Più piove e meno inquiniamo

Italia è uno dei 18 paesi che secondo le statistiche BP hanno aumentato le emissioni di CO2 dal 2014 al 2015 più del 5%.

emissioni co2 2015

In totale, i paesi seguiti dal report BP che hanno aumentato sono 49. Quelli che hanno diminuito sono 23.

Come tutti i paesi occidentali l’Italia dovrebbe fare il massimo per diminuire le emissioni, e ha firmato anche lei il COP21 per limitare l’aumento della temperatura globale a 1.5 centigradi. Si trova in buona compagnia però, ci sono altri paesi industrializzati europei in questa mischia, ovvero i vecchi compagni PIGS Portogallo con +7.5% e Spagna con +7%, manca solo la Grecia che è riuscita a diminuire del 3.2%.

Nello stesso biennio il PIL pro capite si è contratto talmente tanto che ho ricontrollato i numeri worldbank tre volte perché non mi pareva possibile:

PIL pro capite PIGS

Si ho spolverato i vecchi PIGS

Per gli italiani significa che economicamente ci troviamo nel 2004, o  deflazionati al 2015, nel 2002.

Se l’industria però contrae è difficile che si inquina di più. In teoria con il contrarre dell’economia in un paese industrializzato, con alle spalle dieci anni di sviluppo esponenziale delle rinnovabili nuovi solare e eolico, e l’idroelettrico sviluppato sicuramente al 90% o più delle capacità nazionali, le emissioni non potevano aumentare. Praticamente fisicamente impossibile.

Se non per il fatto che almeno Italia e Spagna con un’economia in forte contrazione sono riusciti ad aumentare, anche tanto, il consumo di energia primaria. Portogallo ha diminuito, e la Grecia è piatta. Dati BP:

yoy change energy cons PIGS.png

Se guardo il Portogallo con -13% di PIL pro capite, -2.2% di consumo di energia primaria ma +8% di emissioni CO2, diventa evidente che qualcosa non va.

E per non farvi morire di suspence ve lo dico subito: nei tre paesi PI(G)S non ha piovuto nel 2015. Mentre in Grecia si, ha piovuto molto più del solito. E quindi, l’idroelettrico è crollato in tre paesi su quattro:
Consumo idroelettrico PIGS

E quando non piove, crolla anche il vento. Il solare evidentemente non riesce ancora a sostituire idroelettrico ed eolico:

PIGS idro eolico solare

Come si vede dal grafico sopra, quando piove, come in Grecia, ovviamente diminuisce il solare, ma invece aumenta il vento. E vice versa.

Siamo quindi nelle mani della pioggia. Per fortuna il trend in Italia è stato positivo, come anche in Grecia, mentre lo sviluppo in Spagna e Portogallo è piatto da tempo:

Consumo idroelettrico PIGS dal 1980

Le rette sono le medie dal 1980 al 2000. Italia si trova sopra quella media dal 2008, come anche la Grecia, mentre Spagna e Portogallo sono rimasti oscillanti intorno alla media. Può darsi che il clima si assomiglia più tra Grecia e Italia che tra l’Italia e la penisola iberica.

Il problema delle emissioni dipende non solo dalla mancanza di pioggia, ma anche dai prezzi bassissimi degli idrocarburi. Tutti e quattro i PIGS hanno colto l’occasione di aumentare il consumo di petrolio e gas naturale, mentre Spagna e Grecia hanno aumentato anche il consumo di carbone di ben 23%, immagino per necessità – sostituzione dell’idroelettrico.

 Se il consumo di energia primaria in Italia fosse rimasto al livello del 2014, ma con i livelli di pioggia del 2015 Italia avrebbe avuto comunque i -2.54 MTOE dai rinnovabili (-3.17 di idro, e +0.63 di altri cioè anche con biomasse e biofuels) da scambiare per olio e gas. Cioè anche con un consumo invariato le emissioni sarebbero aumentate, in assenza di pioggia.

 

 

 

 

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