Materie prime, un giro di grafici

È un periodo un po’ particolare in quanto il carbone è stato dichiarato persona non grata da Obama. Il nuovo Clean Power Plan del presidente prevede una diminuzione delle emissioni dai livelli del 2005 di 32%, dove il piano precedente prevedeva un taglio di 30%.

Non un aggiornamento particolarmente drastico, ma il mondo lo sta interpretando anti-carbone, anche perché gli impianti a carbone statunitensi rappresentano ben 5% delle emissioni globali. L’ETF del carbone più importanto KOL tra ieri e oggi si agrappa a un numero importante: il minimo toccato nel crollo commodity del 2008: ETF KOLPotrebbe ancora scendere, è vero che è abbastanza sottocomprato, ma non ci sono supporti in vista.

Tutto quello che fa male al carbone dovrebbe fare bene al gas. Grafico weekly dal 1991: Henry hubOggi è a 2,79 $/MMBtu. Si trova a un supporto/resistenza importante, toccato nel ’92, ’93’, ’94, prima di rsiucire a rompere nel ’96. In seguito è successo spesso che il prezzo ha oscillato proprio intorno a questi 2,80 ca. E il boom del gas è decollato li nel 2002, ed è atterrato li nel 2009, quando è finito.

Per il momento non sembra che abbia grosse intenzioni di andare in nessuna direzione e potrebbe farsi ancora qualche mese senza scomodarsi.

Il petrolio invece ha vissuto una seconda fase sanguinosa da maggio ad oggi e si trova più o meno ai minimi di gennaio. La mia chiamata del fondo è stata quindi errata. Tecnicamente potrebbe ancora continuare giù per cercare il minimo del 2008/09. La curva forward di inzio agosto è più bassa di quella di luglio di 6-7 dollari: brent forward 4 agosto

Non è solo più bassa ma anche ben più ripida. La differenza sett15-sett16 in un mese si è allargata di $1.20.

Il reuters thomson/jefferies core commodity etf CRB ha toccato il minimo del 2008: crb

Anche l’argento è a un support/resistenza storico: argento

Mentre l’oro avrebbe ancora un po’ di strada da fare. oro

Anche se nel frattempo dovremmo vedere almeno un bear rally: oro bear rallyA differenza degli altri metalli l’oro non viene usato molto nell’industria e quindi il prezzo può in teoria passare anni sotto il costo di produzione, visto che non si consuma mai quello prodotto. I gold bugs sono 4 anni che aspettano di vedere i 5000 (dollari), e chiunque abbia comprato oro fisico o cartaceo senza rivendere dopo la prima metà del 2010 è in rosso o al massimo in pari.

Interessante notare che la sterlina prezzo offerta al pubblico da aprile è sceso di 4%, mentre l’oro in euro e anche in dollari è sceso di 10-11%. Anche qua: è dal 2011 che sul sito tinfoilhat complottista ZH (seppur divertente) si legge che la domanda del fisico è alle stelle, ma finora non si è rispecchiato mai nei prezzi. È la prima volta che vedo una vera divergenza fisico/paper.

Non so comunque se alla fine ci si arriva ai 1000 dollari visto che gli altri sembrano più o meno arrivati al capolinea, come l’argento sopra, o il platino per esempio: platinumOvviamente anche il livello del 2008 è un bel supporto dove fermarsi, ma quella volta ci è arrivato con violenza invece che con scivolate graduali.

Anche il rame deve scegliere se fermarsi o no: rame…to be continued…

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2 responses to “Materie prime, un giro di grafici”

  1. Pinnettu says :

    Un’autentica ecatombe quella delle commodities. Il petrolio poi è tracollato fino a prezzi che il solo eccesso di offerta non possono giustificare. Sono dentro sia con ETF nat gas che wti. Con il primo sono in pari. Con il secondo…tante legnate.

    Aldilà delle considerazioni finanziarie e tornando agli argomenti “tradizionali” del blog, non si può non ammettere che gli ultimi anni sono stati davvero incredibili.

    La produzione degli “all liquids” ha toccato i 95 milioni di b/g.
    Il crude+condensate è arrivato a 80 milioni di b/g
    Il prezzo è precipitato sotto i 50$
    Lo shale oil si è rivelato molto più che un bluff
    La produzione irakena è arrivata a 4 milioni di b/g

    Da anni ormai penso che la URR sulla quale si poggiava la stima sulla previsione del picco era sbagliata.
    Sicuramente molto più dei 2400 miliardi di barili di cui si parlava.

    Penso a questo punto ben più di 3000 miliardi

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    • Anna Ryden says :

      La stima di Laherrere del 2013 è di 2700, ma puoi certamente avere ragione tu. In ogni caso il petrolio non è come l’oro, non si può produrre sotto il prezzo in borsa per tanti anni di fila. Quest’autunno arriveranno quelle bancarotte mancate in primavera.
      Da gas sono uscita in positivo, nel petrolio sono sotto (ma ho solo un stock canadese che paga dividendi) , e poi ho il mio hedginho…il VIX. Vedremo.
      Poi credo ti ricordi nel 2009..in primavera li erano tutti ancora molto bearish, eppure il mercato ha girato sul sentiment più nero.

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