Innalzamento mari, nuovo paper di Hansen (e chi dovrà ospitare 500k veneti)

Copenhagen_-_the_little_mermaid_statue_-_2013È uscito qualche settimana fa il paper tanto atteso di James Hansen e altri 16 ricercatori sull’alzamento dei mari conseguenza delle temperature in aumento.

In sintesi: l’aumento ormai accettato anche da quei noiosi moderatissimi del IPCC di soli 2°C non ci proteggerà da livelli del mare devastanti per tutte le popolazioni costieri.

Secondo la ricerca, acqua dolce dallo scioglimento di ghiacci terrestri sta creando un feedback positivo che velocizza lo scioglimento stesso. Quando il ghiaccio si scioglie enormi quantità di acqua entra nell’oceano e spinge l’acqua salata più calda verso superficie dove accelera il melt-off.

In altre parole:

We argue that ice sheets in contact with the ocean are vulnerable to non-linear disintegration in response to ocean warming, and we posit that ice sheet mass loss can beapproximated by a doubling time up to sea level rise of at least several meters.
Anche se si dovesse avverare l’alternativa meno grave di un doubling time dello scioglimento di 40 anni ci spariscono le coste in 200 anni e non ci possiamo certo preoccupare dei pronipoti:
Doubling times of 10, 20 or 40 years yield sea level rise of several meters in 50, 100 or 200 years.

Ma come dicono gli autori:

Recent ice sheet melt rates have a doublingtime near the lower end of the 10–40 year range.

Abbiamo finora sottostimato la velocità a cui questo succede, anche se spesso altri ricercatori ne hanno trovato evidenza, e in ogni casi le case assicuratrici sono anni che non hanno dubbi come ho scritto in L’uomo, l’acqua e l’assicurazione.

In questo caso i ricercatori hanno paragonato l’oggi all’Eemiano, il periodo interglaciale iniziato 130mila anni fa e finito 115mila anni fa, perché contiene alcuni periodi che per quanto riguarda il melt-off assomiglia molto a quello che succede oggi. In particolare

Sea level rose rapidly in the late Eemian when it cut multiple bioerosional notches in older limestone in the Bahamas and elsewhere at +6–9 m. These brief upward shifts of sea level were interpreted as evidence of rapid ice melt events.
Le temperature dell’Eemiano erano molto probabilmente solo un decimo di un grado più alte di oggi.
Bisogna sottolineare che sono 30 anni che l’innalzamento dei mari è conosciuto e discusso, quello che cambia è la conoscenza della possibile velocità, che non darà scampo alle popolazioni costiere di ritirarsi gradualmente. È anzi probabile che ci saranno disastri sociali ed economici che creeranno ulteriori flussi di Völkerwanderung verso qualsiasi regione ritenuta più stabile, e più lontano dall’acqua.
Hansen prevede “several meters” di aumento entro il secolo, che si possono interpretare un po’ liberamente, ma diciamo 3 metri per stare sul conservativo. Posso visualizzarlo usando ll servizio di mappatura di geology.com. Se prendo per esempio il porto di Genova a 0 metri di innalzamento viene così:
porto di genova 0 metri

Porto di Genova prima dell’innalzamento

E poi con 3 metri di mare in più abbiamo:
porto di genova 3 metri

Porto di Genova a +3 metri di mare

Gran parte delle strutture portuali e soprattutto tutti i moli sono sotto acqua. Tra San Teodoro e Prè abbiamo anche la statale sotto acqua, e chiaramente sono da scordarsi le spiaggie di Albaro &Co.

