Qualche risparmio sulla spesa petrolio per l’Italia

La guerra dei prezzi tra Arabia Saudita e produttori di shale oil negli Stati Uniti avrà qualche inaspettato vincitore.

Per esempio Italia e il suo sofferto PIL. L’unica cosa che lo tiene vicino a crescita 0 sono gli investimenti in efficienza energetica che sono stati fatti dalla metà degli anni 90 in poi.

Efficienza energetica

Come si vede dal grafico, usiamo sempre meno petrolio per un PIL comunque più o meno fermo. Fino al 1995-1999 il PIL cresceva, ma anche il consumo di petrolio. Se il consumo fosse rimasto a quei livelli, dal PIL di oggi si doveva togliere decine di miliardi di Euro.

Come sapete, l’UE da qualche mese include anche l’economia ombra nel calcolo del PIL. Questo non cambia niente. Il PIL è il PIL è il PIL, indipendentemente da come viene calcolato, si sente semplicemente pronunciandolo: Prodotto Interno Lordo.

Per definizione intrinseca contiene tutto quello che succede all’interno del paese, e non cambia un fico secco se una parte è tassabile e una no. Sempre prodotti che scambiano mano sono.

Chiaramente, includendo l’economia ombra si ha una base economica molto più ampia per indebitarsi col futuro. È il PIL che decide quante tasse possono rubarci e quanti BOT possono vendere a interessi insostenibili.

Quindi un PIL che comunque scende, nonostante inclusione di prostituzione e droghe e crimini mafia in generale è molto preoccupante, perché toglie il tappeto al di sotto dei piedi della spesa pubblica. Nell’articolo linkato, il Corriere con una bella capriola logica riesce a descrivere Italia come “in stagnazione” e non in recessione, perché il ricalcolo del PIL del primo trimestre con appunto gli elementi ombrosi di sopra, dava un PIL di +-0% sul trimestre precedente, invece del -0.1%.

Ma, buon per Roma, è in atto questa competizione al ribasso sui prezzi petrolio. Un periodo di scialla prezzi è forse quello che ci vuole perché alla fine dell’anno almeno un dato non sia negativo.

Nel 2013 l’Italia ha importato più o meno 435 milioni di barili (ho usato dati BP, produzione meno consumo), per un costo medio del Brent di 82 € al barile, un totale di 35 miliardi di Euro, o 600 € /persona.

Se il trend al ribasso della domanda continua, e Italia consuma il 5% in meno nel 2014, cioè ca 415milioni per un costo medio di 75€, paghiamo 31 miliardi di euro, o 520 € a persona, risparmiando in tutto 4 miliardi di euro.

One response to “Qualche risparmio sulla spesa petrolio per l’Italia”

  1. roberto says :

    recessione e' la parola esatta. ne renzi ne berlusconi ne grillo potranno fermarla. ci attendono tempi dove gli errori costeranno cari perche' non ci saranno piu' margini abbondanti. prepariamoci a vivere con poco e a saperci accontentare esattamente come fanno diversi miliardi di persone.

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