Come sarà il futuro senza antibiotici (hint: piuttosto complicato)

E. coli è solo al decimo posto per pericolosità

E. coli è solo al decimo posto per pericolosità

In novembre 2013 Wired ha portato un articolo sulla crescente resistenza agli antiobiotici, prontamente copiato da Wired Italia che non linko perché sono stufa che Wired Italia non è mai capace di scrivere niente di originale, soprattutto senza citare la fonte.

Ci sono tornata ora perché Forbes ha pubblicato una notizia molto interessante pubblicato sul “journal of the American Society for Microbiology”, sul vecchio amico Roundup: questo composto chimico, classificato come antibiotico, rende resistenti sia Escherichia coli che Salmonella. È in buona compagnia di altri due erbicidi Monsanto chiamato Kamba e 2,4-D.

L’articolo Wired invece parla del mondo post-antibiotici nel quale stiamo scivolando per colpa propria. Diciamo che l’impegno di Obama di dare miliardi nuovi alla ricerca contro i superbugs, e l’impegno dell’UE di fermare l’uso improprio degli antibiotici non cambierà molto se non cambia il comportamento del consumatore. Il progress report dell’UE sul tema contiene liste spaventose di decine di antibiotici dati per esempio a mucche, maiali e polli destinati al consumo umano. Ovviamente anche mangiando pesce di allevamento fai il pieno di antibiotici.

I numeri probabilmente sottostimati sono 25,000 morti nell’UE (2009) e 23,000 morti negli Stati Uniti (2011) ogni anno per resistenza agli antibiotici. Dico sottostimati, perché se fossero così “pochi” non uscirebbe un articolo nuovo la settimana sull’argomento.

L’abuso di antibiotici nell’agricoltura per aumentare la sopravvivenza degli animali sta rovinando la nostra possibilità di curarci con gli antibiotici. Dando antibiotici all’animale lo fanno crescere molto più in fretta perché non deve sprecare energia sul sistema immunitario.

La risposta dei vari ASL europei è di rifiutare gli antibiotici a noi umani, soprattutto i bambini, quando siamo malati. “Ma no signora, deve avere febbre almeno 3 giorni prima dell’antibiotico”. Per molti anni addirittura nei media la colpa della crescente resistenza veniva comodamente attribuita alle mamme apprensive, che piuttosto che vedere soffrire il figlio con febbre e mal di gola per una settimana chiede l’antibiotico al pediatra.

Questo mentre miliardi di tonnellate di antibiotici vengono dispersi dall’agricoltura nella natura dove contribuiscono a creare ceppi resistenti dei batteri naturalmente esistenti in natura.

Ormai dal 2011 è vietato in Europa dare antibiotici preventivamente agli animali ma uno studio di Altroconsumo del 2013 (articolo nel corriere) ha trovato Escherichia coli resistenti nel’84% dei campioni di petto di pollo comprato a Milano e Roma. Gli effetti dell’abuso di antibiotici restano evidentemente a lungo negli allevamenti. Escludendo che ci sia un diffuso uso profilattico di antibiotici, visto il divieto europeo.

L’unica via avanti è un divieto totale dell’uso di antibiotici usati anche per gli umani nell’agricoltura, e dei controlli severissimi per accertare che non vengano mai usati preventivamente.

La carne diventerebbe molto più cara, ma in compenso gli animali avrebbero condizioni di vita molto migliori visto che le immense industrie non sarebbero più sostenibili. Gli antibiotici che si usano nell’agricoltura sono gli stessi che si usano per curare gli umani, e nella chirurgia ormai sono rimasti quasi senza antibiotici sicuri.

Per tornare all’articolo di Wired, in poche parole si parla di tutto quello che andrà perso con la resistenza agli antibiotici.

Prima degli antibiotici ben 9 su 10 infezioni della pelle ti uccideva. Oggi in occidente abbiamo lavori meno sporchi e anche un igiene migliore in generale, quindi sarebbe comunque meno grave oggi. A dire la verità in Italia purtroppo si continua a ignorare l’igiene anche tra chi lavora nella sanità. L’Italia è praticamente l’unico paese europeo dove non migliora la statistica sulle infezioni contratte negli ospedali. Basta lavarsi le mani…

Poi, tre persone su dieci che si beccavano la polmonite, ciao. Cinque donne su 1000 che partorivano.

