Su whataboutismo, utili idioti e psyops in genere

Dai commenti sul post sulla guerra in Ucraina si possono trarre alcune conclusioni su come trattare con i diversi livelli di tattica usata dalla Russia oggi per diffondere la loro propaganda.

Ovvero, bisogna sempre e comunque solo discutere dei fatti e non rispondere ai tentativi di parlare di altre cose che diminuiscono i fatti, e cioè l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia e l’annessione della Crimea, l’attacco a Mariupol da parte dei terroristi, crimini contro la convenzione di Ginevra etc.

Ci sono vari modi in cui si possono togliere o distogliere l’attenzione, il tutto enormemente semplificato dall’arrivo di Internet.

Il Whataboutismo per esempio è una nota tattica usata dall’Unione Sovietica quando aveva a che fare con l’ovest durante la guerra fredda. Ad ogni critica contro l’SSSR si risponde “what about…” tirando fuori un esempio di malcondotta del entità che sta criticando. Per esempio apartheid, contras, trattamento di unionisti, three mile island, indigeni americani.

Il whataboutismo rappresenta un tu quoque e cioè una fallacia logica in cui si scredita la posizione del avversario tirando l’attenzione all’incoerenza nel mantenere quella posizione.

Un esempio è il commentatore Paolo, che riferisce alle guerre in Korea, Indochina, Iraq e Afghanistan, quintuplicando i morti militari e civili, e in ogni caso decidendo che il secolo scorso inizia nel 1946 o giù di li, il che esclude comodamente le atrocità commesse da Stalin. Whataboutismo classico.

Se al whataboutista viene dato retta la discussione si sposta su argomenti totalmente diversi, e tutti alla fine rimangono con il dubbio che forse, alla fine, l’argomento principale era meno importante di quanto si pensava, e che alla fine le vittime del conflitto in discussione se la siano cercati in qualche modo.

Poi abbiamo la categoria utile idiota, che ripete quello che trova sui siti di psyop profesionale, senza rendersi conto di fare un lavoro gratuito e gradito.

Se uno oggi va a cercare questa frase in internet:

In an interview with CNN’s Fareed Zakaria, Barack Obama acknowledged that the United States had “brokered a deal to transition power in Ukraine.

il primissimo sito che salta fuori è RT, il canale propagandista russo per eccellenza. Seguono immediatamente una lunga lista di blog da teorie del complotto, e/o psyop russo.

Se qualcuno vuole ascoltarsi tutta l’intervista con Obama, lo si trova qua.

Chiaramente non c’è nessuna novità, ma non esiste nessun utile idiota che oggi  non esulta per il normalissimo lapsus dell’essere umano Obama, prendendolo come prova della mano segreta statunitense. Il “deal” a cui riferisce aveva addirittura il benestare della Russia, che avrebbe regalato 12 miliardi di dollari all’Ucraina post-elezioni anticipate per normalizzare il paese. Il deal era fatto male, è fallito, e Putin ha colto l’occasione.

Il termine “useful idiot” si vorrebbe attribuire a Lenin, ma il termine è rintracciabile in russo solo al 1941, in italiano al 1948 (un articolo ne l’Umanità), e come “useful innocents” da Mises come termine usato dai filo-sovietici per descrivere i liberali.

Il problema è che la nostra apertura e libertà di parola, che sarebbe la nostra maggiore forza, viene usato per deleggittimizzare l’intero sistema che ci permette di parlare es esprimerci così liberamente. I commentatori di tutti i blog che vedono quel tipo di commento dovrebbero ricordarsi che l’unico motivo per cui io posso scrivere, e loro leggere e commentare, è il fatto che non viviamo in un paese come la Russia o l’Arabia Saudita.

È difficile capire se un commentatore è un troll pagato o un papagallo. Leggo alcuni blog non-italiani dove commentatori hanno ovvi problemi di sintassi e grammatica nella lingua che scrivono, usano ripetere la stessa parola o frase ogni volta che scrivono, piegando lentamente l’opinione di chi non sta attento. Per esempio si può infilare la frase “Obama non è un vero leader” in praticamente qualsiasi contesto in cui si parla degli stati uniti.

Comunque, troll pagato, whataboutista, utile innocente, lo Psyop vero e proprio in realtà oggi si chiama MISO (military information support operation), e si tratta di guerra psicologica o operazioni psicologiche.  Esiste un manualec dell’esercito americano da scaricare. In tempi di pace lo psyop viene usato per informare e influire, e in tempi di conflitto per confondere, seminare conflitto e ridurre la voglia di combattere per il proprio paese.

Torniamo al sito rt.com, uno psyop grigio molto riuscito. La fonte dietro le quinte non è immediatamente identificabile come il governo russo, è un canale media in inglese/americano, per un pubblico occidentale.  È un modo per il regime russo di presentare gli obiettivi che servono alle politiche estere russe, e che non immediatamente risulta alienante al pubblico occidentale.

