Peggioramento dell’EROEI USA del 30% in 5 anni

Vi segnalo l’ottimo primer sul fracking scritto dal comitato scientifico ASPO Italia, “Fracking – la lusinga dei derrick”, segnalatomi in un commento dal lettore Gianni. Estremamente leggibile e chiaro, linguaggio che non arriverò mai a dominare.

Il testo parla di come noi europei cerchiamo di afferrare anche i frutti che crescono davvero troppo in alto sull’albero, ovvero il pesante lobbismo in atto per convincere autorità e regolamentatori che l’attività del fracking sia perfettamente possibile anche in Europa.

Ovviamente non in Italia, dove a quanto pare ci sarebbe giusto qualche macchiolina di shale su qualche appennino oltre le sette colline.

Uno dei temi trattati è quello spinoso dell’EROEI, ovvero Energy returned on energy invested, espresso come il ritorno energetico sull’energia investita. E_out / E_in. In altre parole quante unità di energia spendi per quantità di energia guadagnata.

Se per produrre 100 barili usi 1 barile quello che rimane per la società per produrre pane e iPad sono i 99 barili rimasti dopo che quel singolo barile ha fatto una capriola indietro nel ciclo. Illustrato così nel pdf di ASPO:

 

Un concetto molto controverso per l’impossibilità di calcolarlo correttamente.

Per quanto riguarda il fracking si cono studi che indicherebbero un EROEI di meno di 1, ovvero hai praticamente usato più energia per estrarlo di quanto ti rimane poi in mano. L’energia come merce rara se quello che estrai è più facilmente utilizzabile dell’energia che usi per estrarlo. Per altri un EROEI così basso è il risultato di una montatura Wall Street sul shale gas, e quando il pubblico avrà capito che il livello dei debiti è diventato insostenibile, la House of Cards crollerà.

La cosa divertente è il metodo che il testo ASPO usa per spiegare il concetto EROEI a una persona che non sa neanche fare le divisioni: una metafora con gli esseri umani. La società ideale sarebbe quella dove solo 1 persona su 100 estrae energia mentre gli altri scrivono poesie. La fine della nostra civiltà invece è praticamente il villaggio neolitico dove 100 persone lavorano ogni giorno per estrarre energia per nutrire se stessi.

Quello che non è largamente conosciuto è che praticamente l’unico settore industriale (esplorazione, estrazione, produzione di piattaforme), di servizi (dispacciamento, trading, wholesale), e governativo (autorità, regolamentatori, organizzazioni ombrello internazionali) in crescita, è quello energetico.

Chiaramente ci sarà sempre bisogno di infermieri, insegnanti e panificatori, ma non più di oggi. Forse per gli infermieri nel settore geriatrico ci sarà un secolo o due di crescita ma è un caso di nicchia. 

Quindi siamo sulla buona strada verso il villaggio neolitico, ma se investiamo intelligentemente ci fermiamo un po’ prima di arrivarci.

Per dimostrare la mia tesi non faccio data mining questa volta, un solo paese con statistiche funzionanti sono la salvezza: USA con numeri EIA. Come si vede nel grafico sotto, una parte della classe media si sta salvando, cioè quelli che lavorano nel settore energia:

Persone che lavorani nell’estrazione dal 2007 ad oggi: +40%. Nei servizi: +55%. Nel drilling:+8%. In tutto 162 mila lavori in più solo nel settore privato. Non ho dubbi che lato governo ci sia un aumento equivalente.

Tutto il resto del settore industriale privato: +1%.

Come sappiamo già, tutto questo meraviglioso aumento di posti di lavoro non è grazie a un aumento equivalente della produzione di idrocarburi:

Petrolio: : +29%
Gas:+24%

Se diciamo che le persone corrispondono a unità di energia, li posso inserire nel calcolo dell’EROEI:
Nel 2007 347mila persone estraevano 803 Mtonnellate di idrocarburi, per un rapporto di 2.31.
Nel 2012 569mila persone estraevano 1014 Mtonnellate, per un rapporto di 1.78.

Rapporto su rapporto, un peggioramente EROEI del 30%.

2 responses to “Peggioramento dell’EROEI USA del 30% in 5 anni”

  1. Paolo says :

    Ma se le compagnie estraggono in perdita (EROEI < 1), perché continuano a farlo? Hanno i soliti contributi pubblici?

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  2. fardiconto says :

    Hanno i contributi privati, se ti riferisci ai soldi ficcati nella fratturazione idraulica. I nostri soldi. Di noi poveri pirla che “investiamo” in aziende americane che producono solo debiti da almeno un decennio. Ecco il sussidio.

    Comunque molto bello come tema, un modo di vedere illuminante attorno ad una questione decisiva al punto che noi umani rifiutiamo in modo istintivo di discuterne.

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