Petrolio testa i $40 ma i fondamentali non ci sono

Il Oil Market Report di IEA è ancora fermo al 9 febbraio per noi comuni mortali che non paghiamo per avere le loro indovinazioni in tempo reale.

E al 9 febbraio il tutto era ancora più pessimista sulla sovrapproduzione rispetto ai numeri di gennaio, che almeno per il Q4 del 2016 aveva un ritorno alla vecchia normalità con una produzione demand driven. I numeri ora invece danno surplus di produzione ancora fino alla fine dell’anno. Ovviamente le ultime 4 barre nel grafico sotto sono “stime” della IEA e cambieranno durante i prossimi mesi.

stock petrolio e wti IEA.png

A dire la verità cambiano spesso anche i dati sul passato, quando la IEA evidentemente aggiorna  il passato con nuove informazioni ricevute. La cifra finale può cambiare di ca 0.2mln di barili di consumo o produzione in piú o in meno, non va quindi a toccare l’ordine di grandezza.

Ho fatto un piccolo esercizio nei miei tentativi di trovare la famosa palla di cristallo che vorremmo tutti avere. Ho deciso che lo stock commerciale nel Q4 del 2000 era di 3.6 miliardi di barili, sufficiente per 45 giorni di fornitura mondiale al consumo moderato di 79 mln di barili al giorno (ormai siamo a 96).

Ho poi da quella cifra tolto o aggiunto il bilancio per ogni quarter, usando i numeri IEA, creando così la curva dell’andamento dello stock cumulativo. Poi ho invertito il WTI, cioè ho moltiplicato i prezzi x -1. E lo ho sovrapposti:

wti invertito e stock cum

Viene fuori un grafico con due curve che si seguono quasi alla perfezione, infatti c’è una correlazione di 80% tra i due. Cioè se uno si muovo insù, solo nel 20% dei casi l’altro scende. Non sto dicendo che ci sia causazione, ma non è neanche una correlazione spuria.

Per capire meglio come leggere il grafico, partite nel 2Q14. Li riprendono a salire gli stock mondiali in modo sostenuto, dopo essere scesi praticamente costantemente dal 2000 in poi. Nello stesso momeno il WTI scende a picco, anche se nel grafico l’ho invertito per motivi di leggibilità.

Quindi da questo punto di vista, il WTI dovrebbe ancora avere spazio per scendere. Gli stock continueranno ad aumentare.

Su una scala più piccola, in questi giorni il WTI ha cominciato ad avvicinarci ai $40 e oggi ha provato a testare quel limite.

WTI 17 marzo 16

Il petrolio americano ha già fatto +50% in poche settimane, ed è comunque ora che correggesse. Ma se rompe il 40 sul serio tornerà giù di poco e potremmo essere ragionevolmente sicuri che non andrà nei 20 dollari al barile.

 

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