Il contango problem degli ETF

Il petrolio sta cercando di trovare il fondo del barile, anche se la situazione del glut non si è certo risolto ancora, e potrebbe addirittura peggiorare se gli ultimi accordi OPEC-nonOPEC non vengono rispettati.

È dal 12 gennaio che il WTI oscilla intorno ai 30 dollari:

WTI 22 feb 16.jpg

L’indecisione è tanta e la volatilità sull’upside dell’ultimo mese è quasi il doppio rispetto al periodo settembre-metà gennaio:

Vola WTI

Inoltre sembra che le futures finalmente si muovono. Non scarico le futures WTI, solo quelle sul Brent, ma direi che il trend dovrebbe essere molto simile. Come si vede il futures più basso che ho scaricato è del 19 gennaio. Già il 25 vedevo un appiattamento, ovvero che i prezzi vicini aumentavano più velocemente rispetto a quelli lontani:

brent futures 22 feb 16.png

Oggi abbiamo di nuovo 2 dollari di differenza (linea arancione – linea verde) mentre quelli lontani sono pressocché uguali.

Più diventa piatta la curva è più sarà facile guadagnare con gli ETF sul petrolio, che sono piuttosto insidiosi per via del roll over cost, soprattutto sugli ETF che usano solo contratti sul front month, come il USO.

Questo problema è meglio conosciuto come il “Contango problem” in quanto non si presenta quando la materia prima oggetto dell’ETF  si trova in backwardation e cioè con mesi vicini più cari rispetto a quelli lontani.

Se la curva è in contango, il ETF deve accettare di diminuire il numero di contratti che riesce a comprare nel roll-over. Ovvero, se il 1 maggio 10 contratti costano 1000 dollari (100 dollari ognuno) ma il mese avanti il costo del petrolio è di 102, quei 1000 dollari prendono solo 9.8 contratti. Il fondo fa il roll over alcuni giorni prima della scadenza quando il prezzo spot non si è ancora allineato con il prezzo futures. Così il giorno di riallineamento i 9.8 contratti  non valgono 9.8 x 105= 1000, ma forse 9.8 x  101 dollari =  990 dollari. -1%.  Nel caso fortunato. Il petrolio è aumentato di 1% ma la quota nel ETF dell’investitore ha perso 1%.

Ora le curve sono in contango da più di un anno, e quindi gli ETF pigliano meno contratti per gli stessi soldi ogni mese.

In più i prezzi spot sono in discesa dal giugno 2014, tranne che per brevi periodi. Quindi il giorno dell’allineamento futures-spot l’ETF perdeva ulteriormente rispetto al roll-over di qualche giorno prima.  Diciamo 9.8 x 99 dollari = 970 dollari. -3%.

È un meccanismo perverso con cui è molto difficile guadagnare soldi per il cassettista normale che non può certo stare li a controllare curve forward ogni giorno, e in più calcolare quanto deve salire il prezzo del petrolio per almeno andare in break-even, avendo anche sottratto i costi di gestione del fondo. La situazione del contango è la normalità, anche quando il prezzo spot è in salita.

Ho costruito una tabellina dove ogni mese il prezzo spot aumenta di 1%, e il mese front costa sempre 0.2 dollari più dello spot. È un lento marciare con piedi infangati:

contango problem

Dopo un anno ben 20 dollari di guadagno su un investimento di 1000, o meno di 2%. Basta poi giocare con i moltiplicatori per vedere che a un aumento mensile di 0.5% e un contango di 0.5 dollari l’investimento dal punto di vista del ETF è già in perdita.

 

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