Riflessioni sul crash Germanwings

Estate in Svezia

Estate in Svezia tanti anni fa

Aggiornamento: È stato un atto deliberato dal co-pilota tedesco 28-enne, che appena uscito il pilota per andare in bagno, ha cominciato una lenta discesa per non fare sospettare niente ai passeggeri, e rifiutandosi di aprire la porta. I passeggeri hanno capito cosa succedeva solo pochi istanti prima dell’impatto.

Noi che per la prima volta quest’anno abbiamo deciso che la discendenza è abbastanza grande da volare da soli dai nonni quest’estate siamo (totalmente inorriditi di fronte al crash Germanwings – ma questo è ovvio) piuttosto stressati dalla notizia del crash Germanwings di fronte alla nostra scelta di lasciarli volare da soli.

Da questa mattina sappiamo che le 150 vittime nell’incidente con l’Airbus di Germanwings sono da considerare uno dei danni collaterali dell’attacco terroristico del 11 settembre 2001.

Infatti il Corriere scrive, citando correttamente il NYT invece di scopiazzare senza fonti stile Rampini, che uno dei due piloti a un certo punto è uscito dal cockpit per qualche minuto. Quando ha poi tentato di rientrare non ci è riuscito.  Perché dal 9/11 non si riesce a aprire la porta da fuori ma solo da dentro. E l’altro pilota non è stato in grado di aprire. Ancora non sappiamo perché, ma ci possono essere malumori molto veloci al cervello come per esempio un aneurisma, o un infarto fulminante, che impediscono la comunicazione. Tutte le vittime di incidenti di questo tipo sono da considerare danni collaterali del 9/11, perché sono una diretta coseguenza delle regole creato dall’aumento del terrorismo suicida.

Secondo Der Spiegel la fonte originaria del’articolo NYT è un alto militare, cosa particolare visto che le due enti investigatrici francesi e tedeschi sono civili e non militari.

Non sanno ancora se il pilota uscito dal cockpit fosse il pilota o il co-pilota. Il co-pilota aveva 600+ ore di esperienza, mentre il pilota 6000+. Gente navigata.

Ci sono modi per entrare in cockpit lo stesso, pare. Un pannello accanto alla porta dove basta inserire un codice che in 30 secondi apre la porta, se da dentro non viene attivato l’override rispetto al pannello.

Strano è anche che l’aereo che avrebbe dovuto essere in autopilota, ha cominciato a perdere altezza con quella velocità.

Altre fonti dicono che ormai una hostess deve essere presente nel cockpit se uno dei piloti deve andare in bagno. Perché questo protoccollo di sicurezza non è stato rispettato non si sa. Fattore umano?

Senza dubbio in questo momento c’è chi sta indagando su ogni singolo momento di vita dei due piloti per trovare segni di stress emotivo che possono aver portato a un suicidio. Se poi noi lo verremmo a sapere a questo punto è molto poco probabile, visto che ultimamente non veniamo mai a sapere esattamente cosa succede agli aerei che cadono dal cielo.

In ogni caso non mi aiuta molto. Non verranno fatte indagini sugli altri migliaia di piloti prima che succedano gli incidenti, le regole della porta chiusa mi sembra ormai più un pericolo che una misura di sicurezza. Tanto un terrorista ci arriva lo stesso nel cockpit se vuole. Mi sa che mi tocca comprare quel biglietto aereo andata/ritorno in una giornata.

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One response to “Riflessioni sul crash Germanwings”

  1. stefano says :

    Hanno ridondato tutto, tranne il pilota che può rimanere solo in cabina di pilotaggio.

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