Ancora Taleb, il principio di precauzione e gli OGM

Il Corriere/RCS MediaGroup S.p.A oggi ha uno di quegli articoli comprati da interessi industriali, sempre divertente e spaventoso insieme quando è così palesemente ovvio, in questo caso per il totale disinteresse e ignoranza del giornalista (Riccardo Bruno).

Si parla della questione più spinosa che c’è lato agricoltura: gli OGM.

Il problema di fondo degli OGM è l’introduzione artificiale di geni che non esistono naturalmente nell’ambiente. Questo presenta un rischio sistemico totale, la cui massima conseguenza potrebbe essere quella di estinguere tutta la vita sulla terra. Solo in in teoria, e comunque con un orizzonte temporale lungo, ovviamente.

In pratica e immediatamente invece, cereali, frutta, verdura OGM contengono fino a dieci volte le tossine del cibo coltivato tradizionalmente, e con tradizionalmente non intendo agricoltura biologica. La frutta già ora contiene più pesticidi che vitamine, figuriamoci con gli OGM. Attenti che non sto dicendo che gli OGM sono velenosi. Il problema enorme è che c’è un monopolio di Monsanto, che ha scelto la strada di massimizzare i profitti, non dai sementi, ma dai pesticidi/erbicidi. Le loro coltivazioni vengono pompati con quantità enormi di pesticidi. Questi pesticidi finiscono nel tuo corpo quando mangi la polenta OGM.

Esempi di rischio sistemico è come praticamente tutte le api in California sono estinte, oppure i bombi in Inghilterra, anche se l’ultima parola sulla causa non è ancora stata detta.

In Italia, e vicino a un luogo da me frequentato, abbiamo dei campi di mais OGM per la produzione di quei sacchetti micidiali compostabili che cerco di evitare a tutti i costi (ma ogni tanto mi dimentico delle borse di tela). In quella zona, vicino a Gavi, non ci sono più api. È ragionevole pensare che la colpa sia dei livelli altissimi di erbicidi e pesticidi che purtroppo le varianti di sementi OGM introdotte sul mercato europeo necessitano.

Il più grande produttore di api della zona è costretto a portare in giro le scami in camion perché possano impollinare le coltivazioni prive di tossine in modo che non gli muoiano le api.

Se riusciamo a distruggere tutta l’impollinazione naturale distruggiamo tutto l’ecosistema  e i servizi ecosistemici  dai quali dipendiamo, coma acqua e aria pulita.

La lobby OGM ha enormi risorse economici per inseguire i loro motivi.
Inoltre il mondo è pieno di persone che credono che abbandonare il principio di precauzione sia vantaggioso per i mercati sempre e comunque e in qualsiasi modo. In Italia queste persone sono concentrate intorno al thinktank IBL. Per me quelle persone sono tecnonavisti, mercatonaivisti, e a volte anche un po’ troppo normodotati per il bene comune.

Per fortuna esistono persone come Taleb, che senza prendere posizione pro o contro riesce a cogliere il significato più ampio dell’introduzione su scala globale di un’entità estranea in un sistema ecologico.

Insieme al professore in fisica Yaneer Bar-Yam e il filosofo Rupert Read, NNTaleb ha scritto un paper intitolato “The Precautionary Principle” dove parlano dei rischi degli OGM e quelli del nucleare, che è diverso dagli OGM in quanto sono conosciuti i rischi. Al nucleare puoi applicare un risk management, agli OGM no.

Cito dal paper:

What people miss is that the modification of crops impacts everyone and exports the error from the local to the global. I do not wish to pay—or have my descendants pay—for errors by executives of Monsanto. We should exert the precautionary principle there—our non-naive version—simply because we would only discover errors after considerable and irreversible environmental damage.

e anche

Invoking the risk of “famine” as an alternative to GMOs is a deceitful strategy, no different from urging people to play Russian roulette in order to get out of poverty.

Il vero progresso dell’umanità è sempre arrivato dal fondo con idee e sperimentazioni lenti e limitati geograficamente con diffusione quasi naturale delle idee più forti. Il progresso non arriva costringendoci dall’alto ad implementare una nuova tecnologia con conseguenze imprevedibili.

One response to “Ancora Taleb, il principio di precauzione e gli OGM”

  1. fardiconto says :

    Mi fa piacere sentirne parlare. Mi è sempre sembrato un argomento importante, ben più di tanti altri.

    L'emergenza del momento mi pare la perdita di funzionalità: le piante roundup ready non funzionano più, le resistenze dilagano. Idem con la tossina Bt, siamo pieni di insetti resistenti. Ora è una folle gara contro il tempo: Monsanto deve colonizzare (e devastare) nuovi territori oppure fallire. Non voglio pensare a cosa accadrà.

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