Produzione shale giù, futures su

La produzione di shale oil negli Stati Uniti ha probabilmente piccato in marzo 2015. I sette giacimenti maggiori hanno insieme prodotto 5.5mln di barili al giorno quel mese.

Per febbraio 2016 il dato è di 5 mln tondi, con proiezioni  di 4.0 mln per marzo e 4.8 mln per aprile. -11% dal picco.

produzione shale fino a apr 16

 

Pare inoltre che il Texas abbia avuto grossi problemi di piogge forti nelle ultime settimane e che parte della riduziona sia dovuta ai problemi tecnici.

Nel frattempo sembra però che il petrolio abbia finalmente trovato il fondo vero. il WTI è salito di 45% in meno di un mese, da 26 dollari ai 38 di oggi. Ora sta lottando contro una resistenza/supporto che, dato che le fondamentali globali in realtà non sono cambiati, dovrebbe reggere per il momento.

WTI 10 mars 2016

Contro un fermo del prezzo parla però il volume molto aumentato nei vari ETF sul petrolio come USO, USL, e l’ERX di cui ho parlato qua.

Dalla primavera all’estate 2015 il volume in USO è triplicato quando quello che probabilmente è smart money ha cominciato a cercare il fondo. Poi da dicembre ad oggi c’è stato un altro triplicare impressionante dei volumi scambiati :

volume USO

Il trend è simile negli altri ETF.

Bisogna inoltre notare che l’aumento del prezzo spot probabilmente ha portato a un ritorno del hedging in quanto le futures stanno risalendo. Ovvero starebberi vendendo futures. Dal fondo di gennaio si è a +10 dollari sui contratti a breve, e +5 dollari sui contratti a lungo.

brent futures 10 marzo 16

Questo potrebbe dirci che tutte le misure di efficientamento nella prooduzione shale hanno portato ai risultati attesi e che i shalisti trovano conveniente riprendere a vendere a questi livelli. Se questo punto di vista regge, il prezzo non avrebbe moltissimo altro upside a breve termine. E se i volumi venduti a lungo sono notevoli il prezzo spot più che altro dovrebbe subire pressione dall’alto.

Altri accordi OPEC-nonOPEC sono improbabili. Se per un anno e mezzo hanno tenuto duri , anche il prossimo meeting (in Russia?) che dovrebbe aver luogo fine marzo non cambierà le carte.

Cioè a mio avviso fondamentalmente non ci sono ragioni per una continuazione del rally, ma a guardare il volume negli ETF qualcosa si smuove, ovver lo smart money potrebbe avere voglia e/o bisogno di rientrare. Draghi ci ha appena deliziati con un continuo QE europeo (di solito parla, ma non fa, questa volta ha fatto) e gli americano prima o poi riprendono l’easing anche loro, in qualsiasi forma.

 

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