Update mercati, death cross nello SP500, petrolio, oro

Facciamo un po’ il punto della situazione.

Lo SP500 ha cominciato a spaventare seriamente i mercati giovedì 20 agosto. Ero in vacanza senza internet e per sicurezza ho dovuto uscire presto dal trade VIX che mi avrebbe reso anche il triplo se ci fossi rimasta. Pazienza. Pare che Taleb sul VIX abbia fatto un miliardo di dollari. Io decisamente, ma proprio decisamente, meno.

Ora non penso di rientrare in quel trade, ormai le opzioni costano tanto e le condizioni saxo per account piccoli sono peggio che pessimi. E nonostante i fee da usurai ci hanno pure tolto il feed degli indici americani. Quindi il grafico SP500 lo prendo o da yahoo o da stockcharts, come qua:

SP500 1 settembreLa correzione è stata molto violenta e ha quasi toccato il livello della correzione di ottobre ’14. In questo momento non ho la più pallida idea di dove potrebbe andare, anche se qualche giorno fa sembrava la ripresa a V piú stretta mai vista. In teoria l’indice dovrebbe andare a superare i vecchi livelli. Come se ci fosse già un QE4 in atto, senza che la Fed avesse aspettata la vera correzione, che prima o poi deve arrivare.

Oppure si trattava semplicemente di un bear market rally, o bear trap. In quel caso l’indice continua giù, come effettivamente gli e-mini ci sembrano indicare:

e-mini 1 settembreIn ogni caso, quella opportunità di andare lunga la borsa non la vedo come sicura e me ne sto fuori. Tra l’altro ieri ha fatto una death cross, o almeno così sembra, dove il MA50 incrocia il MA200 dall’alto, con entrambi gli MA in discesa.

Detto questo, con “borsa” non intendo mai il petrolio, con il quale ahimè ho una pessima relazione e vado lunga anche quando non dovrei. In questo momento ho solo una posizione lunga in Surge Energy (SGY.TO), un canadese con ottimi dividendi mensili (come dovrebbe essere anche in Europa, che invece insiste sul bi-annuale, quando ci va bene). Il grafico è sempre stockcharts, perché in questo caso nel grafico Saxo una delle candele dei giorni scorsi è totalmente sbagliata:

surge 1 settembreCome si vede, Surge segue attentamente il petrolio. Fondato in febbraio, rifondato in marzo, ripresa decente, e poi ha di nuovo seguito le fondamentali del petrolio ingiù. In questi giorni la ripresa del petrolio è stata rapidissima, e parte della mia posizione è andata in verde.

Pare che la EIA abbia sovrastimato la produzione americana parecchi mesi di fila, anche se in questo momento non ho il tempo per verificare. Da giugno in poi usano un nuovo metodo, ed era veramente ora, per la raccolta dati, che dovrebbe darci dati più precisi con solo qualche mese di ritardo, invece dei 3-6 abituali.

Poi ovviamente i sauditi sono entrai in Yemen, insistendo che sia temporaneo, ma il mercato l’ha visto come positivo per il prezzo del petrolio. Un rally di 30% in 5 giorni è cosa vista raramente:

brent 1 settembreL’ultima volta che il Brent avesse questo tipo di volatilità era fine dicembre 2008, dai 36 ai 45 dollari ca. Dopodiché ha continuato a quel livello per tre mesi, quando in marzo 2009 ha finalmente cominciato la ripresa. Ci sono le due possibilità qua. O continua a questo livello per parecchi mesi, prima che i fondamenali si aggiustano, oppure è stata veramente la fine del ciclo orso.

brent 1 settembreI miei Surge rimangono dove sono per ora.

Se il petrolio ha visto il fondo, non saprei perché non dovesse essere il caso anche dell’oro. Dopo che sono dovuta uscire dall’opzione per eccesso di vacanza offline, sono rientrata comprando GDX direttamente.

Ieri l’oro ha chiuso sopra il MA50, e oggi ha aperto decisamente sopra (grafico saxo, sempre che ci si possa fidare):

oro 1 settmebrePer finire, il dollaro. Ha continuato a seguire il triangolo tracciato, toccando esattamente sulla linea di resistenza, per poi andare un po’ sotto la linea di supporto, toccando quasi quei 92 che avevo “visto” tecnicamente presto quest’inverno/primavera. Sembra che questa volta gli manchi la forza per arrivare fino in alto.

dollaro 1 settembrePare che i cinesi per sostenere l’economia durante la rimozione del peg al dollaro stia vendendo le treasuries americane. Se si è chiaro che il dollaro non può continuare su, il che dovrebbe dare sostegno al petrolio comunque.

La grande ambizione di Cina in questo momento è entrare come reserve currency nel IMF. Il fondo decide ogni 5 anni quali valute rispettani i criteri, e il prossimo meeting avrebbe dovuto essere in novembre. La decisione però è stata rimandata al 2016, forse per dare il tempo al renminbi di dimostrare di quanto è capace.

In ogni caso una svendita cinese delle nostre obbligazione occidentali potrebbe portare a quella implosione del mercato bond e redirigere i soldi nelle borse.

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