Prossimamente in Grecia

Abbiamo il deal, da oggi chiamato il Agreekment, e in sostanza non ci sono novità, ovvero la Grecia non lascia l’euro e l’UE.

La migliore illustrazione che ho trovato online la dice piuttosto bene:

Agreekment

Tsipras è un populista che ha mentito dall’inizio alla fine al suo elettorato. Non durerà fino a natale.

I greci hanno scambiato un programma tostissimo per uno tosterrimo.

Cosa succede:

  1. Entro mercoledi devono decidere in parlamento per una legge che permette di creare un sistema pensionistico sostenibile, e per un’aumento dell’IVA.
  2. Poi nelle prossime settimane devono prendere misure per modernizzare l’economia, ovvero introdurre settori protetti alla competizione, la utility statale deve essere privatizzata, e i sindacati devono abbandonare parte del loro potere.
  3. La Grecia deve anche contribuire 50 miliardi di euro dagli asset privatizzati, cioè gli enti statali, a un fondo che aiuterà la Grecia di pagare il debito. 25% del fondo può essere usato come stimolo economico nazionale, per crescere l’economia in modo da generare lavori nuovi per aumentare la tassazione. Questa è una delle novità che rendono il nuovo pacchetto più pesante.
  4. Nei prossimi giorni riceveranno 10 mld di Euro di cui 3.5 vanno direttament a ripagare parte del debito con l’IMF, e il resto per tenere in piedi il sistema bancario.
  5. Quando queste riforme iniziali sono in piedi nei prossimi anni riceveranno dall’Europa 77 miliardi di cui 1/3 andrà in sostegno delle banche greche sempre. Il resto ovviament serve a ripagare debiti internazionali.
  6. La Grecia non avrà nessuna riduzione del debito.

Era più che evidente che il buffone Tsipras avrebbe messo a repentaglio il benessere dei greci, in realtà solo farsi eleggere con quelle promesse vuote aveva già rallentato il processo che finalmente stava migliorando in autunno. I lettori marxisti-leninisti dei siti finanziari finti tipo rischiocalcolato e icebergfinanza etc (che pure usano canvas fingerprinting per schedare i lettori) non vogliono accettare che i greci vogliono restare nell’euro. Ma è così. Vogliono restare europei. E Tsipras dopo il referendum ha perso ogni credibilità con le istituzioni europee e ha dovuto accettare condizioni più dure.

La Grecia non ripagherà mai tutto il suo debito, questo si sa. La soluzione tipica dell’IMF quando un paese si è indebitato troppo è di perdonare parte del debito, bilanciare il bilancio e svalutare la valuta. La valuta svalutata dovrebbe agire come stimolo economico quando ci sono i dolori dell’austerity e permettere l’economia di riprendere a crescere da un livello più basso, in linea con le aspettative realiste dela nazione.

Ovviamente l’euro non è svalutabile in un solo paese, ed è quello l’argomento principale degli anti-euro. A livello europeo nel 2010 è stata fatta la scelta di non permettere il default come da ricetta, perché non si sapeva assolutamente come sarebbe andato a finire. C’erano le due possibilità: una zona euro più forte e unita, oppure un default dopo l’altro stile domino iniziando con il Portogallo, poi Spagna, poi Italia. Fine del sogno europeo per sermpre. Il complesso PIGS avrebbe perso accesso ai mercati creditizi per molti anni, e saremmo tutti dovuto tornare alle vecchie valute.

ORA COSA

  1. l’Europa evita le perdite enormi che sarebbero state il risultato del default. Gli 89 mld ancora outstanding alla Grecia dopo i 250 mld già ricevuti sarebbero spariti nel nulla.
  2. Non ci sarà contagio agli altri PIGS
  3. Si dibatte se l’euro sarà più forte o più debole. Io penso più forte almento per un breve periodo. Se rimane forte a lungo sarebbe svantaggioso per l’area euro che ha bisogno della svalutazione per continuare la ripresa. La coppia EURUSD andrà avanti per un po’ senza direzione, magari con l’Euro più forte per un periodo, ma poi finalmente va alla pari al dollaro o addirittura sotto.
  4. Ovvero, l’euro è una sorta di sistema aureo per la Grecia. Non potendo svalutare sono costretti a sgonfiare l’economia, riducendo stipendi e tagliando l’apparato di stato.

