Archive | marzo 2016

CAPEX e prezzo del petrolio

Come uovo di pasqua per i miei lettori ho fatto un po’ di datamining, spulciando i capex di alcuni molto big del petrolio leggendo gli annual reports fino al 1999 o giù di li.

Nota: Elogio a ExxonMobil che pubblica annual reports di una chiarezza esemplare. Gli altri…un po’ meno. Formati e definizioni che cambiano di anno in anno. Una tortura da leggere.

Il risultato è sorprendente (ok non per me che lo sapevo già), non sono in molti ad aver visto il seguente grafico che traccia i capex contro il prezzo del petrolio:

CAPEX big sisters

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Petrolio testa i $40 ma i fondamentali non ci sono

Il Oil Market Report di IEA è ancora fermo al 9 febbraio per noi comuni mortali che non paghiamo per avere le loro indovinazioni in tempo reale.

E al 9 febbraio il tutto era ancora più pessimista sulla sovrapproduzione rispetto ai numeri di gennaio, che almeno per il Q4 del 2016 aveva un ritorno alla vecchia normalità con una produzione demand driven. I numeri ora invece danno surplus di produzione ancora fino alla fine dell’anno. Ovviamente le ultime 4 barre nel grafico sotto sono “stime” della IEA e cambieranno durante i prossimi mesi.

stock petrolio e wti IEA.png

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Il circo dell’EURUSD

Che giostra ieri.

Certamente nessuno di buon senso avrebbe potuto immaginare che l’euro si sarebbe addirittura rinforzato dopo l’easing di Draghi che doveva fare esattamente il contrario.

Evidentemente qualcuno dopo il primo tuffo dell’euro ha deciso altrimenti, intervenendo. Ecco il grafico a 5 minuti:

eurusd 10 marzo 16

L’indebolimento ha retto fino alle 13.35 nostrane. Poi è arrivato lo strano intervento che ha portato l’euro a un livello di 2% più alto rispetto al livello pre-speech, e  di 3.50% rispetto al fondo prima dell’intervento.

È chiaro che con un dollaro rinforzato la Fed avrebbe rischiato di non poter continuare ad alzare i tassi. Se non alzano i tassi rischiano la credibilità. È come se la currency war abbia iniziato una nuova fase più tosta. Né Europa né gli Stati Uniti possono perdersi la ripresa.

Sarà una corsa alla stampante, e alla liquidità monetaria, che come al solito non raggiungerà la gente, ma gli asset in borsa, sì. Che poi è l’unica garanzia contro una nuova recessione.

 

Oro ($) non vuole proprio correggere

Il piano divino era – QE europeo – Euro indebolito – Dollaro rinforzato – Oro ($)  in correzione.

Io quella correzione lo sapete la aspetto da un po’. Non che penso di uscire dalla mia posizione in HEP, il bull è tornato e rimane, ma ogni tanto una correzione bisogna sopportarla.

E invece il dollaro è per niente contento e l’oro che ieri ha testato il triangolo e che oggi minacciava di rompere in basso, torna dove sta da qualche giorno per riprendersi dalla salita:

oro in dollari 10 marzo 16.jpg

Vedremo.

Produzione shale giù, futures su

La produzione di shale oil negli Stati Uniti ha probabilmente piccato in marzo 2015. I sette giacimenti maggiori hanno insieme prodotto 5.5mln di barili al giorno quel mese.

Per febbraio 2016 il dato è di 5 mln tondi, con proiezioni  di 4.0 mln per marzo e 4.8 mln per aprile. -11% dal picco.

produzione shale fino a apr 16

 

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Oro rompe il triangolo

L’oro già oggi ha rotto il triangolo all’insù.

gold breakout

Abbiamo anche un golden cross dove il MA50 incrocia il MA200, entrambi in salita (o quasi). Direi che chiamo definitivamente il fondo as of dicembre 2015.

Oro in euro a resistenza storica

L’oro in euro ha fatto una salita notevole, meno rapida di quella del gennaio ’15, ma a giudicare dagli oscillatori, che sono saliti molto più lentamente per poi rimanere in alto, più solida.

oro in euro 3 marzo 2016

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portfolio update

Ho preso una miniposizione in LABU a 7.06. LABU è un ETF con leva 3x sul biotech.

Bancarotte shale, nuova leva?

Fino al 31 dicembre erano 42 aziende americane e canadesi in bancarotta tipo chapter 7 e chapter 11. Fino al 7 febbraio 2016 altre sei aziende si sono aggiunte alla lista, con 109 mln di dollari complessivi, di cui solo 15mln di debito garantito da asset del debitore.

Sono arrivati a complessivamente 17.2 miliardi di debito complessivo di cui 54% non garantito:

shale bancarotte agg febb 16

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