Archive | giugno 2014

Soldi per le pensioni, da dove verranno presi

Nel post precedente ho identificato uno dei pochi settori di crescita futura, per chi non riesce a farsi la doppia laurea con master e chiedere a qualcuno di raccomandarci. Cioè i servizi di ordine pubblico, polizia e esercito.

Oggi ho preso spunto da un articolo molto interessante su linkiesta  che spiega i privilegi dei vecchi. E senza dirlo, identifica un’altro settore in certa crescita: tutti i servizi per gli anziani. Sono ricchi e saranno a breve termine ancora più ricchi. In Giappone abbiamo già visto le passerelle con le modelle over-70.

L’articolo in realtà è da leggere per capire in che situazione veramente precaria si trovano le generazioni nate non solo dagli anni ’80 in poi. Anche noi degli ironici anni ’70 siamo messi maluccio, perchè ora dobbiamo cominciare a pagare sul serio.

Non si salva nessuno

Noi settantalisti stiamo già pagando le pensioni tutto sommato decenti dei nostri genitori, ma con stipendi veramente ridotti rispetto a chi ha 10 anni più di noi.

La situazione pensioni sta peggiorando rapidamente. Gli stipendi d’oro di milioni di dirigenti che dai ’90 fino al 2009 prendevano esattamente il doppio della generazione dirigenti di oggi cominciano ad andare in pensione en masse. Oggi il 5% dei pensionati rappresenta il 17% della spesa per le pensioni, direi prevedibile lo scenario in cui fra poco il 7% dei pensionati prendono il 30% delle pensioni.

Almeno in questo non arriveremo a una distribuzione pareto del 20-80, il sistema crollerà prima.

La domandona è quindi, da dove verranno tutti i soldi? Ci vorrà probabilmente un paio di riforme del sistema pensionistico per assicurare agli ultimi baby-boomers ciò che gli dobbiamo. Poi verrà smantellato questo sistema costruito quando in 1 su 100 arrivavano al giorno della pensione e la piramide demografica non assomigliava a un vaso cinese.

Succederà questo: I baby-boomers, che sono già i più ricchi in assoluto, erediteranno le doppie case al mare e in montagna dai genitori, aumentando ulteriormente l’ineguaglianza di ricchezza del paese. Non era pianificato così, ma è successo.

Nel frattempo vanno in pensione, come già detto sopra. Siccome non ci sono più i loro stipendi d’oro a pagare le loro pensioni lo stato deve trovare un’altra fonte di reddito.

Non può tassare di più la mia generazione, a rischio saranno le rette universitari dei nostri figli. Ma la soluzione c’è a portata di mano: le eredità.

Le eredità, oggi tassate del 4%. Direi che possiamo stimare un upside per lo stato di almeno 16 punti. Un bel 20% di tasse su qualsiasi Bot e immobile che posseggono i tuoi genitori. Comincia già ora a inserirlo nei tuoi calcoli per il futuro perchè rimane forse l’unica fonte di reddito da tassare ulteriormente. Un po’ come le imposte sul carburante, anche questa tassa verrà aumentata lentamente, così per non farci votare nel altro campo politico per sbaglio.

L’indice di pace in peggioramento

L’indice di pace sta peggiorando.

The Global Peace Index misura la pace in 162 paesi secondo 22 indicatori che stimano l’assenza di violenza o la paura di violenza.  Sono 7 anni che l’indice viene prodotto, e dal 2008 solo 51 paesi sono migliorati nella classifica, mentre 111 sono peggiorati.

Durante l’ultimo anno sono aumentate moltissimo le attività terroristiche, che colpiscono per l’85% i paesi di origine dei terroristi.

500 milioni di persone vivono in paesi ad alto rischio di stabilità e conflitto, e 200 milioni di questi vivono sotto la soglia della povertà.

L’impatto economico della violenza in termini di mancati investimenti nella industria, nella educazione, nella salute, e nelle istituzioni buone, è quasi 10 mila miliardi di dollari (10.000.000.000.000) solo nel 2013, cioè 2 volte il PIL di Africa.

Dal sito Vision of Humanity:

Global Peace Index 2014

Anche Ucraina forse dovrebbe vestirsi di rosso ora, non so quando è stato aggiornato l’indice l’ultima volta.

Nel 2008 la situazione era parecchio meno alarmante:

Global Peace Index 2008

Ora Chile non è più verde scuro ma verde chiaro, e anche l’Uruguay. Pakistan era arancione, ora è zona rossa. Chad e Congo sono diventati rossi. Malaysia ha perso la gloria e anche la Romania, qua da “noi”.

