Il contango problem illustrato: UNG

Il grafico migliore per illustrare il problema del contango degli ETF che si basano su futures è il UNG – United States National Gas Fund, che appunto investe in futures sul Henry Hub. Questo ETF ha già dovuto subire parecchi reverse split per rimanere in piazza, e ha reso molti investitori cassettisti poveri:

UNG contango problem

Dal lancio UNG ha perso il 98%. Il Henry Hub nello stesso periodo ha perso il 87%, ma nel frattempo ha anche fatto dei tentativi di risalita, con non vengono ripresi dal ETF:

Henry Hub dal 2007.jpg

Le risalite erano in ambiente di contango, non backwardation come quella “parabolica” dell’ultimo periodo dell’energy bull, e quindi l’ETF non riusciva a tracciare l’aumento del gas come descritto nel post di ieri.

Ci si potrebbe chiedere allora perché questo tipo di fondo rimane sul mercato, dove anzi è di interesse sempre più grande, come si vede se aggiungo il volume di contratti scambiati al grafico dell’UNG:

UNG volume

Dai 500mila di contratti scambiati nei primi anni, si è passati al milione, a 2 milione, e dal giugno 2015 il volume è letteralmente esploso, con una media di quasi 5 milioni di contratti e un picco di 20 milioni il 28 dicembre 2015.

La risposta è molto semplice: per i trader che rimangono in posizione per pochi giorni questi fondi sono capaci di dare ottimi rendimenti senza dover comprare direttamente futures o opzioni con i loro requisiti di margine. Dal 18 dicembre 2015 al 8 gennaio 2016 il Henry Hub è andato da ca 1.70 dollari a 2.47 dollari, un aumento del 45%.

UNG short term trader

Prendendo una posizione in UNG in quei giorni, si poteva fare un +30% senza il sovramenzionato rischio di dover aggiungere soldi al conto durante una margin call.

Ultimo esempio: dal 18 aprile 2012 ad oggi il gas americano ha perso il 5%, facendo però 220% fino a febbraio 2014. Dal picco ha poi perso il 71% ad oggi. Ma complessivamente è quasi allo stesso livello della primavera 2012:

Henru Hub dal 2012.jpg

Nello stesso periodo l’UNG ha prima guadagnato 93%, quindi solo la metà rispetto al gas stesso. Poi dal picco in febbraio 2014 ha perso il 76%, che potrebbe sembrare di poco peggiore rispetto al gas:

UNG dal 2102.jpg

Peccato che complessivamente ha perso il 54% dall’aprile 2012.

Il cassettista, che ha avuto la fortuna di entrare in aprile 2012 per poi fare 90% di guadagno in meno di due anni, non ci pensa neanche a uscire, ma aspetta di fare il 100%. Quando inizia a scendere, a ogni gradino si aspetta che riprenda la salita. E alla fine ha perso il 50% del capitale investito.

La discesa è più volentieri che no molto lenta con lunghi periodi passati sullo stesso livello, alternati a breve e veloci e rassicuranti risalite. Era solo verso dicembre 2014 che quello sfortunato investitore dell’aprile 2012 è andato a zero. Prima gli rimaneva sempre un guadagno, se fosse uscito.

Tag:, , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: