Rapporto tra debito per adulto e la ricchezza media

L’econometria è una bestia divertente.

Visto gli ultimi sviluppi Grecia con l’IMF che ritira il suo staff da Atene per festeggiare pasqua in pace con i parenti invece di passare interminabili ore a negoziare a vuoto, e conseguente viaggio di Tsipras in Russia per incontrare Putin, al quale non ha ancora chiesto soldi pare, ma sicuramente ricordati i comuni radici culturali e religiosi, ho trovato necessario spostare la Grecia al di là della “cortina di ferro” nel grafico creato sulle ricchezze mediane:

Spostando la Grecia migliora un po' tutto

Spostando la Grecia migliora un po’ tutto

I miei lettori abbraccia-Putin sono indubbiamente felici di abbracciare anche la Grecia.

L’effetto sulle linee trend era chiaro: Entrambe le linee sarebbero diventate più ripide, diciamo aumentando in entrambi i casi la correlazione tra la ricchezza della persona media e la distribuzione della ricchezza. Perché nel caso Europa ovest la Grecia è un fattore negativo e abbassa la linea all’inizio. Togliendo il paese la linea si alza un po’ e diventa più ripida. Nel caso ex-orbita la Grecia presenta invece un caso positivo e così la linea viene alzata all’inizio.

Detto questo, ho continuato a guardare i numeri, usando anche i dati sui debiti delle famiglie. Ho creato un grafico con sempre le due serie separate, cioè Europa ovest e ex-orbita+Grecia, con lo stesso ordine di sopra: i paesi con ricchezza meglio distribuita si trovano sulla sinistra. Più si va a destra e meno è possibile creare ricchezza con il proprio lavoro.

debt to median wealth ratio credit suisseQua le due linee trend vanno perfettamente d’accordo. Peggiore è la distribuzione ricchezza e più si indebita. Sia davanti che dietro eventuali cortine.

Per quanto riguarda i paesi Scandinavi il motivo è chiaro. La scelta dei governi a tenere debiti sovrani bassi incorraggiando il debito del privato, reso possibile soprattutto dalla fortissima cultura di omologazione al prossimo. Non per niente al nord si è cosiddetti “early adopters” di qualsiasi tecnologia, come se fossimo giapponesi o coreani. Nel momento che il compagno di banco ha il nuovo iCoso viene fatta richiesta (accolta immediatamente) ai genitori di fare l’upgrade. Questo comportamente prosegue fino all’esaurimento di iCosi e credito bancario. A un certo punto anche nei monolocali nelle periferie poco agiate si facevano installare piani cottura adatti a chef stellati.

Certo, se avessi usato la ricchezza media invece di quella mediana, i trend ci sarebbero stati ma molto meno pronunciati. Ma ritengo che nel caso del debito è ancora più importante usare la mediana invece della media. Non sono quei 1% che tengono il 50% della ricchezza a essere indebitati, ma proprio la persona in mezzo.

Per quanto riguarda le dinamiche in Kazakhstan, Russia e Ukraina non li conosco. Il debito di 700 dollari dell’ucraino mediano non è niente contro i 117,000 dollari del danese, ma è pur sempre il 2.2 volte la sua misera ricchezza. Può darsi che si tratta di politiche espansive per riuscire a dare una spinta a questi paesi, oppure politiche per tenere la popolazione tranquilla. Sono anche paesi con notevoli risorse energetiche e quindi una banca stile occidentale potrebbe pensare che prima o poi qua si crescee si ripaga.

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2 responses to “Rapporto tra debito per adulto e la ricchezza media”

  1. golem says :

    Te la canti e te la suoni da sola.
    Mancano tutta una serie di considerazioni storiche in quello che riporti. I paesi ex-comunisti hanno debito pubblico e privato bassissimo proprio per eredità storica. Solo i giovani/giovanissimi in est europa contraggono mutui, gli over 40 hanno avuto case e proprietà rilocate dallo stato , cioè zero debiti e rivalutazione degli immobili ( ricchezza) negli ultimi 20 anni. In Grecia non esiste il catasto quindi lascio ai lettori le conclusioni..

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  2. S. Molfese says :

    La moneta è indice della ricchezza naturale? Per semplificare abbiamo usato la carta moneta e adesso quella elettronica ma ci stiamo allontanando sempre più dalla realtà che ci circonda.
    Anche in Russia vogliono consumare di più essendo passata l’idea che consumo = benessere.
    S. Molfese

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