Materie prime al livello del 1974

In un anno e mezzo il petrolio, qua Brent, ha perso il 70% :

Brent 8 gen 16

Ovvero è andato da 115 dollari in giugno 2014 ai 33 di oggi. Da un punto di vista dei trader potrebbe in realtà aver perso molto di più, visto che sono in tanti a gettare la spugna proprio quando l’asset raggiunge il fondo, per poi rientrare quando ci si sente sicuri.

Chi ha fatto questo ha prima perso 60%, e poi altri 50%.

Io ero rientrata in marzo e ho fatto dei buoni trade uscendo in tempo. Poi sono rientrata troppo presto e le mie posizioni in Blackpearl e Surge Energy sono sotto il ghiaccio, anche se entrambi si riprenderanno facilmente quando il petrolio comincia a risalire. Ho anche una posizione nel mio pet stock Africa Oil, che è in positivo, avendolo preso presto quest’autunno.  Alcuni ipotizzano che il prezzo scende a 20 dollari il che sarebbe abbastanza pesante da sopportare ma comunque fattibile. Quando finalmente questo ultimo (ultimo?) ciclo troverà il fondo, durante come spero io questo mese, allora si presenterà una delle migliori occasioni speculative degli ultimi anni nel settore energetico.

Nel frattempo noto anche che l’indice commodities più importante, il CRB di Reuters, è a livelli assolutamente insoliti:

crb.jpg

L’indice si trova al livello del 1974, ovvero sono 42 anni che le materie prime non costavano così poco. Le materie prima che rientrano nell’indice sono aluminio, cacao, caffè, rame, mais, cotone, petrolio, oro, heating oil, maiali, bovini, gas naturale, nichel, succo d’arancio, argento, soia, zucchero, benzina, grano. I petroliferi pesano per il 33%.

Quindi le altre materie prime valgono il 67%, e dobbiamo accettare che tutte quanto stanno male. L’economia globale crescerà anche quest’anno, di poco, ma in fondo sembra che la domanda globale per le commodities sia piuttosto debole.

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2 responses to “Materie prime al livello del 1974”

  1. Pinnettu says :

    Io sono nuovamente long sul WTI da 37$. Giusto pochi soldi, perchè comunque non mi fido. A questo punto non mi stupirei neppure di vedere i 25$.
    Certo, a quei livelli sarebbe un affare, ma ormai dubito anche che, raggiunti quei livelli, riparta subito. Magari stà la per chissà quanto.

    L’eccesso di produzione è ancora altissimo, e non per colpa della domanda, che sale ancora. Incredibilmente l’output continua ad aumentare.

    A parte i tentativi di gain sul petrolio, non posso comunque non pensare al nostro caro peak oil.
    Il fondamento teorico rimane, ma la collocazione temporale del suo raggiungimento è stata completamente sbagliata.
    Più di un lustro di discussioni (dal 2005 al 2010) nei quali si disegnavano scenari catastrofici, che già da qualche anno ci avrebbero visti immersi in un nuovo medio evo. Neppure si parlava di anni come il 2016, era scontato che per questi anni saremmo già tornati all’età della pietra.

    In questi giorni il petrolio è sceso fino a 32$ e la produzione è a un passo dai 97 milioni di b/g.

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  1. Materie prime al livello del 1974 | innomedellanarchia97 - 9 gennaio 2016

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