Produzione industriale pro capite comincia il declino l’anno prossimo

Post sprint prima di andare a vedere Interstellar all’Orfeo.

Ho scaricato un paper  scritto da un phd in fisica applicata dell’università di Melbourne che discute l’andamento delle simulazioni in “Limits to growth” rispetto all’andamento reale.

Nel 2012 avevo scritto che il LTG aveva praticamente avuto ragione su tutto. Due anni fa si faceva moltissima fatica a trovare materiale online che parlasse del LTG o del 30-year update, navigando ora in giro per trovare ispirazione mi sono resa conto che è diventata moda, mainstream, e il materiale originale è trovabile online, insieme a tantissimo altro materiale. Ho persino trovato un excel con parte dei 150 e passa equazioni che fanno il modello LTG…praticamente illegibile ma viene veramente voglia di tradurli in matlab.

Per farla breve: Il ricercatore ha trovato il LTG quasi perfetto. Alcuni processi sono rallentati rispetto all’originale, ma in sostanza sta in piedi il forecast del ritorno a una vita economica pro capite ai livelli dell’inizio ‘900, su scala globale.

Per esempio le risorse estratte non stanno declinando con la velocità descritta nell’originale, e quindi anche l’inquinamento è più lento di quanto si aspettava:

I numeri reali in genere sono molto ben allineati con il modello di quarant’anni fa. Alcuni fattori erano forse troppo difficili da prevedere con esattezza: il rallentamento dello sfruttamento delle risorse dipende non solo da aumenti di efficienza energetica e nell’impiego di materiali, ma forse soprattutto dalla crisi finanziaria globale, che nel 2009 ha tolto il fiato a tutta la produzione industriale.

Se sfruttiamo meno velocemente le risorse, allora anche l’inquinamento risulta meno grave. Un possibile fattore importante dietro l’aumento oltre le aspettative della produzione agricola.

Le tremende siccità degli ultimi anni in Russia, California e Australia creano però il dubbio se non abbiamo raggiunto il picco di produzione agricola. In Italia le piogge sono state così forti e consistenti quest’anno che non c’è un ulivo con olive in tutta la peninsula.

Nonostante il “food per capita” in aumento, abbiamo dei “birth rate” in discesa più velocemente di quanto si poteva sperare 40 anni fa. Il tasso di nascita ha una correlazione negativa con l’educazione della popolazione femminile, ovvero, più scuola, meno bimbi.

In realtà il cibo in più non può sostenere un’aumento di nascite, perché anche il tasso di mortalità è in forte discesa, sempre immagino un effetto di maggiore educazione e crescita economica nei paesi in via di sviluppo. E se guardiamo bene il grafico, il tasso di mortalità non diminuisce da qualche anno.

In ogni caso la scomparsa del mondo come lo conosciamo inizia nel 2015, con l’improvviso crollo della produzione industriale pro capite. L’inquinamento continua a crescere fino a diventare il maggiore nemico dell’agricoltura, che ricevendo anche sempre meno risorse naturali in forma di macchine agricole e petrolio per i trasporti non può sostenere la crescita della popolazione, che a partire dal 2030 perderà mezzo miliardi di persone al decennio.

6 responses to “Produzione industriale pro capite comincia il declino l’anno prossimo”

  1. Pinnettu says :

    Rimango dubbioso che la popolazione possa iniziare a calare nel 2030. Anche solo per inerzia può continuare a crescere per molto più tempo.

    PS Interstellar? Visto…bello!!!

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  2. Luca Pardi says :

    Il calo della popolazione descritto nello scenario standard (BAU) di LTG, è presumibilmente guidato da un aumento della mortalità non da altro, quindi può benissimo avvenire. Si può sperare, ma solo sperare, che la natalità si riduca ancora e rapidamente in modo da ridurre gli aspetti più tragici del calo demografico che, ovviamente, non sono l'invecchiamento della società.

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  3. Paolo says :

    In effetti la popolazione è rimasta sostanzialmente stabile o in lievissima crescita fino alla rivoluzione industriale, soprattutto per i livelli di mortalità più alti di quelli della natalità. All'inerzia di cui parli Pinnettu non credo minimamente. Con meno cibo pro capite e l'industria farmaceutica a corto di energia (e i ceppi batterici antibiotico-resistenti, virus mutanti, ecc), la mortalità tornerebbe a livelli pre rivoluzione industriale e probabilmente anche la natalità (con l'abbattimento dell'istruzione pro capite e il ritorno di tanto analfabetismo). A queste condizioni altro che inerzia demografica, il crollo della popolazione sarebbe repentino…

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  4. Pinnettu says :

    Si, però il 2030 è domani. Considerando che al 2014 siamo ancora a, groso modo, +70 milioni di individui/anno, per annullare questo aumento e iniziare la discesa in così poco tempo, deve intervenire già entro la fine di questo decennio qualche fattore di portata catastrofica.

    Pere capirci, questa proiezione equivale a sostenere che fra 4-5 anni ci ritroveremmo con i morti accatastati ai bordi delle strade.

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  5. luigiza says :

    @Peter Pank

    Quindi candele e mutandoni di lana per tutti, perchè legna da ardere per tutti per cucinare e riscaldarsi semplicemente non ce ne é.

    Firmato: il solo catastrofista e profeta di sventura pure col prezzo del petrolio che va verso gli USD 60,00 al barile. Ma guarda che luna piuttosto come diceva il recente canonizzato!

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