Per finire un grafico sui numeri della Crédit Suisse che dimostra la ricchezza mediana, cioè quella dell’uomo in mezzo, e il debito per adulto. Ho preso le sei nazioni immediatamente a destra e a sinistra della Grecia per un confronto su come stanno le cose veramente:

credit suisse median wealth and debt per adultLo stato greco è estremamente indebitato, ma i greci hanno ancora i loro asset privati, e pochissimo debito privato. Soprattutto hanno una ricchezza mediana perfettamente in linea con la Germania e con gli Stati Uniti.

La ricchezza mediana è inoltre 5 volte più alta della ricchezza mediana lettone e lituana. Entrambi questi paesi devono partecipare al salvataggio della Grecia. Loro hanno subito esattamente lo stesso trattamento per scelta propria, perché credono nell’Europa, esattamente come i greci.

La differenza sta nel fatto che l’economica greca era in una bolla che si è sgonfiata. Il loro PIL pro capite ora è ai livelli del 2002 o giù di li, livello dal quale avrebbe potuto crescere organicamente, se i loro malgoverni non avessero scelto il debito facile. Evidentemente fa molto più male tornare al 2002 quando sei stato nel 2009 che trovarsi ancora nel 1995 o giù di li come gli ex-sovietici che non hanno mai potuto abituarsi alla <capitale> da bere.

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6 responses to “Prossimamente in Grecia”

  1. Marco says :

    In questo articolo del Prof. Bagnai invece si sostiene che i maggiori problemi della Grecia derivino dal debito privato. Qui l’articolo. http://goofynomics.blogspot.it/2015/01/cosa-sapete-della-grecia-fact-checking.html

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  2. Egidio Bernini says :

    Secondo me le cose non andranno affatto cosi lisce. L’agreement, che non è un agreement ma un ultimatum con scadenza mercoledi, quando il parlamento greco deve approvare un piano umiliante che di fatto mette sotto tutela il governo greco, per colpe ed errori dei suoi predecessori, potrebbe essere respinto dal parlamento, nonostante la pistola alla tempia. L’obbiettivo, tutto politico, della Germania e dei suoi alleati del nord ha come scopo principale quello di rovesciare il governo Tsipras e, in subordine, buttare fuori la Grecia. Schauble e Merkel hanno giocato per questo il gioco del poliziotto cattivo e di quello buono. Per perseguire questo obiettivo non hanno esitato ad usare un’arma molto pericolosa: quella del debito come colpa da espiare e tutto il ciarpame ideologico che vi si accompagna: gli stereotipi dei greci fannulloni e “che hanno vissuto al di sopra dei propri mezzi” sulle spalle dei virtuosi popoli del nord, guidati dai risparmiatori tedeschi che sono stanchi di finanziare i greci che passano le loro giornate a prendere il sole. Mi spiace notare che questo blog, che normalmente apprezzo per l’attenzione ai fatti, si sia allineato su questa posizione. L’hai scritto tu da qualche parte su questo blog: c’è una sola soluzione per i debiti: ripagarli. A parte che la storia dice completamente l’opposto (quanti casi di default sul debito sovrano ??) e i tedeschi lo sanno bene, loro che non hanno rimborsato i debiti di guerra ben due volte http://tinyurl.com/pcarb48. Ma se non si esce da questa concezione punitiva del debito, ci avvitiamo veramente verso la catastrofe.
    Se il parlamento greco rigetta il piano, e non è una ipotesi improbabile perché quando metti il debitore con le spalle al muro e stuzzichi il suo orgoglio nazionale, non puoi controllare la sua reazione. Anche qui i tedeschi non ricordano, quando l’ umiliazione subita dopo la pace di Versailles porto’ all’ascesa del nazismo e alla guerra. Quindi o Tsipras si dimette e si va a nuove elezioni, con le banche chiuse e una dracma parallela che circola. In un bel clima sereno e responsabile dove nessuno puo’ prevedere l’esito, compreso l’exploit di Alba Dorata. Oppure Tsipras gestisce un default incontrollato ed esce dall’euro in maniera disordinata e sarà per tutti una vera catastrofe, compresi i creditori che non vedranno piu’ un euro e allora voglio vedere Schauble come farà a far valere il dovere morale di ripagare il debito. Forse coi carri armati ad Atene ?