Per quanto riguarda l’Italia, ci troviamo al posto 34. Rimane sempre nella zona verde chiara, ma appartiene al gruppo paesi in peggioramento.

La lotta contro la violenza in Italia nell’anno scorso ha costato 53 milioni di dollari, o 875$ pro capite, quasi il 3% del PIL. Decisamente un settore non in crisi quindi. Giovani, mangiate sano, che l’esercito ha bisogno di voi.

PS: il puntino rosso in mezzo all’Europa del nordest potrebbe sorprendere chi non ha studiato WWII approfonditamente. Si tratta di Königsberg. Dal ’45 conosciuto come Oblast Kaliningrad, ovvero l’esclave Kaliningrad. I russi hanno ammazzato tutti i tedeschi e esportato una fetta di popolazione russa li perché avevano bisogno di un porto senza ghiaccio invernale sul Baltico. Quindi ora è a tutti gli effetti russa.

Ancora Taleb, il principio di precauzione e gli OGM

Il Corriere/RCS MediaGroup S.p.A oggi ha uno di quegli articoli comprati da interessi industriali, sempre divertente e spaventoso insieme quando è così palesemente ovvio, in questo caso per il totale disinteresse e ignoranza del giornalista (Riccardo Bruno).

Si parla della questione più spinosa che c’è lato agricoltura: gli OGM.

Il problema di fondo degli OGM è l’introduzione artificiale di geni che non esistono naturalmente nell’ambiente. Questo presenta un rischio sistemico totale, la cui massima conseguenza potrebbe essere quella di estinguere tutta la vita sulla terra. Solo in in teoria, e comunque con un orizzonte temporale lungo, ovviamente.

In pratica e immediatamente invece, cereali, frutta, verdura OGM contengono fino a dieci volte le tossine del cibo coltivato tradizionalmente, e con tradizionalmente non intendo agricoltura biologica. La frutta già ora contiene più pesticidi che vitamine, figuriamoci con gli OGM. Attenti che non sto dicendo che gli OGM sono velenosi. Il problema enorme è che c’è un monopolio di Monsanto, che ha scelto la strada di massimizzare i profitti, non dai sementi, ma dai pesticidi/erbicidi. Le loro coltivazioni vengono pompati con quantità enormi di pesticidi. Questi pesticidi finiscono nel tuo corpo quando mangi la polenta OGM.

Esempi di rischio sistemico è come praticamente tutte le api in California sono estinte, oppure i bombi in Inghilterra, anche se l’ultima parola sulla causa non è ancora stata detta.

In Italia, e vicino a un luogo da me frequentato, abbiamo dei campi di mais OGM per la produzione di quei sacchetti micidiali compostabili che cerco di evitare a tutti i costi (ma ogni tanto mi dimentico delle borse di tela). In quella zona, vicino a Gavi, non ci sono più api. È ragionevole pensare che la colpa sia dei livelli altissimi di erbicidi e pesticidi che purtroppo le varianti di sementi OGM introdotte sul mercato europeo necessitano.

Il più grande produttore di api della zona è costretto a portare in giro le scami in camion perché possano impollinare le coltivazioni prive di tossine in modo che non gli muoiano le api.

Se riusciamo a distruggere tutta l’impollinazione naturale distruggiamo tutto l’ecosistema  e i servizi ecosistemici  dai quali dipendiamo, coma acqua e aria pulita.

La lobby OGM ha enormi risorse economici per inseguire i loro motivi.
Inoltre il mondo è pieno di persone che credono che abbandonare il principio di precauzione sia vantaggioso per i mercati sempre e comunque e in qualsiasi modo. In Italia queste persone sono concentrate intorno al thinktank IBL. Per me quelle persone sono tecnonavisti, mercatonaivisti, e a volte anche un po’ troppo normodotati per il bene comune.

Per fortuna esistono persone come Taleb, che senza prendere posizione pro o contro riesce a cogliere il significato più ampio dell’introduzione su scala globale di un’entità estranea in un sistema ecologico.

Insieme al professore in fisica Yaneer Bar-Yam e il filosofo Rupert Read, NNTaleb ha scritto un paper intitolato “The Precautionary Principle” dove parlano dei rischi degli OGM e quelli del nucleare, che è diverso dagli OGM in quanto sono conosciuti i rischi. Al nucleare puoi applicare un risk management, agli OGM no.

