Sul rallentamento del riscaldamento globale


Rallentamento riscaldamento?

Come tutti ormai sanno, il riscaldamento globale delle temperature in superficie durante gli ultimi 15 anni ha rallentato.

Lo sappiamo tutti perché leggendo qualsiasi articolo in internet, su clima, energia fossile, mercati liberi etc, per 2/3 il campo commenti è sequestrato dai climafallisti.

Questi, come tutti i fanatici sono intellettualmente incapaci di capire matematica quando si tratta del loro campo di fanatismo. Un esempio sono i politici razzisti che parlando di crimini puntano sul colore della pella invece che sull’assenza di scuole buone e lavori per i genitori. Oppure i mercatonaivisti (aka libertariani) che anche se dotati di diploma di ingegneria spengono buona parte del cervello quando si tratta di clima.
Per illustrare il concetto ho elaborato questo grafico sulle vendite di una certa marca di cellulari. La scala è crescita % MoM, e mi metto nei panni del mercatonaivista:

Un evidente trend vendite in crescita*
“La linea verde è il trend lineare come calcolato da excel. Chiaramente si tratta di crescita lineare ininterrotta, anche se ultimamente i numeri sono un pochino al di sotto del trend diciamo globale di vendite, comunque sempre più forte. Appena i mercati si riprendono avremo senza dubbio una ripresa, se non addirittura un rinforzo, della crescita.”
Prendiamo invece questo altro grafico sul riscaldamento dell’emisfero nord, numeri scaricati da HadCrut. I numeri sono cambiamenti annuali mensilizzati. Parlo sempre da mercatonaivista:
Cambiamenti temperature emisfero Nord, dati HadCrut
 “Deve essere ovvio a chiunque lo guardi che ormai siamo in un trend decrescente, e che non solo la terra ha rallentato il riscaldamento ma si potrebbe addirittura dire che si sta raffreddando. È allucinante pensare che l’uomo da solo sarebbe in grado di cambiare il clima del pianeta.”
Il lettore sveglio ha subito visto che i due grafici sono uguali, con due interpretazioni che al primo sguardo sembrano entrambi ragionevoli. Ovviamente entrambi sono i numeri sul riscaldamento.
Qual è quello giusto?
Gli scienziati non hanno mai parlato di trend lineari come nel primo grafico. I trend lineari non esistono in natura. L’interpretazione più usata sembra invece essere quella della scala. Uso i numeri HadCrut, ma per esattezza avrei dovuto usare numeri NASA + NOAA + HadCrut, fare delle medie ponderate e considerare gli intervalli di confidenza. L’andamento è sempre lo stesso, quindi mi accontento.
La scala per ora non scende.
Ho calcolato le medie per ca 7-8 anni la volta. Dal 2000 al 2007 la media era di +0.607%. La media dal 2008 ad oggi è di 0.609%, quindi addirittura più alto, anche se non si vede bene.

HadCrut viene spesso criticato perchè non prendono in considerazione l’Artico. L’Artico è la zona che si scalda più velocemente sulla terra, e la situazione sarebbe in realtà molto più grave.

Ma qua tra il 60-esimo e il 45-esimo latitudine il rallentamento o la “pausa” come è stata percepita da tanti, altro non è che un lento abituarsi, regalatoci dai mari.
I mari sono questi grandi serbatoi che si stanno caricando di energia al ritmo di 4 bombe Hiroshima al secondo. Non è la superficie terrestre, e neanche l’atmosfera, per ora, che si sta prendendo la batosta delle nostre emissioni, ma i mari. Da IPCC 2013 climate change, il grafico sulla crescita del contenuto energetico dei vari componenti:

Neanche traccia di rallentamento.
L’aumento di energia nell’atmosfera è quella strisciolina viola quasi invisibile in basso. Tra quella viola e quella arancione, terra ferma, è dove noi umani passiamo la nostra vita.
Per ora il AGW non ci ha costretto a dei cambiamenti di stile di vita, a meno che non abiti in riva al mare, e nessuno ti assicura più la casa.
Infatti quest’estate abbiamo ancora visto e sentito il fenomeno normodotato “ho dovuto mettermi il maglioncino in spiaggia in agosto etc etc”. 
La verità è che globalmente si stanno scaldando gli oceani, i ghiacci si sciolgono (anche quelli antartici – da sotto), il mare si alza, tutto a velocità record.
Un giorno non ci sono più ghiacci da sciogliere, e i mari saranno saturi di energia, e allora quelle 4 bombe Hiroshima cominceranno a colpire terra e atmosfera sul serio.
Pare che nel 2100 il mediterraneo avrà temperature da Sahara, e la Scandinavia un clima mediterraneo.
*Attenti all’ironia

9 responses to “Sul rallentamento del riscaldamento globale”

  1. Paolo Marani says :

    In compenso la Groenlandia ritornerà ad essere la terra più verde di sempre.

