho aggiornato con gli ultimi dati il grafico per la qualità di greggio che arriva nelle raffinerie americane. Rispetto a maggio la situazione è peggiorata ancora, nonostante sembrava che ci fosse un miglioramento durante l’estate.

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Grafico spese militari stati dell’Artico

Pubblicato da oronero su 19 ottobre 2010

In termini di % sul PIL le spese militari dei 6/sei stati con interessi nell’Artico sono ferme da anni.

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Grafico stime domanda petrolio

Pubblicato da oronero su 19 ottobre 2010

È ora di compilare/aggiornare qualche grafico, giusto per avere una visione più grafica della situazione. Comincio con le nuove stime per la domanda del petrolio descritte qualche giorno fa.

Il dato IEA contiene anche i biofuels, la stima per la quantità è di 1,6 mln barili al giorno .

I biofuels attualmente necessitano di ca 40 milioni di ettari di terreno agricolo, visto che ancora non produciamo i biofuels da biomasse di scarto, ma soprattutto da canna da zucchero (Brasile) e granoturco (USA).

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PIIGS e Petrolio

Pubblicato da oronero su 6 ottobre 2010

Su The Oil Drum qualche giorno fa c’era un commento di Louis de Sousa, che racconta del giornalista portoghese Jorge Nascimento Rodrigues, che da anni informa il pubblico sul fatto peak oil, anche tramite il giornale più grande portoghese, l’Expresso. Leggi il seguito di questo post »

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Maastricht, grafico, agg.

Pubblicato da oronero su 5 ottobre 2010

Ho aggiornato il grafico dei criteri di convergenza Maastricht. Alcuni numeri sono stati aggiornati, e poi ho aggiunto qualche paese non-EU.

Ho messo due volte la Spagna, una volta con i dati ufficiali, e poi anche corregendo per quei -17% che il PIL ha subito dal 2008 secondo quella fonte anonima descritta in un post precedente.

Probabilmente sarebbe da correggere tanti altri dati, se solo avessimo più fonti anonimi.

Sarebbe interessante tracciare il debito pubblico contra la crescita del debito. Il disavanzo può essere truccato facilmente, e forse cambiando Y nella crescita del debito si ha un immagine più veritiero dello stato delle cose.

Un’altra possibilità è il debito come quota degli asset, come foreste, miniere, petrolio etc. Anche se per i paesi UE ormai tutte le cose di valore sono proprietà dell’Unione Europea, almeno per i paesi che non posseggono armi nucleari. Quindi tutti tranne la Francia e la UK.

continuerò domani….

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NatGas e Petrolio in fase di separazione

Pubblicato da oronero su 6 settembre 2010

Ho scaricato da EIA i prezzi spot per NatGas e WTI, fatto un grafico su due scale:

Così a vista d’occhio sembra che si seguono abbastanza bene, anche se il gas è sempre stato molto più volatile o imprevedibile. Leggi il seguito di questo post »

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