Primo attacco russo aereo all’Ucraina

Secondo Wikipedia  sette SU-25 Frogfoot sono stati abbattuti da forze russe o separatiste, tutti nel periodo dal 2 luglio al 29 agosto 2014.

Di questi sette uno è riuscito a tornare alla base, con danni definiti “substantial”, quindi in teoria riparabile. Se hai pezzi e tecnologia e parecchio staff esperto. Degli altri sei, cinque si sono schiantati con danni definitivi e non riparabili.


Solo quello abbatutto sopra Horlivka il 16 luglio pare si sia schiantato con danni “substantial” dopo essere colpito da un missile proveniente da un MANPADS e non da per esempio un R-27 su un MiG.

Se quindi la neonata aeronautica militare della falsa repubblica popolare Luhansk oggi dispone di un Su-25 deve essere quello. 

È molto fortunato comunqe in soli 6 mesi riuscire a recuperare tutti i pezzi necessari per riparare un aereo schiantato e quasi irreparabile, visto che tutto gli altri aerei di quel tipo erano stati completamente distrutti. Secondo il link in russo sopra Luhansk non solo è dotato di personale tecnico avanzato che senza problemi trova tutti i pezzi e poi è capace di mettere insieme un aereo, ci sono anche una serie di piloti da aeronautica tra la popolazione.

Secondo il sito-spia analisidifesa (il link porta al mio post, invece qua il link al sito, se non volete essere schedati lo visitate con Tor) in realtà è arrivato un pilota georgiano ad aiutarli a pilotare l’aereo.

Ogni tanto i separatisti sono invece fortunatissimi e trovano aeromobili a pilotaggio remoto, ormai meglio conosciuti come “droni”, schiantati in campi di grano senza alcun danno e subito utilizzabili.

Chiaramente uno solo aereo SU-25 non basta per difendere i luhanskiani, ci vuole anche una difesa aerea, visto che difficilmente l’Ucraina potrà accettare di essere bombardato da questo SU-25 e gli altri aerei russi che nel frattempo indubbiamente stanno trovando in giro.

E infatti la NAF dispone anche di alcuni aerei da addestramento più elicotteri. Visto che questi non avevano necessità di essere riparati probabilmente erano stati parcheggiati e dimenticati in qualche vecchio fienile nelle vicinanze. Con manuali e staff addestrato.

Il Sukhoi sarebbe stato usato per la prima volta il 2 febbraio.

4 responses to “Primo attacco russo aereo all’Ucraina”

  1. daniele bergamini says :

    questa è la guerra, sono quasi 70 anni che non si vedeva in europa…
    ora dobbiamo decidere fin dove farla arrivare

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  2. Pinnettu says :

    …..ci vuole anche uno schermo caccia (non so come si chiama in italiano)……

    Difesa aerea. Cioè l'insieme di sistemi radar e intercettori (aerei e/o missilistici) che garantiscono la difesa dagli attacchi nemici. Nonchè velivoli da caccia che forniscono la scorta ai velivoli da bombardamento (nel caso specifico la scorta al Su-25 che è è un velivolo specificamente concepito per l'attacco al suolo.

    Nel caso specifico di questo singolo Su-25, l'aiuto russo potrebbe anche non essere stato necessario. Tale velivolo e da decenni che vola/volava in più o meno tutti i paesi ex PdV. Non è da escludere che fra i separatisti ci sia ex personale tecnico delle forze aeree regolari ucraine, in grado di risistemare danni di lieve entità.

    Un singolo velivolo rimane comunque un asset pressochè nullo da un punto di vista militare.
    Una quantità di velivoli maggiore, non lascerebbe spazio a dubbi su forniture da parte della Russia. Più probabile e più utile quindi che i russi forniscano sistemi contraerei a corto raggio, artiglierie, mortai e armi leggere in genere.

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  3. Anna Ryden says :

    Grazie, ho sistemato nel testo.
    Infatti la cosa impressionante è la capacità logistica russa: 7 mesi di guerra fuori dal proprio suolo nazionale, con tutte le forniture di alimentari, medicine con staff medico, amministrazione, munizione, igiene, tombe, carburanti, e uomini che sostituiscono quelli morti. Chiaramente l'Ucraina non può colpire la logistica ne ex-confine ne entro i vecchi confini senza creare un vero casus belli.

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  4. Anna Ryden says :

    Il triangolo di interesse russo è Ucraina, paesi baltici, Gotland, Barents. In Lettonia e Lituania ci sono già le prime dichiarazioni di stati indipendenti. Questione di tempo che arrivino i primi uomini armati inidentificabili, “cittadini preoccupati” e armi che non dovrebbero esserci. Belorussia ha fatto in tempo a creare una legge che dichiara i cosiddetti “green men” (quelli inidentificabili che poi si trasformano in soldati russi) come atto di guerra. leggere intervista con presidente della lituania: http://www.washingtonpost.com/opinions/lithuanias-president-russia-is-terrorizing-its-neighbors-and-using-terrorist-methods/2014/09/24/eb32b9fc-4410-11e4-b47c-f5889e061e5f_story.html

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