A un primo sguardo potrebbe non sembrare grave, in fondo il 99% della città è ancora all’asciutto. Ma basta pensare a tutta la merce che arriva e parte dal più grande porto italiano (da wiki):
 il primo del Paese per numero di linee di navigazione[1] e per movimentazione container con destinazione finale, il più rilevante sotto il profilo occupazionale (più di diecimila lavoratori diretti, circa trentamila considerando l’indotto), ma il secondo per volumi movimentati nel 2013 dopo il porto di Trieste (compreso il petrolio, che costituisce il 75% del traffico triestino).
Ah già, Trieste. Ancora peggio la situazione li. Quindi con soli 3 metri di innalzamento abbiamo l’intero nord Italia privo di prodotti petroliferi e petrolio, perché anche quando arriva via terra da pipeline viene spesso e volentieri raffinato nei porti, che non ci saranno più.
La mappa cha fa più impressione è comunque una turistica, la parte del Veneto più amata da tutti, questo con 1 solo metro di mare extra:
Veneto piu 1 metroCon un solo metro in più sia Venezia con i lidi che vanno da li fino a Grado, poi Ravenna e Rovigo cioè una parte immensa del delta del Po sono scomparsi.
I flussi migratori potranno non solo venire dall’estero a questo punto, ma avvenire all’interno della nazione, che dovrà ospitare ca 500mila veneti fuggiti dalle coste. Visto che più a sud si va e meno sembra grave la situazione marina suggerirei a queste persone che mi sembrano molto lamentose per quanto riguarda il sud di emigrare tutti verso Reggio Calabria e Palermo per mettere a posto le cose come si deve.

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4 responses to “Innalzamento mari, nuovo paper di Hansen (e chi dovrà ospitare 500k veneti)”

  1. Pinnettu says :

    Continua ad esserci qualcosa che mi lascia perplesso riguardo queste ed altre proiezioni sull’incremento del livello del mare.

    +3 mt entro la fine del secolo significa che (immaginando che la progressione non sia lineare ma che il grosso dell’innalzamento si verifichi negli ultimi decenni) come minimo nel 2050/60 saremmo già a +1 mt.

    Questo significa che oggi in tutto il mondo si continuano a costruire infrastrutture e abitazioni sempre più imponenti e con sempre più gente, che nel giro di una quarantina di anni andranno sott’acqua, ma che già prima incontreranno gravissimi problemi (in molte zone anche solo 50 cm avrebbero effetti devastanti).

    Allora mi domando: ma sono davvero tutti così stolti? Possibile?

    Non stiamo parlando di un deficiente che costruisce una casa sulla riva di un fiume, con la compiacenza di qualche burocrate corrotto. Parliamo del mondo intero che non sta valutando un fenomeno catastrofico che si presenterà nel giro di pochi decenni non fra 500 anni, che magari uno se ne frega pure.

    In alcuni luoghi dove non c’è più spazio, si costruiscono aeroporti “rubando” spazio al mare.
    Davvero nessuno fra istituzioni, progettisti, investitori, gestori e quant’altro, ha idea che le loro costosissime opere finiranno sott’acqua ancora prime di essersi ripagati le spese? E che già fra una ventina d’anni cominceranno a bagnarsi i piedi?

    Non so cosa credere!!!

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    • Anna Ryden says :

      In Olanda hanno già speso miliardi per rinforzare le strutture contro l’innalzamento che per ora è arrivato a +20 cm. Il Bangladesh non ha questi soldi e dovrò vedersi sotto acqua, tra l’altro li si alza alla velocità doppia rispetto al nord europa.
      Il mare si alza anche per il calore aggiunto, che espande il volume del mare.

      La piccola nazione atolliana Kiribati è praticamente giá sotto il mare, e sposteranno la popolazione alle Fiji. http://www.bloomberg.com/bw/articles/2013-11-21/kiribati-climate-change-destroys-pacific-island-nation

      Per quanto riguarda la nostra passività è sicuramente già stato ampiamente studiato con tanto di diagnosi e termini tecnici, se lo trovo in rete cercherei di descriverlo…

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    • Anna Ryden says :

      qualcosa avevo già scritto nel 2012: http://osservamondo.com/2012/02/15/psicologia-del-picco-energetico/

      Il problema per quanto riguarda l’innalzamento dei mari e che non ne veniamo neanche a conoscenza. Il passo tra scienza e politica è evidentemente troppo grande in questo caso. E poi tutte le risorse di negoziazione vengono concentrate sulle emissioni, alla fine le persone che girano il mondo per parlarsi e mettersi d’accordo e creare le policy sono quelle che sono. Le aree che non vengono discusse per mancanza di tempo e persone sono la distruzione del suolo agricolo e l’innalzamento dei mari.

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  2. fausto says :

    La resa dei conti può essere grave per la linea di costa veneta e romagnola. D’altronde le bonifiche azzardate volute da Mussolini non potevano avere vita molto lunga, e questa è una cosa risaputa dalle mie parti. L’impatto vero, in questo caso, sarà sulla produzione agricola. Per quanto sia possibile recuperare la collina, sarà un costo elevato.

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