La scomparsa della volatilità, caso gas

Da quandl ho tirato giù i prezzi del gas inglese, chiamato NBP (da National Balancing Point), per il periodo che va dal 1997 al 2014. Ho scelto il NBP perché è l’unico punto di scambio virtuale veramente liquido in Europa, ma anche perché ovviamente tutti gli altri hub non pubblicano i dati. Te li devi pagare se li vuoi. O riempire formulari burocratici perché chissà cosa pensi di fare con quei dati.

Comunque, l’esercizio serve per riflettere un attimo sulla volatilità dei prezzi. Si da il caso che più o meno quello che vale per il NBP può valere anche per gas olandese e tedesco, visto che si tratta di mercati abbastanza liquidi. Mentre il PSV è un pochino più indietro come mercato.

Ecco il prezzo del gas inglese in pence/therm contro i ritorni giornalieri, prezzi front month per evitare tutti quei spiacevoli spikes dei prezzi che rendono difficile l’analisi:

La volatilità giornaliera era molto alta fino ad agosto 2008, anche se una qualche diminuzione inaspettata si aveva già dal ottobre 2007 fino a maggio 2008.

Ma poi è avvenuto il crollo dei mercati con conseguente domanda industriale sempre più debole. In questi anni ci sono stati anche alcuni inverni veramente miti, riducendo ulteriore la domanda. Se poi buttiamo dentro anche la questione stoccaggi, sempre più stabile ed ampia a livello europeo, è chiaro che non c’è nessun motivo per avere una volatilità alta.

Un sacco di gas, fornitori superaffidabili (soprattutto Gazprom), domanda debole. Fai una fatica a muovere i prezzi.

Questa morte della volatilità si vede ancora meglio se annualizzo la deviazione standard, ho usata una rolling a 14 giorni:

Come sfondo in blu il numero di contratti scambiati. Ad occhio sembra quasi ci sia una correlazione negativa tra contratti scambiati e la volatilità annualizzata. Nel senso che più volte la mia molecola di gas cambia mano, più facile le è scoprire il suo vero valore senza saltare su e giù. In altre parole, la liquidità come nemico del player piccolo. La liberalizzazione che lascia solo i vecchi oligopolisti in piazza.

Ma vediamo anche una possibile fonte di un pericoloso compiacimento. Zoomando:

Che fai se per tre anni di fila ti abitui che il prezzo ogni giorni sale o scende di pochissimo? E che anzi ogni giorni sale o scendo di meno rispetto al giorno precedente? Risposta: Il tacchino di Taleb.

Perché il giorno in cui avviene il cambio di tendenza non riesci a coglierlo, e poi non lo cogli per parecchio tempo, pensando che i tre anni appena passati debbano essere la norma. E non lo sono.

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