Prezzo petrolio: arriva il prossimo crollo?

Un interessante articolo mi è arrivato sulla mail, con la tesi che vedremo un altro crollo nel prezzo del petrolio.

Il prossimo leg down insomma.

L’articolo comincia a dire che il prezzo sembra essersi stabilito intorno ai $ 60 (Brent) e $ 50 (WTI), è che l’ultimo mese ha visto una ridotta volatilità dei prezzi rispetto ai mesi precedenti.

Questa affirmazione non mi quadra molto visto che calcolando la deviazione standard rolling a 20 giorni sembra che da giugno ad ora ci sia un trend in crescita:

stddev wtiVolatilità in aumento quindi, altrocché calma piatta. Forse c’è stato un picco della vola intorno al 12 febbraio, allora potremmo dire che le ultime 2 settimane si sono un po’ calmate.

Il problema per il prezzo sarebbe invece il finora non-avvenuto freno della produzione. Dai dati JODI risulta che potrebbe essere addirittura aumentata (dati fino a dicembre 2014) :

world oil prod - dec 14Ho estrapolato la prorduzione dove c’erano dei buchi perché non tutti i paesi offrono intelligence sulla produzione regolarmente, ma questo non toglie nulla dal trend: ovvero, che non c’è un trend, se non addirittura un piccolo aumento della produzione mondiale fino a dicembre incluso.

Questa velocità di produzione ha solo aumentato il gap tra la domanda, che in ogni caso è più debole del solito, e l’offerta. Come sappiamo sia gli Stati Uniti che la Cina non hanno fatto altro che stoccare il più possibile negli ultimi mesi. Per quanto riguarda gli US, lo stoccaggio è a un record degli ultimi 80 anni.  Se lo hanno fatto loro, è probabile che qualunque governo avesse la testa a posto e stoccaggio libero, abbia fatto la stessa cosa.

Ma lo spazio libero negli stoccaggi  (navi incluse) a questo punto sarebbe quasi esaurito. Entro pochissimo la sovvraproduzione potrebbe colpire e affondare il mercato.

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4 responses to “Prezzo petrolio: arriva il prossimo crollo?”

  1. Anonimo says :

    Domanda: ma sono proprio stupidi i governi che accumulano petrolio prima di un nuovo crollo? O forse lo sono le deduzioni di questo articolo?

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    • Anna Ryden says :

      le deduzioni come anche specificato nel post vengono da un articolo che non posso linkare perché contenuto a pagamento.

      per gli US i dati ci sono, trasparenti e praticamente in tempo reale. ovviamente per il resto del mondo no, ma ci sono vari articoli bloomberg e reuters che parlano del fenomeno dello stoccaggio.

      per quanto riguarda i tuoi investimenti andati male, la colpa è solo tua.

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  2. Miguel says :

    Accumulano sapendo che il prezzo aumenterà

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  3. Pinnettu says :

    Accumulano perchè siamo inondati di greggio. La produzione inanella record su record e, nonostante la domanda sia sempre più alta, evidentemente non si riesce a smaltire tutto questo petrolio, ergo va accumulato in attesa che si trovi un nuovo equilibrio fra domanda e offerta.
    Direi che è anche normale che la produzione abbia bisogno di tempo per riallinearsi alla domanda.

    Semplicistico forse, ma talvolta le cose possono anche essere più semplici di quanto si creda.

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