Come sopravvivere 72 ore durante un emergenza

keep calm and bug outUn mesetto fa ho bloggato del fatto che andando in treno ci vuole un EDC, un every day carry, semplicemente una borsa che contiene qualcosa che ti permette di tornare a casa anche a piedi in una situazione di emergenza. Può essere faticoso camminare coi tacchi da Padova a Milano, ma se davvero ci fosse la necessità allora la questione tacchi diventa più che secondaria, e starai sperando che la tua famiglia nel frattempo abbia preso i loro Bug out bag (BOB) per andare nella bug out location.

Quindi, l’EDC per una viaggio in treno in Italia è semplicemente una borsa rinforzata delle cose che ti servono quando il treno deraglia per maltempo e tu te la sei cavata, il treno rimane fermo per tre ore di solito per colpa di un attacco dal neoliberalismo (infrastrutture bisognose di manutenzione, staff chiave stanco per orari assurdi, negligenza delle misure di sicurezza) in un tunnel qua, qua, qua, qua, qua, e perché no, metrò bloccata per ore e tu per qualsiasi motivo non sei tra quelli che possono camminare in galleria con facilità. Insomma, è una roba di buon senso portarsi qualcosa da leggere, un termos, panini al cioccolato, cash, la mooncup, salviettine, caricatore e quant’altro possa servirti.

E invece temo che pochissima gente in quei treni abbia passato quelle ore decentemente anche se in piena sicurezza. Pensando spesse alle pioggie con frane quest’autunno ho perlustrato il sito della protezione civile per capire in quale modo cercano di educare la gente a essere preparati e ho trovato che non lo fanno affatto.

Ti spiegano molto bene che ti devi allontanare in fretta se ti casca adosso una frana, cosa che sicuramente il 99,9% di noi farebbe in automatico. Il dopo-frana si ferma alle ca 10 minuti subito dopo l’accaduto, insomma il cosa fare fino a quando arrivano i soccorritori. In quella situazione le informazioni sul sito sono totalmente inutili, o perché sei già una persona allenata alla protezione civile e allora le info non servono, o perché non sei allenata e sei molto probabilmente in panico oppure di abbastanza buon senso per farti da parte.

Invece il problema della gente durante le frane per emergenze meteo-idriche durante l’autunno scorso è che sono rimasti per ca tre giorni senza acqua e luce in casa.

Allora fai questa sperimentazione mentale. NIente acqua per tre giorni. Cosa fai? La macchina è galleggiata via con il fiume di acqua sporca e detriti che ha attraversato il fiume e tutti i negozi e le due pizzerie sono chiuse. Arrivano i soccorsi con acqua in bottiglie da bere? Forse si, forse no, e comunque è pesante e difficile in quella situazione di emergenza cercare di portare acqua a casa in una quantità sufficiente.

Tre giorni sono 72 ore durante le quali devi cercare di mangiare e bere e gestire l’igiene senza che qualcuno ti aiuti. Questo almeno è il requisito del governo svedese, molto lontano dalla realtà dove le persone magari hanno pochissime conserve a casa, figuriamoci acqua per un’intera famiglia che basti per tutte le esigenze. La protezione civile svedese ha un sito, anche quello non ottimale allo scopo, ma almeno cerca di spiegare non solo che bisogna prepararsi, ma anche come. Detto questo, l’organizzazione militare e para-militare in Italia funziona tutt’ora e la gente non è abbandonata a se.

Ma quasi a non voler mandare nessuno in panico non ti dicono mai veramente di prepararti che sarebbe comunque molto utile. Ho trovato un divertente opuscolo della protezione civile veneto che cerca di spiegare ai bimbi cosa fare se si trovano da soli in casa quando il Piave straripa, e i genitori sono usciti per avere un po’ di quality time, a pagina 28 c’é una specie di racconto-gioco da seguire. Secondo questi, e seguendo sempre l’alternativa migliore ma direi anche meno probabile, il bimbo a casa da solo che sta sicuramente guardando la tele dovrebbe:

  1. quando comincia a piovere forte essere in grado di capire che bisogna ascoltare il telegiornale e non i cartoni per prepararsi a un’eventuale inondazione
  2. tappare la fessura sotto la porta
  3. mettere le pile alla radiolina, che i suoi genitori ovviamente posseggono per le emergenze, trovare il canale giusto e seguire le istruzioni della ProtCiv
  4. Staccare quindi luce e gas. Domanda spontanea: Quanti bimbi e adolescenti italiani sanno staccare luce e gas nelle loro case?
  5. Preparare un EDC con conserve, maglione e torcia e andare sulla collina dietro la villeggiatura. Ovviamente la casa è piena di conserve, per non parlare di torce con pile funzionanti. In caso di bisogno il bimbo sveglio può sempre togliere le pile dalla radiolina e metterle nella torcia. (questo bimbo ha dei genitori veramente preparati avendo radiolina e torcia con le stesse batterie)
  6. Sulla collina sotto la pioggia battente proporsi educatamente alla protezione civile come aiutante.

