Flessione domanda o troppa offerta?

Tipico risultato degli analisti

Si parla un po’ ovunque del “hard fall in demand” come causa della rapidissima discesa del prezzo del greggio. Tra l’aria da recessione che si respira in Italia, e sapendo che nel 2008 effettivamente un crollo c’è stato, sembrava effettivamente plausibile.

Quindi bisogna fare dei paragoni per riuscire a quantificare il crollo odierno, ovvero indovinare il futuro.

Andando a controllare i dati passati copiando dai vari pdf IEA, il crollo domanda del ’07-’09 però risulta di neanche 5%: da 88.30 Mb/d nel 4Q07 a 84.30 Mb/d nel 1Q09.

Questi -5% avrebbero causato il famoso crollo di -52% da 90$ a 43$ (sto usando le medie trimestrali), solo che in realtà nessuno è mai riuscito a spiegare esattamente che cos’è successo.

Certo è solo che la domanda aveva iniziato a “crollare” già nel 4Q07 mentre il petrolio ha continuato l’ascesa fino a luglio 2008, continuando per ben 7 mesi la salita prima di reagire alla flessione della domanda.

Questa volta il crollo del prezzo ha iniziato in 2Q14 (giugno per esattezza). La domanda però non ha cominciato a flettere già da gennaio.

A dire la verità non c’è nessuna flessione della domanda. Il prezzo ha cominciato un rapida discesa, senza che nella domanda/offerta spot si trovasse un motivo.

Come si vede dal grafico elaborato su dati IEA e EIA, sia domanda che offerta sono a livelli record, con forse una lieve sovrapproduzione dal 1Q14 in poi, che però già ora nel 4Q14 si è invertito:

Dati domanda/offerta petrolio: IEA; Prezzi WTI: EIA

Secondo il crollo del -30% del prezzo dal 2Q14 al 4Q14 (sempre medie trimestrali) dovremme vedere una diminuzione della domanda di almeno qualche percentuale, e invece abbiamo un aumento della domanda a livello globale del +2%: da 91.70 Mb/d a 93.80 Mb/d.

A cat is coving.

Quindi per riassumere alcuni fatti e/o riflessioni sul mistero del prezzo:

  1. La domanda non è crollata. Forse c’è un indebolimento in Asia. Forse.
  2. C’è una recessione globale come nel 2008? Io non lo vedo.
  3. Non ve lo ricordate, ma il prezzo è letteralmente crollato dopo il meeting del OPEC in Vienna, il 28 novembre (?). Per esattezza, il prezzo ha cominciato a crollare ca 30 minuti prima dell’annuncio ufficiale, quando qualche insider ha avuto notizia che i sauditi non avrebbero tagliato la produzione. Dove starebbe il libero mercato qua?
  4. L’economia mondiale non ha mai smesso di zoppicare dopo l’ultima crisi, e a volte durante gli ultimi quattro anni la domanda è risultata debole, più debole di oggi, ma non ha mai avuto questo effetto sul prezzo. Può darsi che si tratta di riduzione di posizioni lunghe con leva sui mercati dei derivati, in vista di un forte rallentamento dell’economia mondiale futura.
  5. Non vedo neanche un supply constraint visto che il prezzo non ha tenuto il passo con l’andamento della offerta/domanda, per dire, non c’é stato difficoltà a produrre anche per la domanda crescente. E quindi 100$ non può assolutamente essere il prezzo di equilibrio.
  6. Ma se per caso quello che vediamo è una reazione supply constrained a questo livello di prezzo dovremmo vedere una vera esplosione della domanda, con conseguente aggiustamento del prezzo insù.
  7. C’è anche la reazione un pochino forte a un piccolo oversupply. Come giá descritto in altri post le curve forward hanno sempre visto la discesa, ma non una discesa così ripida. Si tornerà quindi a livelli di 70-80 $ senza grossi problemi.
  8. Si dice anche in giro che il numero di drilling rigs crollerà, esattamente come hanno fatto nel 2008. Può darsi, ma anche no. I driller si ricordano senza dubbio l’accaduto di 6 anni fa, e basta guardare la domanda odierna per capire che forse bisogna rallentare, ma non più di tanto.

