Produzione saudita e il WTI

Ho creato un grafico sul cambiamento produzione saudita in kb/d YoY, e l’ho sovrapposto al WTI sempre YoY ma in %. I prezzi sono EIA, mentre i dati sulla produzione sono Jodi perché vanno fino a gennaio 15, i dati per febbraio e marzo sono IEA.

È evidente come il WTI quasi sempre anticipa un cambio nella quantità di greggio estratto dai sauditi.

SA prod change + WTI price change JODI

È il WTI a decidere la produzione saudita?

Ho analizzato anche i dati EIA anche se non metto il grafico, per includere anche il 2000/2001: Dopo lo scoppio della bolla IT nel 2000/2001 il WTI ha fatto un brutto tuffo, portandosi dietro anche il greggio saudita. Quando la discesa del prezzo ha cominciato a rallentare dal novembre 2001 anche la diminuzione della produzione ha cominciato a rallentare.

In febbraio 2003 è iniziato un trend al rallentamento del WTI YoY. Ma solo in febbraio 2004 reagiscono i sauditi e tagliano la produzione per tre mesi di fila, quando il prezzo aveva già ripreso a rinforzarsi.

Solo in giugno 2004, quando il WTI YoY era già positivo dal febbraio precedente hanno cominciato ad aumentare la produzione YoY. Sembra che a un certo punto si rendono conto di un trend negativo del prezzo e dal maggio 2005 a dicembre 2005 la produzione YoY rimane invariata.

Pochi mesi dopo, in maggio 2006, la produzione viene tagliata. Il WTI è ancora in crescita solida, ma effettivamente pochi mesi dopo, settembre 2006, il WTI scende in negativo. Il taglio non è riuscito a tenere il WTI positivo ma ha probabilmente contenuto l’effetto negativo, perché in settembre 2007 comincia il rally del prezzo. E i sauditi saltano sul treno e per parecchi mesi vediamo la produzione YoY in aumento.

Con il crollo del prezzo nel ottobre 2008 c’è un taglio immediato alla produzione.

E fino a dicembre 2009 la produzione YoY non torna in territorio positivo. Il prezzo ha però toccato il fondo molti mesi prima come sappiamo, quindi la strategia ha funzionato.

E poi finalmente ci troviamo in gennaio 2010. Sono già due-tre mesi che il prezzo YoY è in aumento, e infatti i sauditi in gennaio non diminuiscono più. Questa volta l’aumento è molto più cauto. Il cambio nel WTI rispecchia quello di 2 anni prima ma spot è comunque molto più basso, mentre la produzione in realtà è già al livello di 2 anni prima.

Il WTI aumenta fino a marzo 2012, ma i sauditi non tagliano quando il prezzo fa zona negativa, e anzi comtinua l’aumento produzione YoY fino a ottobre 2012. Solo quando il WTI dopo una breve visita in positivo torna sotto lo 0 tagliano, e continuano per 7 mesi fino a giugno 2013.

A quel punto il WTI è già da qualche mese di nuovo positivo e in Arabia Saudita si aumenta la produzione. Il trend è insicuro e gli aumenti non hanno la solita entità, forse perché la produzione è già a livelli alti e ci vuole poco per riportarla su.

Poi arriva luglio 2014. Il WTI perde 2 dollari da un mese all’altro e come YoY perde 1%. Poca roba. Ma i sauditi aggiustano subito lo stesso mese la produzione YoY a -29.000 barili. Il mese dopo sono già -600mila barili rispetto all’anno precedente.

In numeri assoluti da luglio a marzo 2015 la produzione è più o meno flat con qualche mese meno e qualche mese più. Ma YoY per febbraio era -200mila.

Il prezzo nel frattempo perde più del 50% (YoY febbraio), e se il numero preliminare per marzo di 48 dollari è corretto arriva a toccare il -52% YoY.

Non ci sono precedenti per una inversione della produzione YoY con il WTI YoY ancora negativo.

A differenza da quanto successo le volte precedenti, sembra che abbiano cominciato ad aumentare senza aspettare il WTI in territorio positivo. Hanno comunicato una produzione record in marzo su una domanda globale inaspettatamente forte. Anche i tagli degli ultimi mesi erano più contenuti del soltio durante un crollo così pronunciato del prezzo.

Se devo interpretare il passato dovrei dire che non sono mai stati loro a decidere il prezzo, ma sempre il prezzo a decidere la loro produzione. Se questa volta si è invertita può significare che o hanno ragione tutti i complottisti che volevano una lotta saudi-shale, o che i sauditi aumentano perché sanno che il prezzo aumenterà a breve.

I vari fattori che facevano pressione sul prezzo dovrebbero essere eliminati per ora. La produzione libica è azzerata, lo shale non può continuare al livello di prima visto il crollo dei rig di produzione, la domanda è tornata (?). Iran ci metterà parecchio ad aumentare di nuovo la produzione e i russi si sono messi a esplorare giacimenti shale in crisi totale con la produzione convenzionale.

Rimane il fatto che almeno fino a febbraio barano un pochino per quanto riguarda la produzione. Sono stati colti di sorpresa come tutto il resto del mondo. La produzione YoY ha reagito esattamente come nei 12 anni precedenti (in realtà 15 anni se guardo i dati EIA) andando in zona negativa con il WTI YoY negativo. È solo l’ultimissimo datapoint, che tra l’altro verrà confermato solo fra 3 mesi, a essere anomalo.

Tag:, ,

4 responses to “Produzione saudita e il WTI”

  1. PP says :

    “Se devo interpretare il passato dovrei dire che non sono mai stati loro a decidere il prezzo, ma sempre il prezzo a decidere la loro produzione. Se questa volta si è invertita può significare che o hanno ragione tutti i complottisti che volevano una lotta saudi-shale, o che i sauditi aumentano perché sanno che il prezzo aumenterà a breve.”

    Ci sarebbe un’altra possibilità: il loro bilancio è statale è sotto pressione ed hanno bisogno di soldi subito (sono impegnati in guerra con lo Yemen; debbono tenere sotto controllo la minoranza interna sciita; il califfato, da loro finanziato, potrebbe metterli nel mirino; la situazione geologica dei giacimenti giganti si va facendo critica e, per mantenere la produzione, hanno bisogno di investimenti ingenti in tecniche avanzate e costose di perforazione; hanno una popolazione relativamente giovane ed in aumento, sussidiata dallo stato, con consumi interni in crescita e pericolo di rivolte; l’alleato tradizione USA ha in questo momento interessi divergenti – lotta all’ISIS, shale gas, accordo con Iran)

    Liked by 1 persona

    • Anna Ryden says :

      Si certo ci sono tantissimi fattori…tantissimo datamining da fare (sighhhh) a partire dalla domanda globale, l’effetto in numeri sullo shale, sempre con un’occhio attento sulla situazione in ISIS, e poi come dici tu, quanto stanno veramente esportando?

      Mi piace

  2. PP says :

    Questo grafico dovrebbe dire qualcosa

    Mi piace

Trackbacks / Pingbacks

  1. Esportazione petrolio saudita sempre meno | OSSERVAMONDO - 11 agosto 2015

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: