Anche il caffè prima o poi dovrebbe tornare alla media

Ci vuole tanto caffé per guardare con concentrazione grafici per ore di fila.

La droga preferita di tutto il mondo è abbastanza economica ultimamente sui mercati mondiali. Dal picco nel 2011 ha perso il 60%, lato produttore, in dollari.

Purtroppo non ho tenuto conto delle variazioni del prezzo Lavazza/Illy/Nestlé etc dei supermercati, ma è possibile che sia diminuito un pochino in questi anni. Al bar ovviamente non è diminuito, tutto il guadagno sulla droga va agli uomini in mezzo.

In questo momento viene scambiato a ca 1.21 dollari/pound (121.20 $cent/pound).

Kaffe contOra ci troviamo anche per la seconda volta dal 2000 fuori dal corridoio intorno alla media in cui viene normalmente scambiato. La media, disegnato in verde, in questo caso ha un trend al rialzo, ovvero se nel 2005 era intorno a 102 cent, oggi siamo quasi a 200.

Nel 2011 il prezzo ha schizzato in alto quando le esportazioni per vari motivi erano piuttosto basse rispetto al consumo. Quando la produzione è tornata normale anche la reazione al contrario come succede spesso è stata forte e il prezzo si è tuffato ben sotto la media.

Il livello di oggi è vicino al prezzo del dicembre 2013, quando tutto il mondo pensava che il prezzo sarebbe crollato ancora. Le previsioni davano ottimo tempo, buone raccolte, e molto altro caffè nel pipeline visto gli investimenti fatti negli ultimi anni in caffè Robusta, più facile da coltivare (il grafico è Arabica). E invece proprio quel mese ha cambiato drasticamente rotta, forse perché in fondo si tratta di un mercato dove i veri numeri su domanda e offerta arrivano molto in ritardo rispetto allo scambio sul mercato. È ragionevole pensare che 3 anni di discesa abbia tolto la sovraproduzione dal mercato. E quando si sono resi conto, per tutto il 2014 il prezzo è oscillato intorno alla sua media.

Ora si parla di nuovo di sovraproduzione e buone raccolte. In più il real brasiliano si sta indebolendo rispetto al dollaro da quattro anni, possibilmente anche per la quota di produzione di petrolio rispetto al consumo interno, che è in un trend al ribasso.

E invece sembrerebbe di nuovo sopportato dai fondamentali. Se poi il dollaro continua giù per qualche mese prima di continuare verso la parità dollaro/euro (diepnde anche dal FOMC di oggi) questo potrebbe dare un po’ di sostegno al prezzo del caffè. Anche se penso che potrebbe avere ancora qualche mese di discesa davanti. Non è ancora debolissimo tecnicamente.

(no io non faccio trading di caffè, lo bevo e basta)

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