Il significato del capex mancato

Ripropongo il grafico sui capex dei majors dal 1999 al 2015, perché lo considero un pezzo chiave del Oil prize puzzle.

CAPEX big sisters

È assolutamente incredibile (ma vero) quanto i capex dei cinque che ho spulciato seguono il prezzo del petrolio. La correlazione è del 90%.

Direi però che non è utilizzabilissimo per prevedere il prezzo a breve termine, mentre a lungo termine si. Il capex di oggi serve a trovare il petrolio che usiamo fra 5-8 anni. Più o meno. Se oggi non investiamo, fra 5-8 anni non andranno in produzione i miliardi di barili che dovrebbero sostituire quelli che usiamo oggi. Infatti in passato è giá successo.

Il crollo dei prezzi nel 1998 interrompeva un lento salire dei capex, e così almeno fino al 2003 le majors investivano al livello dei 20 anni precedenti. E poi dopo il 2003 il prezzo dei petrolio ha cominciato a salire sostenutamente, fino ad arrivare al 2008 quando il livello raggiunto non era più sostenibile e una piccolissima sovraproduzione ha fatto crollare il prezzo. Che comunque si è ripreso in pochissimo tempo, perché la domanda rimaneva più alta dell’offerta.

In questo momento i capex sono al livello del 2005 e le majors stanno trovando pochissimo petrolio, se vogliamo credere a Wood MacKenzie, che ha pubblicato un piccolo report, dove diventa chiaro che l’attuale livello basso non è sostenibile. Praticamente i capex oggi sono solo gli inevitabili costi fissi, più costi da contratti che non possono essere interrotti per qualche anno ancora.  Il pezzo grigio è quello che evidentemente dipende da subito dal prezzo del petrolio, e che quindi è stato tagliato già dal 2015 al 2020.

conventional exploration spend

Ma anche gli ultimi anni di prezzi alti non ci ha garantito il barile come una volta. Dal 2008 al 2011 hanno trovato  19 miliardi di barili all’anno di nuove riserve, dal 2008 ad oggi solo 8 miliardi all’anno. Meno della metà. E l’anno scorso a dire la verità hanno trovato solo 2.9 miliardi di barili.

Entro cinque anni in borse dovrebbero diventare grandi vincitori le medio-piccole aziende esploratrici che già da qualche anno hanno sviluppato i loro giacimenti con piani ventennali.

 

 

 

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