Questo è solo la punta dell’iceberg, in quanto anche le cure contro il cancro non avrebbero più senso. Non ci sarebbero trapianti di organi. Entrambe queste procedure mediche sono totalmente dipendenti dagli antiobiotici, visto che bisogna sopprimere le difese per far funzionare le cure. Difese che vengono sostituite con antibiotici.

Poi scomparirebbero tutte le cure dipendenti da “porte” aperte nel nostro corpo, come la dialisi. Tutte le operazioni con torace aperto al cuore, polmoni, all’addome. E ovviamente tutte le operazioni in parti del corpo già pieni di batteri propri come stomaco, intestino, genitali. Continuiamo la lista con impianti di anche, ginocchia, e valvole nel cuore.

Se devo contare le persone che conosco, amici e parenti, che hanno avuto una infezione alla pelle curata con antibotici non saprei neanche rispondere. È talmente banale che non lo si racconta neanche. Diciamo che posso togliere il 10% di tutti quelli che conosco (e si capisce il perché dei 10 bambini per famiglia). Poi tolgo il 30% delle polmoniti, e poi tolgo tutti quei casi di cui sopra. Mancano in tanti.

Io non sarei mai nata per colpa di un appendicite di mia madre, ma nel caso fossi sopravvissuta alla mia infanzia sarei stata piuttosto sorda. La polmonite 10 anni fa non mi avrebbe toccata perché sarei morta di parto due anni prima.

Quindi se vogliamo fare sul serio e preservare questa meraviglia degli antibiotici suggerirei che tutti la smettono immediatamente di comprare cibo non biologico. La domanda di cibo da agricoltura biologica sta già crescendo esponenzialmente, e il punto simply davante alle medie di mia figlia ogni settimana aggiunge un prodotto nuovo. È semplicemente una scelta di vita e di salute.

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6 responses to “Come sarà il futuro senza antibiotici (hint: piuttosto complicato)”

  1. Walter says :

    Suggerirei anche di diminuire il consumo di carne settimanale portandolo a 2-3 volte settimana (piramide alimentare). Molta gente mangia carne dalle 10 alle 14 volte alla settimana, cioè pranzo e cena.

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    • Anonimo says :

      Un diminuito consumo di carne sarà conseguenza diretta di scelte alimentari rispettosi dell’ambiente. Non serve a niente mangiare petto di pollo 1 volta la settimana invece di carne di maiale 5 volte se poi arriva dall’Esselunga.

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  2. Paolo B. says :

    E abolire la zootecnia no? La carne è un alimento la cui produzione non è ecologicamente sostenibile, visto che inquina e consuma grandi quantità di cereali adatti all’alimentazione umana. Mangiare carne è una pratica volutturia e deleteria per l’ambiente e per la salute umana. Vallo a far capire alle persone.

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    • cro says :

      Noi ABBIAMO bisogno della carne.
      Qualsiasi cosa tu pensi sulle proteine animali sappi che ci servono punto.
      Non si possono sostituire, tutte le puttanate vegane, vegetariane etc sono di fatto puttanate. Una cosa è certa se ne consuma troppa! Questo si. Ma toglierla mai. La ns struttura muscolare necessita di quel tipo di proteina, se la natura avesse deciso il contrario ci avrebbe fatto vegetariani. E solo per tua informazione di tutto quello erbaceo che mangiamo non siamo in grado di digerirlo ci mancano gli enzimi. Capito!!!! La natura non ci vuole vegetariani. E finitela con queste immense puttanate. La carne va ridotta di molto ma non va assolutamente eliminata.

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      • Walter says :

        Hai provato a vivere senza carne prima si scrivere quello che hai scritto? O sentenzi senza cognizione di causa, come fa la maggior parte delle persone? Tutti scrivono di cose per le quali hanno solo ripreso notizie a destra e sinistra e danno sentenze, ma sono pochi quelli che praticano.
        Nel mio post precedente avevo infatti detto di ridurre non eliminare, ma proprio per evitare degli interventi come il tuo.

        buona giornata.

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        • cro says :

          Difatti io ho risposto al post appena sopra tal Paolo B.
          Che dice di eliminare la zootecnia e di conseguenza la carne.
          La cosa che nessuno capisce e che il ns corpo ha bisogno di un tanto di quella sostanza un tot di un’altra etc etc e purtroppo di tutte le sostanze di cui necessita ci sono anche quelle di derivazione animale.
          Non é che se in un muro di cemento si forma un buco tu lo riempi di paglia e sei a posto, per fare un buon lavoro cemento devi usare. Sempre dopo aver capito perché si é formato il buco

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