Lo scivolone del rublo

Lo scivolone del rublo è senza precedenti.

Neanche nel 2008 con il crash del petrolio si è svalutato tanto. Parlo qua del cambio EUR/RUB che per gli italiani è quello di impatto immediato.

Durante la seconda metà del 2008 fino alla fine di febbraio 2009 il rublo aveva perso il 30% del potere d’acquisto rispetto all’Euro:


La crisi ora è ancora più grave. Il 16 dicembre il rublo ha toccato il fondo con il 53% di svalutazione rispetto all’euro, iniziando i conti quest’estate. Ora (aggiornamento il 18 dicembre) siamo a 36%, quindi più in linea con la crisi di 7 anni fa.

Avrà serie ricadute sull’industria italiana, sia per la domanda dimezzata di beni di consumi, sia perché non può più esportare macchinari molto richiesti in russia visto che non riescono a farsi pagare.

E il minor costo del gas dei contratti take-or-pay indicizzati al petrolio non verrà passato ai compratori/consumatori. Un po’ perché le aziende compratrici diciamo alla fine della catena terranno le quantità comprate al minimo possibile per aumentare la possibilità di fare margini su spread locazionali e temporali in borsa, e un po’ per le sovrastrutture fiscali imposte sulle materie prime energetiche, che riducono l’effetto prezzo.

La maggiorazione della svalutazione rispetto al 2007/08 non c’entra solo con il petrolio però. C’entra anche, e forse di più, con le sanzioni imposte dagli Stati Uniti e dall’Europa alla Russia, e all’impossibilità di concludere operazioni finanziari e investimenti in occidente.

Poi a livello europeo si sono accorti che un rublo in libera caduta potrebbe danneggiare pure le banche e finalmente stanno discutendo di ammorbidire le sanzioni, così IlSole24. Fortuna quindi che a Bruxelles non hanno mai amesso che si tratta di una guerra tra Ucraina e la Russia, ma solo di una sfortunata guerra civile. Putin continua a lamentarsi del fatto che la NATO ha circondato la Russia, e non intende quindi avvicinarsi all’occidente per quanto riguarda l’invasione. Bisognerebbe fargli vedere una mappa della Russia, con evidenziato quali sono i paesi NATO, e di quanti pochi km di confine si tratta.

sarc on/ Se l’Italia non fosse parte di NATO, a questo punto con gli stessi argomenti potrebbe tranquillamente invadere la Corsica /sarc off

Chi ci sta veramente mettendo la pelle in questi giorni ovviamente non è la Oligarchi&Co, ma il signor Smirnov, che ha tutti i suoi risparmi in rubli, nella banca locale. Questi rubli che non hanno neanche il permesso di essere scambiati contro un iPhone, anche se dovessero bastare.

Il target delle sanzioni hanno da sempre i loro asset in dollari o franchi e vivono comunque tra l’Italia, la Svizzera e la Francia.

E pensare che il il rublo alle spalle ha un’economia che esporta petrolio, con una banca centrale che detiene almeno il 12% degli asset in oro.

5 responses to “Lo scivolone del rublo”

  1. Quesalid says :

    …credo che in questo momento ci sia bisogno di un pò di sana real politik come nella migliore tradizione europea. Mettere la Russia in un angolo non conviene a nessuno…in questo momento occorre non scivolare negli estremismi

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  2. Anna Ryden says :

    Una politica da inclusione era certamente possibile prima dell'Ucraina, ora non più.

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  3. fardiconto says :

    OT: sanzioni contro la Crimea annunciate al Tg stasera. Bando delle attività nell'area incluso lo scalo delle navi da crociera (il turismo nella penisola è importante). Con l'assedio dell'acqua – tagliata mesi fa – non hanno risolto. Bevono, ma l'agricoltura è in panne.

    Se volete inquadrare bene il gioco delle parti, pensate per un momento a cosa vuol dire tagliare l'acqua ad una regione per distruggerla. Dopo esservi dati la risposta, sarà tutto più chiaro.

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  4. Anna Ryden says :

    Solo il 15% della popolazione ha votato per essere “russi” secondo forbes: http://www.forbes.com/sites/paulroderickgregory/2014/05/05/putins-human-rights-council-accidentally-posts-real-crimean-election-results-only-15-voted-for-annexation/

    Merkel almeno è consistente nel voler dimostrare che l'annessione è illegale. Che ci rimettono le persone già in difficoltà è ovvio, come è ovvio che lasciando mano libera a Putin significa che può ripetere l'operazione annessione fino a recuperare l'ultimo russo negli exclavi.

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  5. daniele bergamini says :

    intanto il parlamento usa aumenta le sanzioni alla russia

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