Uno scenario molto improbabile perché le persone non-adulte che abbiano la freddezza di testa per eseguire passo passo quanto sopra non esistono. Quello che farà veramente questo bimbo è attendere al piano di sopra finché non arrivino i genitori aiutati dai soccorritori per portarlo via.

Italia è molto densamente popolata e le situazioni che ci possono essere nel Nordeuropa, dove non ci sono negozi a centinaia di km quasi non esistono. Ma come esercizio mentale va bene.

Quindi già il giorno dopo la famiglia può tornare a casa perché l’acqua è andata via, ma luce e gas restano staccati. Le conserve dello zaino era tutto quello che c’era in casa e li hanno già mangiati. Domani domenica avrebbero fatto la spesa settimanale…

Per cavarsela tutte le 72 ore fino al ritorno della normalità servono:

Acqua da bere:

  • Un adulto deve bere 2-3 litri al giorno, se fa molto caldo anche 2 litri all’ora quando si tratta di lavorare all’aria aperta
  • Una famiglia di 3 persone necessità di minimo 18 litri di acqua potabile, più probabilmente 27 litri.

Cibo:

  • Un adulto dovrebbe mangiare da 1800 a 2300 kcal al giorno, per non perdere peso.
  • In una situazione di crisi si dovrebbe preferire cibi energeticamente densi, con tanti grassi, quindi via libera a scorte di nutella e burro di arachidi.
    • In Svezia consigliano per un adulto per settimana
      • conserve di carne 1000 gr
      • conserve di verdura 2000 gr
      • riso o pasta, 500 gr
      • polvere per puré, 500 gr
      • legumi essiccati, 500 gr
      • cereali (farine) 500 gr
      • pane nero, 1000 gr
      • latte in polvere 500 gr
      • succhi di frutta, 3 litri

Inutil dire che per cucinare pasta, riso e patate servono altri litri di acqua, almeno 1 litro per ogni pasto. Per i legumi tanti altri litri e per fare il pane altri ancora…Poi servono dei fornelli da adoperare senza luce e gas e abbastanza carbonella o gasolio o bricket per farli funzionare.

Servono coperte, e sacchi a pelo per tenersi caldi, e servono prodotti igienici che funzionano senza acqua. E 4-5 torce, e scorte di pile, e quella radiolina, anche quella serve.

E voi, quanta roba ne avete a casa, e che cosa, e la potete sempre cucinare?

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4 responses to “Come sopravvivere 72 ore durante un emergenza”

  1. Medo says :

    Tempo fa, più catastrofista di oggi, mi occupavo di come salvarmi in caso di problemi gravi e rapidi dovuti a chissà quale dramma. Per principio, invece ora a casa non ho nessuna scorta, di nulla. In caso di tragedia collettiva, mi piace pensare di essere il primo a schiattare (dopo vecchi e bambini) con un immenso sorriso sulle labbra. Sceglierei un cantuccio caldo del palazzo per aspettare la morte.

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  2. NickVanDeerPeers says :

    Ciao Anna; sono tornato a leggerti; mi fai morire dalle risate in questo post; e mi fai sentire meno solo nei miei pensieri catastrofisti; in effetti nessuno è mai abbastanza preparato e se lo sei passi per fanatico catastrofista; ma io credo che mai come oggi bisognerebbe imparare a contare sulle proprie forze non stare sempre ad aspettare gli altri. Oggi tutti pensano di risolvere ogni problema con una connessione dati da smartphone; la torcia? incorporata! I genitori fuori? Whatsapp; la catastrofe imminente ancora Whatsapp; ma all’atto pratico nulla di più; cibo coperte sacchi a pelo radiolina cosa sono? Cibo? Macdonald non è aperto? Vivere o attrezzare un rifugio in montagna allena la mente come quando si era bambini e ci si costruiva la casa sull’albero; provare per credere.

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  3. fausto says :

    Mi sento un po cavernicolo. Ho passato la vita tra stufe a legna, pollai, preparazione di scorte. In campagna funziona così – ed è anche pieno di cose che non funzionano, ovviamente. A parte la necessità di beni materiali, la cosa che mi pare avere il maggior valore in caso di crisi è la buona compagnia.

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