Previsioni prezzo del greggio a breve, medio e lungo termine.

Torno un attimo alla relazione inversa tra la forza del dollaro e il WTI/Brent come descritto 10 giorni fa. Il dollaro ha continuato a indebolirsi, si trova in questo momento su una linea di supporto importante. Ieri la Fed ha comunicato che neanche in aprile intendono aumentare i tassi, e non si sa esattamente quando lo faranno visto che hanno tolto ogni riferimento a date possibili nel utimo comunicato FOMC. La Fed sembra voler restringere le politiche easy ma alla fine non lo fanno mai. Dal grafico daily tecnicamente il dollaro potrebbe fermare un attimo la discesa o anche tornare su, ma dal grafico settimanale il trend negativo dovrebbe continuare ancora per qualche settimana. dollar indez 30 aprile Se continua verso il livello 92 anche il greggio continuerà la sua ripresa, visto la relazione speciale tra i due: dollar index e WTI 30 aprileQua dollaro in verde e WTI in nero. Ora io non penso proprio che il dollaro si indebolirà molto di più oltre i 92 e che quindi il petrolio, se arriva allora a 70 dollari ca potrebbe rimanere li fino a quando il dollaro non riprende a camminare, come dovrebbe. E allora il greggio riproverà il livello dei 60.

Chi è ritornata/o sui mercati petroliferi dovrebbe stare un po’ attenta/o e uscire in tempo. Adesso che ho fatto una previsione (meglio conosciuto come indovinare) a breve tempo (70$) per meta maggio (?) e forse anche a medio-breve (60$) dovrei cercare anche di prevedere il lungo periodo.

Per questo ho letto un divertente articolo su Forbes di Michael Lynch che praticamente dice quello che ho sempre detto, che tutti gli esperti che se ne escono con previsioni scavati nella roccia non fanno altro che indovinare. Anche l’autore ammette di avre avuto torto per gli ultimi 10 anni quando era “l’unico” (e non è vero) a prevedere prezzi a 50-60 dollari ma che tutto questo ormai è dimenticato visto che effettivamente aveva ragione.

Si nota anche che le persone tendono ad essere o bullish o bearish di natura, e che quindi prima o poi, tutti ci azzeccano.

Per quanto riguarda Lynch, il ragionamento era che per 140 anni il prezzo stava intorno ai 30 dollari, e anche se per l’ultimo decennio valevano i 90 questo doveva essere un eccezione. Insomma, lui soffre dello stesso hybris del quale accusa per esempio il peakoiler Pickens che voleva i prezzi intorni ai 200$ per motivi di scarsità della risorsa.

È vero che il prezzo del petrolio avrebbe potuto scendere di parecchio ogni tanto negli anni passati. Non è certo la prima volta che la domanda per tanti mesi di fila scende sotto l’offerta come si vede dai grafici IEA mensili. Ma in passato ogni volta che si verificava un surplus di offerta è successo qualcosa: il disastro Macondo, la primavera araba, l’abbandono dell’industria in Venezuela, l’uragano Katrina ecc.

Tutti eventi che hanno aiutato a tenere il pavimento al prezzo. Eventi straordinari, pare. Solo che se ogni anno arriva un evento straordinario con effetti enormi sul mercato, possiamo trarre la sola conclusione che un uragano come Katrina è eccezionale. Gli eventi eccezionali in sé in realtà non sono eccezionali. Visto che questi cigni neri appunto arrivano con la regolarità del 730.

Quindi per fare finalmente la previsione del lungo termine direi anch’io 60-70 dollari per i prossimi 3 anni, ma visto che senza dubbio arriverà un cigno nero direi invece 90$. Tanto prima o poi ho ragione.

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