Forse non siamo soli

death starSecondo un articolo nell’Independent sono stati trovate megastrutture aliene clusterizzate intorno alla stella KIC 8462852.

Si tratta di un gruppo di astronomi della Penn Univeristy che ha trovate degli oggetti enormi intorno a una stella, assomigliando moltissimo alle strutture che ci aspettiamo che una civilizzazione aliena potrebbe costruire.

L’astronomo Jason Wight dice che ovviamente bisogna sempre escludere la presenza di alieni, ma in questo caso le strutture sono talmente particolari che non si può escludere che sono state costruite:

“I was fascinated by how crazy it looked. Aliens should always be the very last hypothesis you consider, but this looked like something you would expect an alien civilisation to build.”

La stella è già famosa da prima, visto che il telescopio Keplero l’ha subito nel 2009 identificato come una stella con possibilità di pianeti abitati intorno.

Ormai sono quattro anni che il telescopio guarda ca 150mila stelle per intercettare eventuali anomalie nell’emissione di luce. La quantità di dati era però ingestibile e nel 2011 è stato creato il gruppo Planet Hunters, composto da persone che nel tempo libero ad occhio nudo cercavano di vedere delle anomalie. Molti di loro hanno subito puntato il dito contro KIC 8462852, come emittente di luce in un modo bizzarro o interessante.

Il pattern bizzarro dipende da più grosse masse che circolano la stella, una cosa perfettamente normale per una stella giovane. Ma questa stella non è giovane, pare matura perché mancano tanti altri marcatori delle stelle giovani. Nel frattempo gli astronomi del team hanno esaminato tutte le possibili spiegazioni naturali come cluster di cometi trovandole tutte altamente improbabili.

Quindi ora viene seriamente presa in considerazione la presenza di una megastruttura, come si potrebbero immaginare enormi pannelli fotovoltaici. Praticamente una parziale Dyson Sphere.

Il prossimo passo è puntare un radiotelescopio verso la stella per cercare lunghezze d’onda associate a civiltà tecnologiche. Gli astronomi vorrebbero partire con il nuovo progetto già in gennaio 2016.

La luce della stella viene attenuata in periodi tra 5 e 80 giorni, suggerendoci la presenza di più cluster di taglie diverse che orbitano la stella. Se veramente stiamo parlando non di masse di materia che in una stella matura sarebbero già state assorbite, ma di pannelli solari e enormi flotte di astronavi, stiamo parlando di una civilizzazione che ha raggiunto i limiti del proprio pianeta per poi essere costretti a fare raccolta dell’energia solare.

Quando un cluster passa davanti alla stella la luce diminuisce del 20% suggerendo appunto che riescano in quel momento a prendersi il 20% dell’energia stellare.

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2 responses to “Forse non siamo soli”

  1. Filippo Zuliani says :

    Pannelli solari nello spazio? E come trasferiscono l’energia a terra? Le richieste per pannelli solari spaziali sono cosi’ esorbitanti (costo di trasporto in orbita, perdite nel trasporto a terra) che conviene farli direttamente sul pianeta.

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