Il gas diventa liquido

ship_lngIl cosiddetto Documento di consultazione per una Strategia Nazionale sul GNL, uscito in giugno, è una specie di approfondimento dell’illeggibile Strategia Energetica Nazionale (SEN) uscito qualche anno fa, ed è decisamente più godibile.

Il nuovo nero della sicurezza energetica si chiama appunto GNL. Zitto zitto da Stavanger a Stoccolma, a Rotterdam e fino a Marsiglia sono già operativi, o con FID già approvato (financial investment decision), i terminali punti nodali dell’infrastruttura molto particolare del ssLNG, lo small-scale LIquefied Natural Gas.

Questi fratellini piccoli ovviamente si appoggiano a terminali normali già esistenti, quelli da 250 mila metri cubi per nave. Per l’ssLNG si parla di barchette da 2000 a 7500 m3, o di camion, se si parla di infrastruttura mini terrestre.

Basta che ci sia lo spazio fisico, e si aggiunge un terminalino per caricare il gas sui camion (truck loading) – cosa che viene fatta già da anni, o da una nave grande su una piccola (transhipment), o da nave grande a terminale e da li sulla nave piccola (reloading). Ovviamente c’è anche la possibiltà di rifornirsi di carburante in forma di GNL per le navi, dove esistono possibilità di bunker reloading. Con le nuove norme stringenti per gli ossidi di azoto e zolfo dei carburanti delle navi, il GNL ha qualche carta vincente.

Infrastruttura pan-Europa di questo tipo non nasce da un oggi a un domani solo perché i prezzi sono crollati, ma fanno effettivamente parte di una necessità di forniture sicure nel tempo. O nelle parole della Energy Union:

 “L’UE ha bisogno di diversificare la propria fornitura di gas e di renderla più resistente
alle interruzioni di approvvigionamento”. 

Ovvero, i russi possono continuare a violare le nostre acque territoriali e spazi aerei volando senza transponder, ma nel frattempo diversifichiamo. Saremo sempre dipendenti dal gas russo, ma avranno meno leva in futuro. Questo nonostante il declino dei giacimenti olandesi e norvegesi di gas.

In altre parole ancora, il mercato del gas sta finalmente diventando liquido. Nel post precedente ho descritto com’è avvenuto il crollo dei prezzi LNG in Asia e che questo nel 2015 potrebbe significare meno ri-esportazione del LNG comprato con contratti lunghi.

Una parte non ignorabile di questo GNL però arriva nell’isola iberica. La Spagna ma anche il Portogallo hanno investito pesantemente già da tanti anni nell’infrastruttura del GNL. Arrivano anche due pipeline da Marocco e Algeria con una capacità totale di 750 GWh/giorno, o 24 mld m3 all’anno, ma la capacità di rigassificazione del GNL è di 72 mld m3 all’anno.

Insieme fa 96 miliardi di metri cubi di gas. Insomma, dopo averne usato 30 mld per il proprio consumo potrebbero vendere all’Italia i nostri 56 mld, e averne ancora 10 miliardi di m3 di gas da vendere ai francesi.

Considerando l’attenzione degli europei riguardo la sicurezza energetica la parola clou stranamente è “potrebbero“. I francesi si sono sempre rifiutati di ricambiare gli investimenti fatti degli spagnoli, accettando solo la costruzione di una misera pipeline di 5 mld di metri cubi annui nei Pirenei.

Spagna LNGNon c’è dubbio che i sempre protezionisti francesi avrebbero rovesciato qualche impianto nucleare sopra qualsiasi tentativo di costruire altri pipeline, e così un pezzo del puzzle iper-strategico della sicurezza europea energetica non si è mai vista realizzare.

Fino ad oggi, che le condizioni di mercato hanno di nuovo messo un bastone nelle ruote del protezionismo. Quel GNL spagnolo potrebbe fra qualche anno essere rivendibile in tutta Europa, con la stessa flessibilità del petrolio. E con ogni mini-impianto di rigassificazione in più, i prezzi saranno sempre meno diversi nelle diversi parti del mondo.

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6 responses to “Il gas diventa liquido”

  1. tap says :

    Mah, il mercato del gas liquefatto può aver trovato un suo spessore grazie allo shale americano, ma quando a breve (cioè fra pochi anni) le estrazioni usa cominceranno a cedere, se non a collassare, il differenziale di prezzo con il gas da pipeline tornerà a farsi sentire, e tanto. L’Europa non ha bisogno di navi, ma di pipeline. Quelle in futuro prenderanno due sole direzioni Usa e Giappone

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    • Anna Ryden says :

      E invece l’unica cosa che abbiamo imparato in questi anni è che non si può prevedere nulla per quanto riguarda l’energia. Anche gli americani, che fino a ieri costruivano rigassificatori per l’importazione via nave, e che oggi li trasformano in impianti di liquefazione per l’esportazione, sono stati colti a sorpresa.

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      • tap says :

        Sono già partite delle navi dai porti usa? Se si quante e dove sono dirette, e qual è l’intensità dei flussi di rifornimento Usa al mondo? Se no a che punto siamo con la conversione degli impianti? Come mai tanto ritardo? Sarebbe interessante vedere qualche dato attendibile in proposito, non si può certo prendere per vera una notizia che ho ascoltato anch’io alla radio…

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        • Anna Ryden in vacanza says :

          Ti vedo un po’ frustrato. Secondo me avete bisogno di un bravo ad lobbista senior. A Milano ce ne sono a zonzo. Renzi sta facendo fuori una serie di gente che sanno tutto suoi corridoi romani, avete solo l’imbarazzo della scelta. Basta pagare. Renzi non dura, la loro seniorita’ si. Cmq,a questi prezzi anch’io firmerei un contratto LT a 20 anni senza battere ciglio.

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          • tap says :

            Tu stai parlando di interfacce di basso livello, che a me sinceramente non interessano più di tanto, non lo faccio mica per lavoro e non voglio sporcarmi le mani nell’hardware. A me basta manipolare qualche oggetto di alto livello per estrarre l’informazione che mi serve, il più delle volte se sto attento ci prendo, perlomeno in termini predittivi, e mi accontento. Anche la tua risposta è passata per il mio filtro bayesiano e mi rafforza nella convinzione che la storia dei rigassificatori Usa sia propaganda. Sai com’è, se non vedo (i numeri) non credo.

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            • Anna Ryden in vacanza says :

              Ora che ti sei autoidentificato come troll potrei anche non rispondere ma mi dispiace troppo non informarti dell esistenza di google, che evidentemente ti e’ stato negato dal FILTRO. O e’ l inglese il problema? L inglese aumenta le informazioni ca 600 volte. Ti consiglio di impostare il filtro su “tutte le lingue possibili” invece che italiano.

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