Storia di un QE passato

Karl_XII_1706

Karl XII nel 1706

Per la cronaca, il primo visitatore a essere annunciato al re Carlo XII quando questo è tornato a corte a Stoccolma nel 1715, è stato il geniale diplomatico Georg Heinrich von Görtz, grande amico del re, ministro per le finanze, e tuttofare in generale.

Il nostro amatissimo re eroe, a differenza del suo capacissimo padre Carlo XI, il re amministratore, aveva a quel punto passato molti anni lontano da casa coinvolto in varie guerre. Gli ultimi sei anni aveva passato nell’impero Osmano*, imparando turco e diventando amico del sultano. Dei turchi avrebbe dopo detto:

“A Poltava sono stato preso prigioniero. Questa per me è stata la morte, ma mi ha liberato. Oggi sono dedicato. Sono dedicato ai turchi. Mi hanno legato come né mare, né fuoco sono stati in grado di fare. Non ho le catene. Sono libero qui a fare quello che voglio. Ma io sono dedicato alla loro compassione, nobiltà e cortesia. I turchi mi circondavano come un diamante in nascere.”

A un certo punto però il sultano si è un po’ stufato del suo dispendioso ospite, ricordandogli che aveva un’intera nazione sua che lo stava aspettando. Pare che il viaggio di ritorno abbia impiegato solo 15 giorni, non abbastanza per riparare i danni dei 15 anni del viaggio di andata. Durante gli anni di guerra la fortuna gli si era volto le spalle, la grossmacht svedese ha perso territorio dopo territorio e le casse erano vuote.

Quando von Görtz gli faceva visita la situazione quindi era disperata. Il diplomatico era geniale per tanti aspetti, ma aveva una grande debolezza, condivisa peraltro da buona parte dei contemporanei, storici dei tempi, e anche svedesi moderni: una illimitata e totale ammirazione e dedizione al re svedese.

Il nuovo progetto del re per riempire le casse, la conquista della Norvegia, era folle e ingiusto ma è stato subito approvato da vG. C’era un solo problema, il costo.

Il concetto del Notgeld (denaro di emergenza) non è stato invenzione del ministro per le finanze, ma quando l’ha suggerito al re questo ha subito capito che si sposava benissimo con il suo progetto. Alla nuova moneta veniva dato il valore di 1 daler anche se il valore in metallo era molto inferiore. Tutte le monete di argento e rame ancora in possesso di privati venivano confiscati scambiandoli contro la nuova moneta, e messi a servizio della politica estera.

Il piano per la conquista della Norvegia secondo von Görtz necessitava del conio di 2 milioni di daler. In parallelo a questo primo QE svedese è però stato rimosso il peg all’argento e al rame, per facilitare il ripagamento ai privati in futuri anni migliori. Questa seconda genialata di von Görtz da li a poco avrebbe avuto conseguenze impreviste disastrose per l’economia nazionale.

In pratica funzionava che a monetine piccole di rame veniva dato il valore di 1 daler argento. La più grande moneta in rame pesava 7.2 grammi, la più piccola 3.5. Il vero valore del daler argento corrispondeva a 752 grammi di rame, cioè 100 – 200 volte tanto.

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Nödmynt in rame del 1716 con la scritta 1 daler SM (silvermynt- moneta d’argento)

Il re l’ha trovato una strategia estremamente promettente avendone capito subito l’utilità, e in contrasto con von Görtz invece dei 2 milioni ha dato l’ordine al conio per 40 milioni di nuovi daler.

Carlo ovviamente era convinto che prima o poi la fortuna sarebbe tornata, la gloria restituita alla nazione e le casse di nuovo piene di imposte arrivate da territori conquistati. Così avrebbe potuto facilmente ripagare i debiti al suo popolo, che nel frattempo si stava seriamente innervosendo, quando anche i primi ripagamenti hanno cominciato a ritardare. Inoltre i primi creditori che hanno avuto la fortuna a ricevere almeno qualcosa in cambio del proprio argento, invece di interessi hanno dovuto accettare un haircut del 50%.

La crisi finanziaria era un dato di fatto. In meno di tre anni la Svezia ha subìto un’inflazione e una disoccupazione degna della futura repubblica di Weimar. La nazione era esasperata, disperata e pativa fame e freddo. Nei villaggi non c’erano più uomini adatti da mandare al fronte e si vedevano costretti a sacrificare anche i quindicenni.

La conquista della Norvegia sembrava però andare bene e l’esercito avanzava. Ma tra le 9 e le 10 di sera, domenica il 30 novembre 1718 una pallottola ha messo fine alla vita del re.

Karl_XIIs_likfärd_(1884),_målning_av_Gustaf_Cederström_(1845-1933)

Il corteo da Halden in Norvegia per portare a casa il re

Secondo calcoli ballistici la pallottola molto probabilmente non era norvegese, anche se l’ipotesi di assassinio non è mai stato dimostrato.

CharlesXIIAutopsy1916

Il cranio

Lui quindi è stato risparmiato l’ira del popolo di fronte alla gravissima crisi, ma al povero von Görtz è andato peggio. La nuova regina, la sorella di Carlo XII, ha dato l’ordine all’arresto. Il processo l’ha trovato colpevole ed è stato decapitato meno di due mesi dopo la morte del re.

Soddisfatto il bisogno di un capro espiatorio, il gran casino ha messo temporaneamente fine all’autocrazia in Svezia, e fino al golpe di Gustavo III nel 1772 il monarca di turno doveva condividere il potere con il parlamento.

Indipendentemente dalle facende reali la depressione economica non mollava. Mancando completamente fonti di oro e argento per coniare vera moneta, il PIL pro capite è tornato ai livelli pre-bellici solo nel 1870.

 

 

*con il resto dell’esercito, 1500 uomini che poi hanno portato a casa il futuro piatto nazionale, le turchissime polpette, a volte avvolte in foglie di vite, da noi sostituito da cavolo cappuccio

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