A cosa servono le europee? Osservamondo Food Edition.

La domanda del giorno è: A cosa servono le europee?
Foto di gruppo

 Praticamente tutti vanno alle urne pensando di votare un programma politico, perché è così che i politici si fanno il marketing. Invece non esiste la politica di programma nel parlamento europeo. Si tratta solo ed esclusivamente di dire si o no alle idiozie della non-democraticamente eletta commissione UE, e idem le idiozie del Consiglio dell’Unione Europea, da non confondere con il Consiglio Europeo e neanche con il Consiglio d’Europa, che non c’entra niente.

Votare un sacco di leghisti o tea-partisti anti-euro può farti sentire empowered, ma non ci sarà mai nessuna politica anti-euro nel parlamento europeo. Anche perché entro pochi mesi gli eletti si saranno talmente abituati allo status di neonobiltà europea che faranno esattamente lo stesso gioco di tutti e cioè di tenere in piedi la baracca il più a lungo possibile. Ma questa è una parentesi.
Il vero motivo per cui non si fa politica è che il programma viene dettato come già detto dalla commissione o dal consiglio, dopo che queste persone non-elette sono state per mesi esposti a lobbisti professionisti che alla fine riescono a convincere suddetti organi a fare un programma che tratta l’argomento del lobbista.
Questo sistema è esattamente il motivo per cui in questo momento c’è un fortissimo movimento anti-UE in tutta Europa. L’enorme dis-empowerment della nostra partecipazione alla politica. Non abbiamo nessuna possibilità di influenzare la politica che sta formando il nostro quotidiano. I politici europei stanno “dalla nostra parte” solo se andiamo in piazza e protestiamo, come per esempio sta succedendo con gli OGM.
Quindi l’unica questione da farsi prima di votare è “il mio candidato voterebbo pro o contro #ladomandachemistaacuore?”
Le cose belle e necessarie come la liberalizzazione e interconnessione dei mercati elettrici e gas erano perfettamente fattibili anche senza quella enorme organizzazione ombrello di corruzione e assenteismo.
E in onore della mia cara Europa ho io, svedese-tedesca, trapiantata in Italia, deciso di preparare un piatto clou della cuisine francaise, usando un ingrediente ungherese: le foie gras. Il piatto sarà pronto martedi, quando avremo anche dei risultati abbastanza sicuri sull’esito delle elezioni.
Passo 1: ci si procura un foie gras entier. Io lo metto in freezer per qualche giorno prima perché diventi più facile da trattare. Quelli che compro io arrivano sottovuoto, e pesano ca 600 grammi.
Poi lo tiro fuori dal freezer, e dopo poco tempo è possibile separarlo in pezzi per tirare via le venature e pellicine. Lo metto in acqua freddissima salata con un po’ di aceto per un paio di ore.
Mai stata fotografa.
Passo 2: dopo la bagna di aceto avvolgo i pezzi stretti in domopak con sale, pepe e un bicchiere di sandeman, sarebbe meglio port ma non ne avevo. Il tutto va in frigo per 12 ore ca.
Tolto la plastica e rimessa nella bacinella il fegato si presenta così.
Il migliore foie gras entier crudo di classe A non viene prodotto in Francia, ma in Ungheria. È il tipo più grasso e con meno venature che poi risulta più estetico con meno sangue. Se lo ordini in un ristorante di lusso a Parigi, il foie gras non è sud-ouest, ma ungherese.

 Passo 3: Schiaccio bene tutto il fegato nella terrina. Lo lascio a temperatura ambiente per 2 ore.

 Passo 4: Nel frattempo ho acceso il forno a 160 centigradi, e messo dentro una teglia grande di ceramica perché si scaldi. Vanno portati a bollitura alcuni litri d’acqua per la bagnomaria. Quando le due ore di attesa sono finite, si poggia la terrina con coperchio nella teglia, e si versa intorno l’acqua bollente.

Passo 5: Dopo 40 minuti tiro fuori la terrina e la apro. Il fegato è coperto di una grande quantità di grasso liquido.

Passo 6: Verso il grasso in una bacinella cercando di non scomporre i pezzi di fegato. Quando il grasso è solido si può togliere la parte chiara con un cucchiao e riscaldarlo in un pentolino per farlo tornare liquido. La robetta in fondo la si lascia, sempre per un motivo estetico. Questo passo non è necessario, andrebbe bene lasciare il grasso nella terrina senza pulirlo.
Passo 7: Il grasso pulito va riversato sul fegato. Quando il tutto è abbastanza freddo la terrina con coperchio viene posta in frigorifero. Se lo si prepara domenica mattina, per martedi sera è pronto. Meglio ancora mercoledi, ma in casa mia non dura mai così tanto.

Forse martedì faccio in tempo a fare una foto del risultato del (fegato d’)oca grassa cotta e servita per completare il post.



4 responses to “A cosa servono le europee? Osservamondo Food Edition.”

  1. fardiconto says :

    Accidenti, ci siamo dimostrati i più ingenui d'Europa. Mi correggo: siamo solo i più anziani e rigidi. Forse ho bisogno anche io di darmi alla gastronomia, temo che regali ben più soddisfazioni della politica contemporanea.

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  2. Anna Ryden says :

    Dai fardiconto che facciamo un brand di foie gras italiano…

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  3. ijk says :

    Ci sarebbero anche vegani che ti seguono. Cerca di rimanere sui temi per cui sei conosciuta e apprezzata..

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  4. Anna Ryden says :

    Cerca di riflettere sul tuo bisogno di censurare un blog.

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