Come sappiamo che i numeri Ebola sono falsi

Se prendiamo i numeri Wikipedia con l’ultimo aggiornamento di oggi si vede subito che qualcosa non va. Sierra Leone e Liberia seguono piú o meno la crescita convessa, esponenziali, mentre i numeri che escono dalla Guinea aderiscono a una crescita lineare. Solo che in natura non esistono processi lineari. Sono sempre esponenziali, o all’aumento con fattori > 1 o all’autodistruzione, cioè con fattori  <1.

Tracciando i paesi singolarmente. Seriamente Guinea, lineare?

Creato sempre col metodo del “indovinare i punti in mezzo” con CAGR

Infatti controllando le differenze giornaliere della Guinea viene un grafico con solo due grosse variazioni, per il resto oscila tra 5 e 0 casi:

Per la Nigeria è ancora troppo presto fare previsioni e le autorità sanitarie sono probabilmente più in grado di contenere un’epidemia rispetto ai paesi più disperati.

Mettende insieme il delta casi per Sierra Leone e Liberia alla Guinea si vede quanto quest’ultimo paese sta barando:

La crescita media giornaliera di entrambi i paesi è di 4%, mentre la Nigeria è ancora a 10% dovuto allo sprint iniziale. La Guinea all’inizio rilasciava numeri simili, ma dopo aprile amettono aumenti dei casi di soli 0-1.5% giornalieri.

Ricalcolando tutta la Guinea, dalla data 25 marzo quando la reportistica ha avuto inizio con 86 casi, e aumentandola di 2% al giorno, cioè comunque molto meno del “normale”, abbiamo oggi 1550 casi in Guinea, per un totale di casi di 3250 con ca 1700 morti. Se decido per un bel 3% di aumento giornalieri, tra l’altro plausibile visto i 4% dei paesi accanto, arriviamo a 6.400 casi, per un totale di 8.100 casi e più di 4000 morti.

4 responses to “Come sappiamo che i numeri Ebola sono falsi”

  1. Marco F. says :

    Sono d'accordo con te sulla sotto-stima dei numeri pubblicati sulle principali testate giornalistiche.

    I dati che ci vengono comunicati sono solo quelli relativi a casi che vengono diagnosticati presso strutture ospedaliere attrezzate o ospedali da campo approntati appositamente, che comunque sono rari e sparsi sul territorio

    C'è tutta una zona d'ombra che emergerà a breve

    Non sono d'accordo con te per quanto riguarda la Guinea. Anche se è vero che i numeri sono probabilmente più alti, i numeri che ci vengono presentati, pur essendo solo una frazione della realtà, rappresentano secondo me fedelmente l'andamento dell'epidemia.
    Quindi numeri bassi ma trend corretto.
    Quindi interpretandoli sembrerebbe effettivamente che in Guinea la situazione è stata calmierata mentre in Liberia e Sierra Leone è fuori controllo. Alla sbarra la Nigeria che sta tentando di contenere i primi focolai.

    D'altronde il vero elefante nella stanza è la Nigeria che con i suoi quasi 180 milioni di abitanti e con i pozzi petroliferi sul delta del Niger è il paese dove un epidemia di ebola provocherebbe i danni più devastanti

    Marco F.

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  2. daniele bergamini says :

    grazie per questi aggiornamenti, molto molto interessanti. Confido in tue ulteriori considerazioni

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  3. Marco F. says :

    Guardate qua

    http://disinfo.com/2014/08/nearly-scared-enough-ebola/

    Scusate per la poca attendibilità del sito, ma la sostanza è: se Ebola arriva a Lagos poi arriverà in tutto il mondo, per quanti screening agli aeroporti e/o vaccini o sieri sperimentali uno posso pensare di mettere in atto.

    Su questo punto condivido

    Per quanto riguarda inoltre la falsa informazione, penso che almeno una parte dei casi sospetti in Europa balzati alla cronaca negli ultimi giorni e poi congedati come negativi ai test (vedi Tirolo, paesi aschi, Berlino, Alicante, Scozia, Irlanda) siano effettivamente episodi di Ebola per il quale si è preferito mentire ufficialmente per riuscire in maniera più efficace a fermare il contagio senza l'attenzione mediatica addosso

    Mi sembrerebbe infatti strano che uno che contrae la malaria in Africa (visto che di solito la cosa si risolve dicendo che il caso sospetto è morot di malaria) schiatti nel giro di sole 2/3 settimane dal presunto contagio. Ok, I sintomi iniziali sono comuni, ma la progressione della malattia e soprattutto l'esito finale sono abbastanza inequivocabili, sia nei tempi che nei modi

    Marco F.

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  4. fabrizio castellana says :

    Post molto interessante, spero ne seguiranno altri.

    Ho pensato un cosa probabilmente ingenua (scusate, non sono del settore) …
    Se non sbaglio ad ogni attacco il corpo umano risponde con le sue difese e il risultato di questa lotta dipende moltissimo dalla velocità di risposta del corpo, e di crescita dell'agente patogeno.
    Se il microrganismo si riproduce abbastanza velocemente da battere sul tempo le difese immunitarie del corpo, si espande e porta il malato alla morte.

    Non si può fare un parallelo a livello sociale?
    Cioè un'epidemia anche di una malattia molto grave, viene arginata se la popolazione riesce a trovare una contromisura efficace prima che l'epidemia sia troppo espansa. Viceversa, se questa riesce a raggiungere una certa massa critica di infetti prima che si trovi il modo di contrastarla, si allarga a macchia d'olio e non è più arrestabile …
    E' un parallelo sensato?

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