Effetto Eduscopio a Bologna?

Arriva da Bologna la prima conferma dell’effetto Eduscopio, senza però un minimo riferimento a quello strumento, forse perché il giornalista non sa della sua esistenza. Avevo descritto nel post “Eduscopio e la scelta del liceo” il funzionamento del sito, con qualche preoccupazione riguardo il suo effetto sulla qualità dell’istruzione. Questo è poi stato discusso su twitter con Gianfranco De Simone, uno degli ideatori del sistema Eduscopio.

La mia stanza scettica rimane. Ho scritto:

Ma ora abbiamo un problema più serio. Come assicurare l’eguaglianza dell’educazione di tutti i ragazzi della provincia? Con Eduscopio in pochi anni si creeranno licei d’elite, oltre al Volta e Leonardo, quando tutti i ragazzi con voti buoni o medio-buoni vorranno andare nei 10 licei migliori, sui 60 possibili.

L’opinione dei ricercatori eduscopio invece è quella che i licei “devono muoversi” se vogliono che gli alunni rimangano con loro.

A me pare chiaro che è molto più veloce il processo negativo di de-sviluppo di un liceo, che in pochi anni perde il 10% dei suoi studeni più valorosi quando questi vanno altrove, che lo sviluppo positivo dall’introdurre più inglese, scienze applicate, sport e quant’altro che attrae genitori e figli.

I buoni insegnanti non crescono sugli alberi. 1. Nella misura in quanto loro possono scegliere, quasi sempre vanno “in centro”; e 2. Ci vogliono almeno 5 anni per formare una nuova generazione di insegnanti nelle materie oggi richieste per attrarre studenti. Questo dopo che per 5 anni prima viene discusso al livello ministeriale come cambiare la formazione. 5+5=10 anni.

Ho io stessa assistito alla disperata ricerca di insegnanti di inglese per il progetto speciale BEI di sei scuole elementari lombarde, progetto che poi è arenato per la mancanza di insegnanti qualificati. Il mio figlio che guarda Guerre Stellari in inglese senza nessun problema ora si trova di nuovo a fare analisi grammaticale di “the cat is on the roof”.

Figuriamoci se al livello liceale le scuole che “si devono muovere” riescano a trovare  insegnanti preparati alla nuova sfida che consiste in semplicemente non perdere gli studenti di zona.

Indubbiamente un ragazzo di provincia ha lo stesso diritto di scegliersi un liceo che lo prepari all’uni rispetto a un ragazzo della zona 1-9 di Milano. Se questo si trova lontano a casa, è proprio una scelta pesante per la famiglia, di svegliarsi tutti 1 ora prima per fargli fare un tragitto lungo due volte al giorno.

Quindi da quel punto di vista quelli dell’Eduscopio hanno ragione. È democratico dare loro uno strumento che gli permette di scegliere meglio.

Ma il fatto rimane che parliamo di ragazzi, molti dei quali hanno ancora 13 anni quando inizia il liceo. È vero che sulla carta non si tratta di scuola dell’obbligo, ma la realtà è che in Italia oggi praticamente non esiste la possibilità di mettersi a lavorare a quell’età. Per me un ragazzo deve anche avere il diritto di andare in uno dei licei vicini a casa. Non stiamo parlando di adulti che possono anche scegliere di andare a scuola in un’altro paese, maturità e condizioni economiche permettendo.

A Bologna quindi è successo che i licei scientifici in alto della classifica, Copernico/Fermi/Righi hanno avuto molti più esuberi rispetto agli anni passati. Il liceo più grande della città, seconda in classifica, il Galvani invece, descresce, ma è uno sviluppo voluto, perché evidentemente non si riusciva a garantire la qualità con quel numero di ragazzi iscritti.

E qua arriviamo a un secondo effetto. Lo staff di un liceo è composto di essere umani. Questi faranno di tutto per permettere ai ragazzi di frequentare il liceo scelto, e soffrono se non ci riescono. Se molti di questi scelgono di aumentare il numero di ragazzi per classe, la scuola automaticamente peggiora quando rimane meno tempo per seguire il singolo ragazzo. Meno dialogo, meno motivazione. Ricordiamoci che a 13 anni sono molto giovani, non adulti che se la devono cavare da soli.

Di conseguenza per non far soffrire lo staff inutilmente, e questo si è già visto nelle scuole scuole milanesi,  vengono introdotti criteri più stringenti per il bacino d’utenza, ed/o aggiunge criteri “pagella delle medie”. I licei sono (ancora) liberi di formulare i criteri d’ammissione loro stessi.

L’effetto combinato sarà che le buone scuole del centro per il 90% si riempiono dei ragazzi di zona, e per il 10% dei migliori ragazzi di provincia. Con effetto ribassista sulle scuole di provincia che non hanno la possibilità di muoversi velocemente.

Credo che le scuole bolognesi sono stati colti a sorpresa. Quest’anno è andato così e avranno delle difficoltà nel dire ai ragazzi di Casalecchio di reno e altri posti fuori Bologna che non potranno andare al Copernico. L’anno prossimo ci saranno criteri di zona e pagella più stringenti anche a Bologna.

Disclaimer: mia figlia è stata ammessa nel liceo di sua scelta, non di zona. Come criterio di zona aveva un punteggio medio, seguito dai ragazzi dell’hinterland. Visto che a noi “punteggio medio per zona” hanno chiesto le pagelle per creare la graduatoria devo dedurre che oltre ad alcuni della nostra zona sono rimasti fuori al 100% i ragazzi dell’hinterland.  Se non fosse stata ammessa li, le sarebbe toccata andare in un liceo ancora più alto in graduatoria, che però ci è piaciuto meno come servizi aggiuntivi.

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