Dati BP ci da ancora 53 anni di petrolio

Oggi un post in buona tradizione picchista. Farà sempre innervosire qualcuno.

È uscito l’excelone per eccellenza, il BP etc 2015.

Per la prima volta dal 1998 sono diminuite le riserve, intese come quelle quantità che le conoscenze geologiche/ingegneristiche ci permettono di estrarre dai giacimenti conosciuti alle condizioni economiche vigenti.

La produzione nel 2014 ci ha regalato un nuovo record, con 88.673 milioni di barili al giorno (uso il punto anglosassone invece della virgola europea), o complessivamente 32.365 miliardi di barili. produzione e riserve petrolio BP 2015 Il risultato di questi due dati è che anche quest’anno la reserves to production ratio (R/P), cioè il tempo rimamente che possiamo produrre a questa velocità, è diminuita.

L’amico di ordine potrebbe obiettare che le riserve provate sono diminuite per il crollo del prezzo, ma questo vale in realtà solo per il 2015 e non già per il 2014. Per l’anno scorso abbiamo un prezzo in media di 93 dollari, più del 2010 e n linea con il 2011 e 2012.

E quando il petrolio ha cominciato a crollare sul serio mancava un mese alla fine dell’anno, quindi no, quelle riserve sono proprio diminuite non per mancanza di investimenti, ma per mancanza di nuovi giacimenti. Il massimo R/P che abbiamo raggiunto era nel 2011 con 54.7 anni, nel 2014 erano 52.5 anni.

RP years left

Riserve diviso per produzione giornaliera

Se all’anno di produzione aggiungo gli anni rimanenti abbiamo visto il picco di R/P nel 2013: year oil is finishedNel 2013 potevamo produrre fino a novembre 2066, con i dati del 2014 produciamo fino a luglio 2066. Siamo chiaramente in territorio di errori d’arrotondamento, ma il trend del rallentamento dopo la crescita forte 2005-2011 non è ignorabile. Abbiamo già visto periodi di stallo in passato, quando il prezzo del petrolio per un periodo prolungato rimaneva basso e non venivano fatti investimenti in esplorazione.

Per celebrare il ritorno del petrolio stretto ho preso una piccola posizione in un azienda di esplorazione molto rischiosa, Africa Oil, che viene scambiata sia a Stoccolma che a Toronto. Si tratta di uno stock che reagisce sempre molto forte sul prezzo del petrolio e con i dati API usciti oggi sia Brent che WTI hanno fatto dei piccoli salti di gioia. Attenti che non sono cassettista e quindi uscirò su un segnale tecnico.

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4 responses to “Dati BP ci da ancora 53 anni di petrolio”

  1. PP says :

    il che significa che siamo nella m***a fino al collo, visto che la curva di produzione è asimmetrica (specialmente per quel che riguarda i trasporti). Ne consegue che la sovrastruttura finanziaria (almeno per come la conosciamo oggi) ha vita breve….

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  2. Gianni says :

    Ecco, questa delle reserve che aumentano di anno in anno non l’ho mai capita, perchè contrasta con il grafico con l’andamento delle scoperte di nuovi giacimenti che è in decline da 30 o 40 anni. Quindi, come si conciliano i due grafici? Grazie!

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    • Anna Ryden says :

      Non hai bisogno di trovare un nuovo giacimento per aumentare le proved reserves. Si tratta di petrolio che sapevamo già esserci ma che non potevamo produrre perché o non c’era la tecnologia, o i prezzi erano troppo bassi per poter produrre da quel tipo di giacimento. Con i prezzi intorno a 60 dollari un bel po’ di quei 1700 mld di barili spariranno dalle proved reserves di quest’anno. Saranno li sotto ad aspettare pazientemente prezzi più alti.

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  3. ab says :

    Interessante

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