6 responses to “Flessione domanda o troppa offerta?”

  1. luigiza says :

    Quindi tutto bene. Al momento solo una piccola turbolenza: un vuoto d'aria momentaneo che ha provocato una repentina perdita di quota.

    Speriamo sia come scrivi.

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  2. Roberto Rondoni says :

    Mi scusi dottoressa ma allora il calo della domanda individuato praticamente da tutti, post-picchisti compresi, è una cavolata?

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  3. Pinnettu says :

    Si è una cavolata….non si capisce perchè si continua a sostenere il contrario (il fatto che la domanda cali in Italia e in qualche altro paese OCSE non vuol dire che cali anche quella complessiva). Non basta, nell'ultimo STEO dell'EIA si continua a stimare una crescita della domanda per il 2015 pari a 0,9 milioni di b/g. Poi magari salirà di meno, ma nessuno stima cali di nessun tipo.

    Cosi come è evidente che (il grafico postato da Anna lo conferma) la produzione continua a salire senza sosta. Altra cosa che (ho fatto notare più volte) si continua a negare (stavolta solo i picchisti però) e non capisco perchè, visto che a salire non sono solo gli “all liquids”, ma anche il crude+condensate.

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  4. Feuerbach J says :

    Pinnettu, non vorrei sbagliarmi ma mi pare che i picchisti sostengano che ciò che ha piccato (o meglio, si trova su un plateau) è la produzione del petrolio convenzionale. Mi pare che quello che fa salire il crude+condensate è l'aumento dello shale oil e le tar sands, non il convenzionale.

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  5. Anna Ryden says :

    I numeri li ho presi dai vari report IEA, copiando a mano dai pdf…lavoraccio…perché excel aggiornati da scaricare non me li danno.
    Guardando singoli paesi mi pare che solo il Giappone abbia veramente rallentato molto, potete controllare qua https://www.iea.org/oilmarketreport/omrpublic/currentreport/.

    Pare che il oilgram report di Platts racconti di 0.9 mln di barili di sovrapproduzione giornaliera, ma non ho accesso a quello.

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  6. Pinnettu says :

    Certo, ne sono ben consapevole! I picchisti hanno però sempre usato il Crude+Condensate per distinguere il petrolio “vero” dal restante petrolio (“gas to liquids” + other liquids). Non è che cambiamo le regole in corsa per adattare i numeri alle nostre teorie. Lo shale è pur sempre petrolio, così come quello estratto dalle sabbie bitumose (il discorso dell'EROEI lo conosco….anticipo le repliche).
    Tral'altro anche volendo escludere queste due componenti, la produzione è comunque in plateau, mentre le previsioni della seconda metà dello scorso decennio le davano almeno 6-7 milioni di b/g più in basso.

    @ per Paolo da altro post
    I dati sulla domanda li prendo dall'EIA, (per Anna:i dati sono anche in excel) ma va bene qualunque fonte. Anna qua sopra riporta quelli IEA e l'aumento costante è a dir poco evidente. Fra di loro differiscono essenzialmente perchè l'IEA conteggia anche la domanda per i biofuel. Quindi una stà più sotto, ma ambedue crescono alla stessa maniera.

    Ma che poi, se la domanda non stesse crescendo in continuazione perchè la produzione degli all liquids (che serve per soddisfare la domanda complessiva), continua a crescere senza sosta?

    A scanso di equivoci, da ormai quasi dieci anni, sono e continuo ad essere un picchista convinto (nel senso della sua certezza geologica e della vastità delle implicazioni che si porterà dietro).
    Sono altresì convinto che i dati sulla URR non fossero veritieri e la collocazione temporale del picco alla metà del decennio passata, sbagliata di conseguenza. Siamo già quasi due lustri più in là.

    La domanda è: qual'è la URR? Non erano sicuramente i 2400 miliardi di cui si parlava dieci anni fà (altrimenti saremmo già abbondantemente in post picco, financo della produzione totale). Sono sicuramente un bel pò di più.

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