Cito dal paper:

What people miss is that the modification of crops impacts everyone and exports the error from the local to the global. I do not wish to pay—or have my descendants pay—for errors by executives of Monsanto. We should exert the precautionary principle there—our non-naive version—simply because we would only discover errors after considerable and irreversible environmental damage.

e anche

Invoking the risk of “famine” as an alternative to GMOs is a deceitful strategy, no different from urging people to play Russian roulette in order to get out of poverty.

Il vero progresso dell’umanità è sempre arrivato dal fondo con idee e sperimentazioni lenti e limitati geograficamente con diffusione quasi naturale delle idee più forti. Il progresso non arriva costringendoci dall’alto ad implementare una nuova tecnologia con conseguenze imprevedibili.

Tutto aumenta, ma non abbastanza. Parola della BCE.

Per continuare a parlare dell’inflazione bisogna capire perché Draghi & Co. pensano che l’inflazione attuale sia troppo bassa, in chiaro contrasto con i prezzi sempre più alti che noi, il popolo, paghiamo ogni giorno per cibo, energia, trasporti, servizi.

Scaricando dal sito della BCE i dati el HICP  – l’indice dei prezzi al consumo, per il paese Italia con 2005 = 100, vediamo quanto stanno aumentando i prezzi. Il dato di aprile 2014 è il più alto di sempre: 120.4 (maggio 120.3). Un aumento del 20% dei prezzi in generale dal 2005 ad oggi. ((120-100)/100= 0.2)

Oppure dal gennaio 2000 ad oggi : +33%.

Questo però non è inflazione.

L’aumento dei prezzi al consumo è un risultato dell’inflazione, non la sua causa.

Inflazione è un aumento della massa monetaria, deciso da una banca centrale. L’aumento della massa monetaria è una specie di imposta nascosta ai consumatori. I prezzi aumentano pian pianino, e anche se ce ne accorgiamo, nel vecchio normale aumentavano anche gli stipendi e il valore degli immobili. E tutti a casa contenti.

Al nuovo normale, e cioè aumenti dei prezzi accoppiato ad aumenti della disoccupazione, tagli agli stipendi, bolla immobiliare scoppiata, siamo totalmente impreparati.

Parentesi aperta: I prezzi possono anche aumentare per motivi

  1. tecnologici/geologici: se il petrolio costa 60$ da estrarre ora, rispetto ai 10$ di quindici anni fa, è chiaro che tutto quello che è legato al petrolio, come i trasporti e la produzione di grano, deve aumentare di prezzo, senza che la colpa sia della BCE o della Federal Reserve. 
  2. meteorologici: Se la Russia brucia sotto il sole il grano raddoppia di prezzo, e anche qua non c’è mano della BCE. 
  3. collusione di vari tipi. Tipo i notai italiani.

Visto che siamo dipendenti per la nostra vita da grano e petrolio non possiamo aggiustare la nostra domanda in maniera significativa, e quindi il prezzo è destinato a salire quando la risorsa incontra problemi di produzione.
Parentesi chiusa. 

Sembra quindi una bella tortura volerci infliggere ancora più inflazione, ora che finalmente i prezzi rallentano.

Draghi probabilmente è perfettamente consapevole dei problemi economici della gente. Ma non può fare nulla di diverso, soprattutto dopo 18 mesi di critica dai giornalisti economici di tutta l’Europa, tutti con mandato a chiedere che si aumenti l’inflazione.

Non ha fatto nulla finora, perché comunque un po’ di inflazione c’era. A lui interessa solo che la moneta non si rafforzi, e finché si sta poco ma saldamente sopra lo zero va bene.

Quando i soldi in giro aumentano, la valuta perde il suo potere d’aquisto e necessariamente sia servizi che cibi aumentano di prezzo. Ma questo non è un processo immediato. C’è uno sfasamento, un time lag, di un paio d’anni tra aumento della massa monetaria e l’aumento dei prezzi corrispondenti. In quel lasso di tempo, e prima che noi ci accorgiamo della fregatura, il governo può spendere più soldi al vecchio valore.

Cioè riesce sempre a ripagare debiti e pagare stipendi statali con una valuta piú forte di quanto è in realtà. Risciacqua, ripeti.

Dal 2000 fino a luglio 2007 la BCE è stata esemplare nel suo controllo di quanto rubava da chi lavora, produce e paga le tasse. Sempre 2% all’anno. Purtroppo per loro e noi, con la crisi questo meccanismo ha smesso di funzionare.

