Non ci saranno poi tutte queste bancarotte nel business shale

high yield bonds vs wtiLe migliaia di imprese operanti nel settore E&P americano, lato shale, sono estremamente indebitati e vicini alle bancarotte. Almeno secondo tutta la blogosfera me inclusa, FT, IlSole e quant’altro. Ma a volte guardando un grafico ci si può ricredere.

Per indebitati s’intende che hanno emesso obbligazioni con yield molto alti, visto il rating basso di quelle aziende.

Il rating basso è dovuto al fatto che la redditività dell’azienda petrolifera è soprattutto esposto ai prezzi energetici, ai costi di esplorazione e produzione. Poi c’è il rischio di essere tirati in causa per danni ambientali, ma si corre anche il rischio di essere colpiti da disastri naturali. Poi c’é il rischio cambio, gli interessi e gli aumenti dei costi dei servizi alla produzione, le condizioni generali della nazione dove si opera, il rischio tasse, il rischio regolamentazione e interventi. Un altro tipo di rischio è la percezione negativa dell’attività e eventi sfavorevoli nelle regioni dove si opera, tipo espropriazione, nazionalizzazoine, confisca degli asset o restrizioni sugli investimenti stranieri, il rimpatrio di capitali, golpi militari, disordine sociali e della forza lavorativa.

Ma nel caso dello shale americano è solo il prezzo del petrolio che è all’opera. Se il crollo è più funzione dell’offerta o della domanda, o forse da una chiusura veloce di posizioni corte, non si sa ancora bene.

Un modo per seguire il mercato high yield è guardare l’Ishares Iboxx high yield corporate bond, che compra appunto questi bond ad altissimo rischio. L’ETF invece principalmente in servizi ai consumatori, industriali e petrolio. I bond sono tutto sub-investment grade secondo il rating di Fitch, Moody’s o lo Standard & Poor. Spazzatura.

Quando il petrolio è crollato in luglio 2008 l’indice high yield ha seguito il petrolio perfettamente. In realtà aveva già cominciato a scendere qualche mese prima, probabilmente seguendo gi altri settori che risentivano del prezzo alto del petrolio.

Questa volta invece l’indice high yield non molla il suo tracciato lontano dal petrolio, qua il WTI in nero e la spazzatura in rosso:

high yield bonds vs wti

A guardare bene a metà dicembre, quando gli articoli “bancarotta” erano molto rumorosi l’indice ha fatto un piccolo tuffo, per poi riprendersi immediatamente. Avrebbe dovuto seguire il petrolio negli abissi.

Poi non so se avete notato ma c’é un silenzio assordante. L’OPEC che fino a un mese fa se ne usciva con un “non tagliamo la produzione” bisettimanale, non si esprime più.

Può darsi che il mercato high yield sia l’ennesima categoria da salvare dalla Federal Reserve, e che ormai tutti lo sanno. In fondo sono 6-7 anni che la Fed salva il salvabile invece di lasciare bruciare il bosco. L’OPEC quindi non ha speranza che il petrolio torni su naturalmente, senza che taglino loro.

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6 responses to “Non ci saranno poi tutte queste bancarotte nel business shale”

  1. Pinnettu says :

    Intanto anche questo mercoledì le scorte commerciali di greggio negli USA salgono di altri 8 milioni di barili, arrivando a ben 434 milioni.
    Non vorrei sbagliare ma credo si tratti di un record storico, o quantomeno di livelli che non si vedevano da una trentina di anni.

    Ancora un segnale dell’abbondanza di greggio. Ormai siamo oltre 1 milione di barili/giorno di eccesso di produzione rispetto alla domanda.
    Domanda che, meglio sottolinearlo, non ha mai smesso di crescere e nel 2014 ha fatto registrare un nuovo record assoluto.

    Galleggiamo nel petrolio!

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  2. Robo says :

    Chiedo scusa ma seguendo i siti post-picchisti si dice (più o meno, per quel che capisco) che già col precedente costo del tigh oil si produceva in perdita ed ora ovviamente un bel po’ di più. Ci vuole un po’ per vedere il risultato delle perdite (dicono) perché gli investimenti già fatti consentono operatività per un certo periodo di tempo. Non é un po’ presto per trarre conclusioni?

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    • Anna Ryden says :

      probabilmente il risultato delle perdite è che aziende con cassa si compreranno quelli con debiti, debiti inclusi ovviamente, per accedere alle loro licenze, in attesa del “futuro”. Così ci saranno meno aziende piccole senze che i creditori perderanno i soldi. Cioè un intensa attività di M&A per equilibrare il lato offerta.

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  3. matteo.20@libero.it says :

    Salve che procedura devo seguire per non ricevere piu’ le vostre mail?Grazie

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    • Anna Ryden says :

      Purtroppo io non lo posso fare, wordpress non funziona come diciamo Twitter o Facebook. Anni fa quando ho testato il servizio mi mandavano un link “unsubscribe” in fondo alla mail. Se non c’è più dovresti cercare su google come si fa. Sei anche il benvenuto a scrivermi a osservamondo@gmail.com per raccontare come si fa così lo aggiungo alle info.

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