TA ENI, aggiornamento sul buyback

Ci siamo quasi a quei 12 €/azione ENI possibili secondo l’analisi tecnica di febbraio scorso.

L’azione ha chiuso oggi a 13.28 e non ci sono più supporti validi fino a 11.90-12 €.

ENI analisi tecnica

ENI rimane schiava di Fibonacci. Anche quando è finalmente riuscita a rompere la resistenza a 38.20 (18,60 € ca), ci è ballata intorno per qualche settimana per poi avviarsi verso esattamente 20 € dove l’attendeva il fibo 50.

Da li ENI è tornata sul 38.20 e compiendo un bel testa-spalle ha poi finalmente rotto in basso, dove fino al fibo 23.60 era in caduta libera. E ora caduta libera di nuovo. Resta a vedere se tiene il livello 12 €.

A questi prezzi di petrolio ENI perde parecchi centinaia di milioni di utili rispetto a un anno fa.

E senza il piano buyback, dove ENI dovrebbe arrivare a comprarsi il 10% (9.70%) delle azioni sul mercato, può darsi che sarebbe anche già a 12 €.

O anche no, perché in fondo 21.3 milioni di azioni sui 363 milioni del programma sono proprio patate piccole.

In quasi un anno di programma buyback ENI ha speso 375 milioni di euro, sui ca 6 miliardi stimati un anno fa, che saranno necessari per riportare le azioni a un numero che permette allo stato di mantenere il controllo del colosso. Per i numeri rimando al mio post di febbraio.

Ed è necessario che lo faccia, altrimenti gli azionisti non si possono più fidare del affidabilissimo dividendo, che ha fatto dell’azione ENI praticamente un buono del tesoro.

Infatti la privatizzazione di ENI è completamente finta: prevede che ENI faccia questa enorme perdita di 6 miliardi (ora sarebbero ca 5 mld a dire la verità) in modo da garantire allo stato di mantenere il controllo.

Comunque, per quanto riguarda il buyback, al ritmo di quest’anno ENI ci metterà 17 anni per ricomprarsi le azioni prima che lo stato possa vendere i suoi 3% senza perder il controllo. Anche dell’ENI.

Infatti, Scaroni non lo voleva fare, e non è certo rimasto alla guida dell’azienda per molto tempo dopo la semi-protesta. Si vede dal buco nel programma buyback durante il cambio di guida:

La linea in rosso è il prezzo medio delle azioni comprate quel giorno. La linea blu il numero di azioni comprate. La volatilità iniziale fa sospettare che all’interno del dipartimento buyback ci fossero delle discordanze per quanto riguarda la strategia da seguire. O forse volevano solo vedere l’effetto che faceva in borsa.

Dopo l’uscita di Scaroni il programma è andato avanti più linearmente.

Si potrebbe anche individuare un trend all’acquisto di quantità più grosse da quando il prezzo ha cominciato a scendere. Se così è potremmo vedere un intensificare del programma nei prossimi mesi. Ogni euro in meno da pagare sono pur sempre ca 340 milioni di euro risparmiati.

Con i prezzi a questi livelli (e poi i sauditi hanno detto che vogliono vedere di nuovo 40€), il governo è sicuramente poco incline a vendere i suoi 3%. Direi che ENI possa tranquillamente andare avanti al ritmo che le pare con il riacquisto senza essere ripresa.

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