Il grafico sopra tradotto in inflazione annuale rolling si presenta così:


Con il complesso materie prime in forte salita per lo stress dei sistemi di offerta c’è stato un anno di massicci aumenti dei prezzi di tutto quanto da luglio 2007 fino al luglio 2008. Con il tentato crollo del sistema finanziario chiunque avesse bisogno di liquidità ha venduto. Prima azioni e poi immobili. 

Per le banche europee la crisi era gravissima. Probabilmente più grave che per gli Stati Uniti. I prestiti outstanding delle banche al settore privato già nel 2007 ammontavano a 145% del PIL europeo, il corrispondente numero negli USA era di soli 63%.

Quindi la BCE ha dovuto fare iniezioni di liquidità nel sistema dall’agosto 2007 in poi, per salvare le banche che con un settore privato in fortissima contrazione non aveva nessuna possibilità di sopravvivere. Hanno abbassato moltissimo i tassi per il ripagamento e hanno esteso la durata dei prestiti. Il collaterale che la BCE accettava prima della crisi era abbastanza limitato, durante la crisi sono stati eliminati tutte le regole, e oggi se ti chiami Grecia, puoi praticamente dare le vecchie tovaglie della nonna come sottostante in cambio di un prestito di miliardi di euro.

Non si può escludere che le iniezioni di liquidità dal 2007 in poi, nelle sue varie forme, abbia contribuito all’aumento del complesso materie prime. 

Il risultato delle operazioni del pre-Draghi Trichet, è che nessuna banca è fallita, ma le imprese continuano a fallire. Le imprese ancora in piazza non ricevono prestiti, le famiglie non ricevono prestiti. Gli introiti dei governi si restringono e fanno fatica a ripagare sia debiti che stipendi degli statali.

In tutta Europa i consumi rallentano, e ormai almeno Italia ha visto più volte mesi con deflazione. 

Ottima notizia per chi ha lavoro e non ha debiti, come tanti privati italiani delle generazioni nati prima degli anni ’80. Pessima notizia per il più grande debitore di ogni singolo paese: lo stato stesso.

Tutti i debiti vengono presi con una certa inflazione in mente. Nel momento in cui l’inflazione è più bassa di quella necessaria (dal punto di vista del governo/banca centrale) cominciano le dinamiche deflazionistiche, e cioé più o meno a gennaio 2013 secondo il grafico.

Poi la deflazione si rinforza da sola. Più si rinforza la moneta, meno ti viene voglia di spenderla ora, invece di metterla via per il futuro.

Ma tutto il debito, sia pubblico che privato, e fissato a un prezzo nominale, e quindi i minori introiti aumentano il peso del debito. Se lo stato perde il 10% in imposte deve usare una parte più grande delle imposte per ripagare i debiti e deve ridurre l’apparato di stato. Il che significa perdere le prossime elezioni, oppure ristrutturare i debiti per evitare un default.

Pare quindi che Draghi stia scegliendo di non far ristrutturare i debiti, e non far perdere le elezioni a nessun governo con apparato statale sovrappeso, cioè tutti quelli europei. Finché funziona, funziona.

Interessi negativi, e poi?

La banca centrale europea ha oggi abbassato il tasso sui depositi overnight presso la BCE a -0.10%. E cioè se sei una banca devi pagare interessi alla banca centrale perché ti custodiscano i soldi durante la notte.

Il tasso è effettivo dal 11 giugno e l’effetto sperato è quello di aumentare la moneta in circolazione. Oggi le banche hanno paura di prestare alle aziende, ma se diventa ancora più svantaggioso covare i soldi che finanziare qualche impresa…insomma, possono sempre sperarci.

Quindi le banche che sul mercato interbankario hanno un surplus di asset, ovvero più depositi che prestiti, devono pagare per questo crimine. Quale sarà l’effetto? Devono ridurre anche loro i depositi, magari riducendo anche loro il tasso sui depositi a negativo per ricevere in misura uguale una compensa per i soldi di troppo?

Probabilmente i soldi invece di alimentare le buone idee imprenditoriali verranno a cerca di azioni e bot.

I miei pochi follower su twitter sanno che non mi aspettavo un granché di effetto sull’euro. Ha fatto sì un tuffo contro il dollaro da 1.360 a 1.350 tra le 13.45 e le 14.30, ma poi ovviamente tutti hanno deciso che le misure di Draghi non bastavano, e la coppia ha cominciato a salire, e in questo momento si trova al livello di martedi scorso.

Nessun effetto quindi, e Europa continuerà verso la temutissima deflazione e la liquiditytrap.