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    • Anna Ryden says :

      Ho spesso notato che gli unici che chiamano “fannulloni” i greci sono i complottisti che danno la colpa sempre ad agenti esterni, Stati Uniti o Germania, veramente non importa quale paese/cattivone di turno. Sempre sempre sempre nelle vostre teste è colpa di qualcun’altro. Nessun blog o articolo di osservatori pro-austerity ha mai parlato di caratteri nazionali. Ovviamente. Solo chi non ha veri argomenti continua a tirare fuori sta roba che sarebbero fannulloni. Anche il prof citato da Marco sopra. È tutto un po’ tanto freudiano francamente.

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      • Egidio Bernini says :

        E’ vero non hai scritto che i greci sono fannulloni, ma io non avevo scritto esattamente questo e comunque, se mi sono spiegato male, mi scuso. Il centro del mio commento era un altro: il concetto che il debito è colpa e finché non lo ripaghi ti devi piegare alle condizioni dei creditori anche quando queste non hanno nessuna fattibilità e nessun senso economico. Da quello che hai scritto mi sembra che sia questa la tua posizione ma puo’ darsi che mi sbagli. Io credo che questo concetto è molto pericoloso e l’ho argomentato nel mio commento portando dei precedenti storici. Ovviamente tu puoi non essere d’accordo ma non capisco cosa c’entri il complotto ne’ cosa ci sia di “freudiano”. E’ la prima volta che commento su questo blog che trovo spesso interessante, quindi quando dici ” Sempre sempre sempre nelle vostre teste è colpa di qualcun’altro”, sinceramente credo stai sbagliando indirizzo.

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        • Anna Ryden says :

          Nessuno ha mai dubitato che prima o poi facessero il default. Visto che anche loro vogliono rimanere europei e tenersi l’euro devono accettare che prima ci vogliono le riforme, che non ci sono stati.
          Senza le riforme sono spacciati. Se fanno il default senza le riforme le cose si fanno dieci volte peggio di oggi.
          i precedenti storici, ovvero il precedente storico tanto sbandierato in questi giorni, è già stato smentito e smontato. Chi insiste su questa narrativa ha un agenda diversa dalla Europa senza guerre.

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          • Egidio Bernini says :

            “i precedenti storici, ovvero il precedente storico tanto sbandierato in questi giorni, è già stato smentito e smontato.”
            Quale precedenti storici ? e da chi è stato smontato ?

            Non è mia intenzione annoiare, lascio soltanto questo link https://www.stratfor.com/weekly/empire-strikes-back-germany-and-greek-crisis di un articolo molto lucido di George Friedman da cui cito solo un brano:
            “The point of the matter is not going away, and not only because the Greek response is unpredictable; poverty versus sovereignty is a heady issue, especially when the Greeks will both remain poor and lose some sovereignty. The Germans made an example of Cyprus and now Greece. The leading power of Europe will not underwrite defaulting debtors. It will demand political submission for what help is given. This is not a message that will be lost in Europe, whatever the anti-Greek feeling is now.”

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