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  2. uomo in cammino says :

    purtroppo merchants of doubt calpestano anche le aule universitarie, vedere il noto Scafetta della Duke intrattenere un gruppo di astronomi patavini, per una prima confutazione: http://www.climalteranti.it/2014/09/09/ma-quanti-errori-i-parte/

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  3. Paolo says :

    Anna, prevedere il clima da qui al 2100 è di un'arroganza e presunzione uniche. Gli scienziati si dimenticano sempre di dirci che il clima è un sistema caotico per definizione e come tale imprevedibile nel lungo termine. Tuttalpiù oggi ci propinano previsioni in base a linee di tendenza ma nessuno ci garantisce OGGI che tali linee continueranno fino a una certa data. Del resto la storia del pianeta è costellata di riscaldamenti e raffreddamenti globali e di percentuali di CO2 in atmosfera molto più alte di quella attuale. L'inquinamento che provochiamo però lo sconteremo tutto comunque.

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  4. daniele bergamini says :

    non voglio fare il professore, ma guarda il grfico storico della co2 e questi livelli non li troverai mai

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  5. Anna Ryden says :

    No il CO2 ha raggiungo anche le 3000 ppm, 200 milioni di anni fa – palme e spiagge ai poli – ma durante tutta la nostra evoluzione è stato sotto i 300. E' perfettamente normale che fluttua, ma come ho già detto in precedenza, deve variare in cicli di migliaia o centinaia di migliaia di anni. Non in cicli di 200 anni.

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  6. uomo in cammino says :

    @ paolo e daniele
    riflettete bene quello che dite: il punto non è se la Terra se la caverà, sicuramente si, nella storia geologica ne ha passate di ben peggio con tassi di CO2 anche di migliaia di ppm, ed ha recuperato anche dopo estinzioni di massa (però con nuove forme di vita).
    Il punto è se quella che chiamiamo civiltà ce la farà. Homo sapiens ha appena 200000 anni circa, la civiltà ha circa 8000 anni, cioè è fiorita dopo che il tasso di crescita del livello del mare si è stabilizzato risalendo da -120 m rispetto il livello attuale (15000 anni fa). Dalle carote di ghiaccio si sa che in 800000 anni il tasso di CO2 non ha mai superato le 300ppm, anche negli interglaciali più caldi (Eemiano). In circa 200 anni bruciando i fossili abbiamo spinto il tasso di CO2 a 400ppm, valori che la specie umana non ha mai sperimentato.
    Ma ciò che importa è che tutte le infrastrutture sono tarate per un livello del mare e per un clima (vedi alluvioni distruttive ormai diventate la norma) che sono incompatibili con valori di CO2 così elevati. Quindi è evidente che se la CO2 continua a crescere di oltre 2 ppm/anno (tasso diecimila volte più elevato di quelli avvenuti nel passato geologico) l’agricoltura e l’economia stessa entreranno in una fase di collasso senza ritorno, con buona pace per la civiltà. E’ verosimile che qualche miliardo di persone sparirà mentre il livello di civiltà tornerà indietro di qualche secolo.
    La termodinamica non è un'opinione

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  7. uomo in cammino says :

    rettifica, era solo per paolo, scusa daniele

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  8. Paolo says :

    Mah, qui si assume che le previsioni sul clima siano il verbo. Chissà chi di noi nel 2100 sarà ancora vivo per confermarle.
    C'è gente che è assolutamente certa che le cose andranno come ci predicono oggi coloro che appartengono a quella corrente di pensiero dominante del riscaldamento globale (ma assolutamente sterile in quanto alle politiche di netta riduzione dei gas serra, inesistenti).
    La civiltà dell'homo sapiens collasserà senza dubbio per evidente insostenibilità da parte del pianeta, ma che debba essere il cambiamento climatico ipotizzato ad esserne la causa, beh, sarà tutto da vedere.

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