Nel articolo sul lapsus di Obama i metodi disinformativi sono molteplici, e probabilmente non ne colgo tutti: Già nella prima frase mentono, perché si tratta come già detto di un deal tra i maggiori paesi europei, USA e la Russia insieme. Nessuna improprietà diplomatica alcuna.

Poi nel secondo paragrafo ripetono una cosa che, se si sta attento, esce spesse dal campo russo: che l’Ucraina non è una nazione. In questo caso la frase è “how the Ukrainian people sold their country for a song”.  Una non-nazione, uno stato fallito. Che diritti può avere uno stato fallito?

Poi mentono ancora quando parlano di Yanukovich, che non ha certo scioccato nessuno nel ovest, ma seriamente frustrato e tradito gli ucraini.

Poi suggeriscono qualcosa di nefasto nel fatto che gli ucraini sono scesi in strada per le proteste: “as if on command”. C’è qualcuno dietro. Più specificamente USAID. Non certo un giovane musulmano con il suo account facebook.

Proseguono chiamando gli ucraini in piazza “rabble” – gentaglia.
etcetc.

————–
a un altro commentatore: antisemitismo non è mai tragicomico. Anzi, magliette e tazze “divertenti” da comprare nel aeroporto è sempre psyop effettuato da uno stato repressivo e totalitario e va contrastato, non scusato con whataboutismo.

12 responses to “Su whataboutismo, utili idioti e psyops in genere”

  1. luigiza says :

    Vabbè é stato un piacere incontrarla, un pò meno conoscerla.
    Buona fortuna anche a Lei, ne avrà presto bisogno se risiede in Europa.
    Naturalmente fin da ora possiamo dire con certezza che la colpa della tragedia é russa. Son partiti in Afganistan, poi passati in Irak, poi in Nord Africa, poi di nuovo nel vicino oriente in Siria per la precisione e pure in Yemen coi loro droni. E pare siano pure in Malì.
    Tutto e solo i russi.

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  2. GAbriele says :

    “Un esempio è il commentatore Paolo, che riferisce alle guerre in Korea, Indochina, Iraq e Afghanistan, quintuplicando i morti militari e civili, e in ogni caso decidendo che il secolo scorso inizia nel 1946 o giù di li, il che esclude comodamente le atrocità commesse da Stalin. Whataboutismo classico. ” Invece attribuire al commentatore frasi mai dette che fallacia logica è?

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  3. Gaporion says :

    riecco la marmotta che incarta la cioccolata… torna a giocare coi grafici dai…

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  4. Er Monnezza says :

    A me viene in mente quello che mi disse qualche anno fa una donna dell'est europa, forse proprio ucraina, mi pare fosse una delle badanti di una mia zia vecchissima: “il fatto è che noi, nell'est, ci siamo sempre resi perfettamente conto di tutte le balle che i nostri governi ci raccontavano mentre voi, qui in italia, in europa occidentale, sembra che vi beviate tutto, credete davvero di essere liberi, democratici, informati …”

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  5. Paolo says :

    Qui si parla di Putin alla guida della Russia, non delle nefandezze commesse da Stalin alla guida dell'URSS in tutt'altro regime politico. Invece gli USA hanno commesso vere e proprie porcherie in giro per il mondo, che non hanno a che fare per nulla con la loro strombazzata democrazia, sempre con lo stesso regime politico interno. E sono antiamericano convinto, lo ammetto. Difficilmente non si potrebbe non esserlo visto l'atteggiamento smaccatamente imperialista degli USA dal 1945 in poi. Putin avrà le sue negatività, però è uno statista vero, l'unico a prendere a calci nelle palle le multinazionali yankee (e non solo) e buttarle fuori del paese, che stavano spolpando i resti dell'URSS con la complicità dell'ubriacone Eltsin.
    Dottoressa, lei è decisamente ostile a Putin, ma questo non deve renderla cieca di fronte alle porcate commesse dal cosiddetto mondo libero occidentale (leggi USA). Se abbiamo avuto e abbiamo un sacco di focolai di guerra nel mondo, quasi sempre c'è lo zampino yankee. Può negarlo?

