Ancora Arabia Saudita: esportazione in aumento, ma negativo YoY

L’estrazione saudita di petrolio ha raggiunto un nuovo record in marzo, di 10300 kb/d,  o così pare. L’articolo di Reuters dice che i sauditi non spiegano perché hanno aumentato così tanto.

saudi oil prod

Livelli da record per la produzione saudita. Dati: JODI

Ma il picco dell’esportazione rimane quello di aprile 2003 con 8.2 mln di barili esportati al giorno (linea rossa). Un altro picco ma più basso lo troviamo in novembre 2005.

Export Land Model. Mai più senza.

Export Land Model. Mai più senza.

Nota: i dati per la produzione vanno fino a marzo avendoli indovinato usando per esempio l’articolo reuters, mentre per l’esportazione si finisce in gennaio ’15.

Comunque per applicarci un po’ di analisi tecnica, è come se quella linea di 8000 kb/d di esportazione fosse diventata la resistenza che non si riesce a superare. Altre tre volte tra il 2013 e inizio 2014 ci hanno provato senza riuscirci. Con i prezzi di allora era tutto da guadagnare se si superasse.

Il picco di esportazione più recente è di febbraio 2014. Da li fino a agosto ’14 sono diminuite del 14%. Il prezzo del greggio era sempre molto alto e forse non c’era bisogno di esportare più di così.

In agosto il prezzo era ancora sui 100 dollari, ma un trend al ribasso era visibile. Visto che poi non si assestava i sauditi hanno deciso di proteggere il market share e hanno ripreso a esportare. Esportare senza aumentare la produzione però, perché fino a gennaio ’15 in realtà non vediamo un’aumento. Devono aver messo centinaia di migliai di barili in stoccaggio nei mesi precedenti per riuscirci. Che forse stanno finendo visto l’enorme aumento di produzione ora in marzo per accontentare la “forte domanda globale”.

Year-on-Year le esportazioni continuano a essere negativi:

sa oil prod and exports and YoY change

Per superare i 7,8 mln di barili esportati al giorno in febbraio 2014, devono aggiungere 300mila barili da gennaio ’15 a febbraio ’15. Anche se calcolo con un improbabile 77% di esportazioni sulla produzione di febbraio di 9.65 mln non ci arrivano perché fanno ca 7.45 mln , mentre in marzo dovrebbe essere facile arrivare a 7,9 mln di esportazione (77% su 10,3 mln di produzione). Sempre che poi i numeri 9.7 per febbraio e 10.3 per marzo vengono confermate.

Comunque si, una qualche responsabilità nel crollo del prezzo ce l’hanno, avendo aumentato l’export da agosto a gennaio di 810mila barili al giorno, mentre il prezzo crollava di 53%. Se adesso davvero hanno aggiunto altre 600mila barili allora bisogna capire se i tagli nello shale sono abbastanza per sostenere i prezzi, che stanno tentando di risalire.

A meno che non sono necessari per sostenere la mobilitazione militare saudita e quindi andranno comunque al consumo nazionale. Il trend era già molto chiaro:

Ne usano sempre di più loro.

Il Export Land Model dice che i paesi produttori tendono a consumare sempre più internamente, e quindi anche aumentando la produzione le esportazioni col tempo non possono aumentare.

Da 1.5 mln al giorno a 2.5 mln al giorno in 13 anni. Un’aumento del consumo interno di 67%. Quindi Export Land Model attivo, come al solito.

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2 responses to “Ancora Arabia Saudita: esportazione in aumento, ma negativo YoY”

  1. PP says :

    Ok…ora un esercizio utile (da intelligence direi) sarebbe quello di prendere le esportazioni saudite anno per anno e calcolare gli introiti in dollari attualizzati per capire quanto è entrato nelle casse dello Stato anno per anno. Se si conoscesse il prezzo medio di produzione anno per anno, si avrebbe anche il guadagno stimato dei sauditi anno per anno (in dollari attualizzati). Dopodichè, avendo i dati sufficienti, si potrebbe fare anche una proiezione rispetto ai seguenti parametri:

    livello di consumi interni previsto (estrapolabile da ELM)
    livello di costo di produzione per barile previsto (estrapolabile da costi storici e confronto con altre situazioni simili)
    attuali spese di bilancio statale e trend di spesa (desunto da dati storici e dati demografici di evoluzione della popolazione)

    Sapendo i costi di produzione ed i ricavi attesi per bilanciare il budget statale, per ogni possibile livello di prezzo (in dollari attualizati) sarebbe possibile calcolare la quantità minima da esportare da parte dei sauditi anno per anno per pareggiare il budget in qull’anno: se c’è un eccesso, per qull’anno, va ad arricchire il fondo sovrano di investimento, se c’è un deficit va a drenare dal fondo sovrano di investimento. In questa maniera si potrebbe anche definire un’area critica in cui i valori dei vari parametri (geologici, economici, politici e sociali) non sono più in grado di mantere il sistema in equilibrio.

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  2. PP says :

    Sembra che il ritmo di disinvestimento delle riserve in petroldollari sia già abbastanza sostenuto:

    http://www.bloomberg.com/news/articles/2015-04-13/oil-rich-nations-burn-through-petrodollar-assets-at-record-pace

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