Aggiornamento rig count e produzione statunitense

old rigIn gennaio ho ipotizzato la fine del crollo del prezzo per febbraio, con seguente fine del crollo dei rig per maggio.

Il rig count storicamente lagga il prezzo di 3 mesi.

Come abbiamo visto il WTI ha toccato il fondo (come media settimanale) in marzo con 44 dollari, e tre mesi dopo in giugno gli oil rig hanno toccato il minimo di 628.

rig count agosto 15La regola dei tre mesi vale ancora quindi. I rig sono diminuiti di 59%, esattamente come nel 2009. Il petrolio ai tempi ha perso 70% mentre questa volta siamo giù “solo” 61%. Da maggio in poi il rig count sta di nuovo salendo e siamo a 670. Questo mentre il WTI ha fatto un altro selloff da puro panico.

La produzione nei vari giacimenti statunitensi è aumentata YoY come da grafico EIA, nonostante i rig sono la metà:

oil prod per rig agosto 15Questo in parte perchè i nuovi rig producono più petrolio per rig rispetto a un anno fa e i vecchi rig sono spariti quelli che facevano buchi neri di perdite. Il costo per un rig tra efficienza e tagli potrebbe essere sceso da 30mila dollari al giorno a 20mila dollari.Se in dicembre i rig costavano 1,4 miliardi di dollari, oggi sono a 400 milioni, un miglioramento del 70%.

Sempre secondo EIA l’aumento di  produzione statunitense ha cominciato a rallentare timidamente già in febbraio rispetto a gennaio. A marzo il rallentamente era evidente, e poi la crescita è diventata negativa mese su mese tra marzo e aprile:Mom marzo aprile 15Lo sviluppo tipico degli ultimi anni e fino a dicembre ’14- gennaio ’15 ca, era una crescita sostenuta mese su mese. Agosto ’15 sarebbe ora il quinto mese di fila di diminuzione della produzione anche se è ancora più alta rispetto al 2014. A giudicare dal penultimo grafico la prossima edizione potrebbe darci la prima diminuzione anno su anno.

Gli americani non rallentano molto quindi, ma tagliano altrove. Sissi Bellomo del Sole24Ore cita Moody’s che dice che di la stanno licenziando 15mila persone al mese. Inoltre hanno tagliato capex futuro per 180 miliardi di dollari. Tutta produzione futura mancata, che un giorno farà schizzare il prezzo.

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One response to “Aggiornamento rig count e produzione statunitense”

  1. Robo says :

    Dottoressa mi scusi. I sauditi, a quel che si dice, volevano tener basso il prezzo per sparare fuori dal mercato il nuovo petrolio americano e le sabbie bituminose (e forse anche i Russi), facendosi forza del loro basso costo estrattivo e ddlle loro enormi riserve valutarie come cuscino. Ora mi parrebbe di capire che Americani e Russi reggono (i primi hanno aumentato l’efficienza dei processi, i secondi hanno una coesione col loro leader ai massimi storici). I sauditi invece cominciano a pensare se hanno fatto bene perchè reinvestono un’enorme parte dei proventi petroliferi per mantenere la pace sociale in una dittatura delle più becere pensabili. Le chiedo: é giusta questo fotografia? Come potrà evolvere? La resistenza del petrolio atipico degli States é solo momentanea e l’ottimizzazzione dei processi sposta solo in avanti il momento delka non più convenienza produttiva? E i Russi? Insomma, alla lunga chi vince? (se vince qualcuno) Grazie e saluti.

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