    P.S. Per GAbriele

    Io mi riferivo ai conflitti in generale provocati dagli USA, la dottoressa è scesa nei particolari immagino. Una parte di particolari perché i conflitti di marca yankee sono stati molti di più, diretti e indiretti. Da qui i 30 milioni di vittime

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  6. Valerio Di Bernardo says :

    A dirty story through and through, but in the tragic aftermath of this coup, the West has maintained the dominant narrative of “Russia in Crimea” whereas the true narrative is “USA in Ukraine.” The truth is not being aired in the West. It’s a surreal perversion of history that’s going on once again, as in Bush pre-Iraq ‘WMD’ campaign. But I believe the truth will finally come out in the West, I hope, in time to stop further insanity. http://www.zerohedge.com/news/2015-01-02/oliver-stones-new-movie-ukraine-cia-coup-coming-theater-near-you

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  7. Roberto Rondoni says :

    Come vede dottoressa il suo intervento non ha sortito alcun effetto. Anzi ha elicitato un altro aspetto mica tanto sopito e oggi divenuto quasi mainstream nella contronarrazione e cioé: “non ci dicono mica come stanno veramente le cose, crediamo di essere in democrazia e non é vero”. La realtà é che non vi fosse stata in Ucraina una volontà d'Europa nel circa +50% della popolazione, questo scontro geopolitico non ci sarebbe stato affatto. La contronarrazione (ormai egualitaria, certo non impedita) taccia di nazismo tutti i filoeuropei ucraini e vede solo un altro pezzo di interventismo imperialista americano, la narrazione depotenzia il timore russo dell'accerchiamento ed esalta la difesa di un'esigenza democratica in realtà non condivisa da tutti gli Ucraini. A qesto punto cercare responsabilità primarie (“i più cattivi”) mi sembra gioco inutile, tanto ognuno legge gli avvenimenti in funzione della propria visione costituita, anche perché in una guerra civile morti inutili ed innocenti se ne fanno sempre. Sta di fatto che, io lo ricorderei sempre, la nostra libertà di esercitare una libera contronarrazione ce la da proprio questo sistema che alcuni di noi paiono aborrire, innalzando un capace para-tiranno (eletto) a difensore dall'imperialismo. Lo stesso paratiranno che ha costruito sì una Russia più ricca ma accentrando allo stato tutte le risorse, azzoppando la stampa libera e non negandosi un flavour
    di omofobia ed antisemitismo. Cari saluti.

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  8. Quesalid says :

    E' un divertente dettaglio il fatto che durante gli ultimi anni della Repubblica di Weimar un gran numero di intellettuali di avanguardia e di eminenti figure culturali erano convinte di vivere già in una nazione fascista. Essi accusavano, come fanno gli Americani di oggi, l'evidente influenza dei grandi interessi economici nel processo politico, la violazione dei diritti civili perpetrata dallo stato centrale o dai governi locali e altri abusi di potere comuni ad ogni forma di governo centralizzata, e insistevano che tutto ciò equivaleva al fascismo, poiché il loro concetto di fascismo – come quello che è standard oggi in America – assumeva come naturale che il fascismo deve, per definizione, difendere e supportare lo status quo economico e politico.

    Nella realtà, come ha mostrato Walter Laqueur nella sua competente ricerca Weimar: a Cultural History, denunciare la Repubblica di Weimar come un regime di tipo fascista era diventata una specie di industria nella Germania della fine anni '20 inizio anni '30. Sfortunatamente per coloro che fecero queste affermazioni, la storia ha avuto un sinistro senso dell'humor. La maggior parte delle persone a cui piacque di insistere che la Repubblica di Weimar era uno stato fascista finirono per accorgersi – in molti casi a costo delle loro stessa vita – che c'è una reale differenza tra una turbolenta, disfunzionale e fallimentare democrazia rappresentativa ed uno stato totalitario e che un movimento che promette di ribaltare uno status quo sfasciato e che riesce nell'intento è perfettamente capace di rendere le cose molto ma molto peggiori – dal sito http://thearchdruidreport.blog… –

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  9. Pinnettu says :

    Rimango sempre più incredulo di fronte al dilagare del sentimento antiamericano, antioccidentale, anticapitalista, antiqualunquecosa identifichi questa parte di mondo dove viviamo.

    Pregate di non dover mai provare sulla vostra pelle le squisitezze dell'altra parte del mondo.

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  10. Anna Ryden says :

    Ciao Pin, hai appena vinto una cena a Milano, se mai dovessi decidere di lasciare la tua di tana 😉

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  11. Paolo says :

    Apri gli occhi Pinnettu. Non ci credo che tu non ti sia reso conto di quale cumulo di merda dittatoriale/finanziaria sia il cosiddetto 'mondo libero occidentale'. Altrimenti devo pensare che la tua missione sia quella di trollare. E dai!

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  12. Pinnettu says :

    @ Anna
    C'è il mare di mezzo ed è da qualche anno che non lo attraverso…infondo rimango pur sempre un picchista e come tale parsimonioso negli spostamenti 🙂

    @ Paolo
    Il mondo nel suo complesso non è un bel posto ma presenta delle differenze.
    Rimango convinto che sia una fortuna trovarsi da questa parte. Semplice e lineare. Come è semplice e lineare credere il contrario del resto, con la differenza che nel secondo caso prima di inorridire di fronte alla dittatura finanziaria bisognerebbe provare la “dittatura della frusta”.

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