Zerohedge conferma i miei dati sull’oro; l’outing del BCI

Un anno e mezzo fa ho dato un valore alla parte della riserva aurea custodita in Italia, intrapolando dati forniti da nessun altro che Alberto Angela in combinazione con dati Bankitalia e una comuna calcolatrice.

Il risultato dei miei calcoli era che neanche il 60% dell’oro italiano si trova in Italia, il resto all’estero. Il 60% dei 2.712,6 tonnellate (o Megagrammi con terminologia SI) sono 1.518,7 tonnellate.

Quindi 1.200 tonnellate di oro italiano si troverebbe in chissà quale caveau straniero.

La mia opinione su questo fatto lo cito dal vecchio post, perché con i recenti sviluppi tra Germania/USA questa opinione si è solo rafforzata:

Perché l’oro lo possiede chi lo tiene fisicamente. Oro è moneta, altrimenti la Banca d’Italia e tutte le altre banche nazionali non si sarebbero mai preoccupate tanto. Se poi le mie monete si trovano nel portafoglio di un’altra persona, che non me le fa guardare, figuriamoci toccare, quelle monete sono mie solo se la mia bomba atomica è più grande della sua.

Ma fino ad oggi non ho avuto nessuna conferma che l’Italia sfortunatamente ha perso 1.200 tonnellate di oro.

Secondo ZH è proprio la Banca d’Italia a regalarci questi dati, pubblicando un pdf, con l’ingresso ironico “Perché la Banca d’Italia detiene le riserve ufficiali del Paese?”

La Banca d’Italia ci dice che la riserva aurea contiene 2.452 tonnellate, non i 2.712 del World Gold Council del 2011. Quindi 260 tonnellate sono già state vendute.

Questi 2452 tonnellate, o 78,8 milioni di troy ounce, alla fine del 213 valevano 69 miliardi di euro. Oggi, calcolando con un cambio di 1.38 e quindi un prezzo in euro al troy ounce di 942 euro, abbiamo un valore di 74 miliardi di euro.

Ma più importante è che la BI dice dove sta l’oro:

Sono custodite per circa la metà della loro consistenza presso le “sacristie” della Banca d’Italia in Roma. Il resto delle riserve è depositato all’estero: la parte più consistente è custodita a New York presso la Federal Reserve. Altri contingenti di dimensioni più contenute si trovano a Berna, presso la Banca Nazionale Svizzera, e a Londra presso la Banca d’Inghilterra.

Quindi 1200 tonnellate in Italia e 1200 fuori. E così viene confermato quello che ho scritto nel novembre 2012.  Se poi per “parte più consistente” prendiamo 1000 tonnellate, significa che l’Italia ha regalato 32 milioni di troy ounce, o 30 miliardi di euro agli Stati Uniti.

Perché proprio ora viene pubblicato un minuscolo pdf di 3 pagine che ci svela quanto siamo dipendenti dagi Stati Uniti? Ricordiamoci che non esistono i cosiddetti complotti, ma comunque le agende si. Indubbiamente la BCI ha un agenda nel pubblicarla ora.

E la troviamo nella frase:

…la Banca Centrale Tedesca ad esempio, detiene a Francoforte il 31 percento del proprio oro; si prefigge di reimportare con gradualità quantitativi tali da arrivare nel 2020 a detenere in Germania la metà della riserva aurea, lasciando all’estero la metà rimanente.

L’Italia il migliore della classe, avendo solo lasciato la metà dell’oro agli Stati Uniti già in precedenza. E se la Germania si ferma alla metà, non è certo il caso che l’Italia vada oltre.

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